21 Marzo 2021

Vaccinazioni nelle farmacie, necessario il confronto, Filcams disponibile

È di queste ore, con l’emanazione del decreto “Sostegni”, la notizia del via libera all’effettuazione dei vaccini in farmacia. I farmacisti e gli operatori delle farmacie si metteranno a disposizione del paese, come hanno fatto in questi lunghi mesi di crisi sanitaria con dei però che è necessario conoscere.
I farmacisti lavorano in strutture dove non sono mai stati concordati protocolli specifici di tutela dai rischi di contagio; fino a pochi mesi fa non potevano “toccare” gli utenti, ma solo assisterli nelle operazioni di autoanalisi: la legge di bilancio ha abolito tale limite, ma non ha creato le giuste condizioni per gestire il cambiamento. Infatti, i farmacisti non hanno le coperture assicurative garantite ad altri professionisti della sanità dai rischi della professione e non hanno ricevuto una reale formazione per poter gestire operazioni di questo genere.
Ai temi della sicurezza e dei protocolli sanitari è necessario associare anche quello del contratto nazionale di lavoro, scaduto ormai da oltre 8 anni. L’assenza di un perimetro di regole di riferimento non tutela adeguatamente l’occupazione delle lavoratrici e dei lavoratori e in questi mesi di pandemia la loro professionalità e dedizione non hanno visto nessun riconoscimento professionale o economico.
Nel decreto, è bene ricordare, viene anche ridefinita la remunerazione a favore delle farmacie per coprire i cali di fatturato subiti in questi ultimi mesi, e per garantire la giusta copertura economica a fronte di questi nuovi incarichi. Ci aspettiamo che una parte di queste risorse sia destinata anche ai lavoratori.
Come organizzazione sindacale siamo disponibili ad aprire il confronto subito per discutere di questi punti e poter mettere nelle migliori condizioni tutti i soggetti, lavoratori, farmacie e utenza, per essere protagonisti del piano vaccinale: il decreto prevede la contrattazione tra le parti sociali, compresi i rappresentanti dei lavoratori. Noi siamo pronti.

Comunicato Filcams CGIL Nazionale 21 marzo 2021

8 commenti

  • Daniele says:

    Domanda: c’è in programma un incontro per parlare di questa svolta epocale delle vaccinazioni in farmacia da parte del farmacista con federfarma?
    Anche per capire come il dipendente si deve muovere rispetto a questa nuova possibilità.
    Grazie

    • redazioneblog says:

      Il Protocollo col Governo è di ieri, la richiesta d’incontro è stata inviata, l’incontro è da programmare, ora spetta a Federfarma (e ad Assofarm) rispondere.
      Secondo noi questa delle vaccinazioni è una possibilità, sì, per il ruolo di presidio sanitario territoriale che la farmacia ha assunto sempre di più durante quest’anno di emergenza, ma anche fonte di molte nuove preoccupazioni riguardo alle garanzie ad oggi carenti. E anche parlare di remunerazione è necessario. Stiamo organizzando anche una campagna di assemblee online, proprio per tenere alta l’attenzione sui problemi che secondo noi ci sono da risolvere.

  • Andrea says:

    Sono un titolare, ho acquisito la farmacia rurale sussidiaria cambiando totalmente regione come unico titolare senza aiuti ma partendo dalla liquidazione di un genitore. Penso personalmente che siccome siamo in calo di fatturato da alcuni anni, sia difficile chiedere un aumento di stipendio adeguato per i dipendenti, molto diverso sarebbe stato il caso se lo Stato avesse valorizzato l operato delle farmacie, in tal caso il contratto sarebbe stato rinnovato a mio parere molto prima. Il rinnovo secondo me dovrebbe invece riguardare piu che la parta economica che comunque conta, la parte assicurativa e professionale che andrebbe totalmente rivista e implementata, sia per i collaboratori che per i titolari. Le usl dovrebbero retribuire in modo adeguato innanzitutto i turni di sevizio e le notti e inoltre i servizi aggiuntivi delle farmacie, non esistono solo i medici e gli infermieri anche noi abbiamo fatto enormi sacrifici per la pandemia. Solo così valorizzando la farmacia si potra ottenere un ritorno economico adeguato sia per i collaboratori che per i titolari. Per il discorso dei vaccini vale lo stesso, per alcune regioni siamo dei sanitari come gli altri, per altre dei semplici lavoratori di servizi essenziali come la scuola poste ecc cordiali saluti

    • Enrico says:

      Caro collega, ci terrei a precisare che anche se il fatturato delle farmacie è in calo (e, tra l’altro, non in tutte), il guadagno di un titolare è nettamente superiore rispetto a quello di un farmacista collaboratore. Inoltre, non tutti i farmacisti possono diventare titolari, in quanto il numero delle farmacie presenti sul territorio è ben regolamentato e limitato, e il principale cliente pagante delle farmacia è lo Stato, quindi è più sicuro un posto da titolare che da dipendete. Sarebbe bene che nel contratto fosse inserita una nuova indennità, cioè quella della non titolarità: in presenza di un titolare di farmacia in una sede farmaceutica, con dipendenti collaboratori comunque suoi pari , dovrebbe spettare loro una indennità. Non metto in dubbio che lei si meriti per sforzi e capacità la titolarità di una farmacia, ma so per certo che rimane comunque privilegio di pochi (spesso la farmacia è acquisita per via “ereditaria”). Urge un rinnovo del contratto anche nella parte economica, a maggior ragione di questi tempi in cui la responsabilità e le mansioni del farmacista sono in rapida crescita: vaccini e tamponi ne sono soltanto un piccolo esempio.

    • redazioneblog says:

      Ciao Gregorio, posti un’articolo di quaranta giorni fa (18 febbraio), la situazione non è ancora risolta? In molte regioni la vaccinazione ha riguardato tutto il personale delle farmacie, non solo i farmacisti. Noi CGIL abbiamo sostenuto la necessità di un accesso omogeneo al vaccino in tutta Italia per tutti quelli che lavorano in farmacia (qui il comunicato della Filcams nazionale del 15 gennaio, quando ancora era in discussione anche l’inserimento dei farmacisti tra i sanitari da vaccinare, già lo chiedevamo per tutti). Sia in Liguria (leggi qui) che in Umbria (leggi qui) è stata la CGIL a risollecitare pubblicamente l’inserimento nelle liste per il vaccino di tutto il personale delle farmacie, lo stesso giorno dell’articolo che posti tu.
      Che nessuno abbia detto niente, puoi rinfacciarlo a tutti tranne che a noi. Guarda caso comunque le idee classiste sull’accesso alla vaccinazione sono venute alle Regioni di centrodestra …. Non è ancora risolta la situazione in Liguria?

  • Rolando Barbucci says:

    Nell’elenco delle farmacie in Toscana mancano totalmente quelle che operano in Siena città. Ma è mai possibile?

    • redazioneblog says:

      Professore, questo è un blog sindacale di chi lavora in farmacia da dipendente, provi a chiedere a Federfarma Siena o alla Regione Toscana, qui non sapremmo cosa risponderle su questo. Comunque per ora si conoscono solo le liste delle farmacie che hanno aderito alla possibilità di eseguire tamponi, non vaccini, per ora la vaccinazione in farmacia non è ancora partita.
      Comunque visto che la Regione Toscana per far fare i tamponi in farmacia chiede che siano effettuati in una stanza con apertura all’esterno per l’aerazione (finestra o porta), riguardo a questo può darsi che nel centro storico di Siena nessuna farmacia abbia la struttura adatta

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