27 marzo 2020

Farmacisti in prima linea, aumentiamo le difese ORA!

Ci arrivano ancora troppe segnalazioni di DPI carenti, ci sono ancora tanti colleghi che invocano i battenti chiusi perchè non si sentono in sicurezza e ancora troppi titolari che lo considerano non fattibile, nonostante ormai numerose ordinanze regionali chieste in primis dalla FOFI lo consentano.

I farmacisti e tutti i lavoratori delle farmacie in quest’emergenza sono decisamente in prima linea, e già dal 6 marzo la Filcams ha cominciato a chiedere a Federfarma e ad Assofarm la revisione dei Documenti di Valutazione dei Rischi e Dispositivi di Protezione Individuale adeguati e in numero sufficiente.
Molte cose sono state fatte nei 21 giorni dal decreto che ha esteso l’allarme Covid a tutto il paese, ma ancora troppo poche, la situazione continua ad essere disomogenea e numerosi colleghi si sentono davvero poco protetti.

Nella videointervista Benedetta Mariani della Filcams CGIL fa il punto della situazione ad oggi e sollecita soluzioni urgenti. Federfarma ha dato disponibilità al confronto sulle criticità, ora questo confronto va finalizzato trovando soluzioni tempestive. Le farmacie sono un presidio sanitario di prossimità fondamentale, ma tutti hanno diritto a lavorare in sicurezza e ad essere protetti dal contagio, fin da subito. Secondo noi passata l’emergenza dovrà essere poi approfondito anche l’ aspetto dello stress lavoro correlato legato a questo periodo in cui in farmacia ci si sente davvero sotto pressione, e questa pressione va avanti già da due mesi, dalla prima corsa ai gel disinfettanti prima ancora del primo caso in Italia. La percezione di scarsa sicurezza ė uno dei fattori che aggrava lo stress

Ci Sono! – Farmacisti in prima linea

I #Farmacisti sono il primo presidio sanitario a contatto con le persone. Forniscono informazioni, danno consigli, rassicurano. Accanto a loro, per un lavoro non meno importante, ci sono i magazzinieri della filiera del farmaco, i commessi di farmacia, che riconosciamo perché indossano il classico camice blu. Sono lavoratori #inprimalinea tutti i giorni, per la #salute e la #sicurezza dei cittadini. Filcams è con loro, con tutti loro. #AumentiamoLeDifese #TuteliamoChiLavora#Covid19 #SiamoDoveSei

Pubblicato da Filcams Cgil Nazionale su Venerdì 27 marzo 2020

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22 commenti

  • Giuseppe says:

    Benedetta sicuramente sarei il primo a non scioperare in questo preciso momento. Però, passato questo periodo d’emergenza, cerchiamo di svegliarci.
    Per quanto riguarda il CCNL, che siano quasi 9 anni o 7, fondamentalmente non cambia quasi nulla.
    Se andiamo a ritroso e andiamo a rivedere tutti gli accordi chiusi per lo stesso, i ritardi sono sempre di almeno 22 mesi.
    Questa volta abbiamo raggiunto l’apice, siamo da guinness dei primati.
    Poi, se analizziamo l’una tantum che ci viene corrisposta tra la scadenza,il presunto rinnovo e l’accordo ( che non coprirà mai gli introiti da Noi persi, sia a livello retributivo che a livello pensionistico) ci rendiamo conto di come ci prendono per
    I fondelli. Sicuramente a molti titolari che fanno parte del consiglio direttivo di Federmarma e Utifarma sta bene cosi.
    Che furbacchioni!!

  • Giuseppe says:

    Per la precisione sono quasi 9 anni.
    Penso che sia arrivato il momento di scioperare.
    Solo così faremo valere i Nostri diritti, che da quasi 9 anni vengono calpestati.
    Voglio proprio vedere come questi sapientoni faranno senza di Noi.
    Care volpi mandatela voi la baracca avanti.

    P.S. Disgustato!!

    • redazioneblog says:

      Scusa Giuseppe per la precisione sono quasi nove anni da che cosa?

      • giuseppe says:

        Buongiorno, parlavo del CCNL

        • redazioneblog says:

          Il CCNL Federfarma è scaduto il 31 gennaio 2013, quello Assofarm il 31 dicembre 2015.
          Vanno rinnovati tutti e due , non c’è dubbio, e i titolari delle farmacie (che siano aziende, farmacisti o comuni) non manderebbero avanti la baracca senza di noi, ma per la precisione non sono quasi nove anni. A proposito, nella sanità privata che tanto piacerebbe a tanti colleghi sono 13 anni che non riescono a rinnovare il contratto. Anche loro come noi hanno tentato di coinvolgere il Ministero della Sanità ma per ora nessuna di queste situazioni si sblocca. Siamo tutti eroi ma con i contratti troppo scaduti e i diritti troppo poco rispettati
          #farmacistiorganizziamoci

          • Benedetta says:

            Giuseppe sono d’accordo con te che sia ora di mobilitarsi, e che sia una vergogna che i titolari non vogliano rinnovare il contratto dopo più di sette anni dalla scadenza, ma i servizi essenziali non possono scioperare nel corso di un’emergenza nazionale per epidemia. E l’emergenza nazionale ad oggi dura fino al 31 luglio 2020, salvo proroghe.

  • Carmine says:

    Avremmo dovuto farci valere nel momento di super lavoro allora servivamo. Mah senza parole siamo forse in Italia gli unici con il contratto fermo da anni.

  • alessandra says:

    Dall’inizio dell’emergenza stiamo assistendo da parte di Federfarma, Fofi e Ordini di appartenenza ad una totale mancanza di considerazione e di rispetto nei confronti soprattutto dei farmacisti dipendenti.
    Ci sono state promesse tante cose e abbiamo ricevuto solo epiteti da prima pagina, panni “lustramobili” come DPI e adesso la promessa di una convezione (quindi a pagamento) per poter fare i tamponi.
    Siamo considerati sanitari solo quando c’è da lavorare nel bel mezzo di una pandemia ma per il resto non ci meritiamo neanche il rinnovo del contratto.
    Siamo stanchi , siamo arrabbiati, non ci sentiamo ascoltati.
    Che dobbiamo fare?

  • redazioneblog says:

    Trasferiamo qui una domanda arrivataci in privato nell’area Contatti, in quanto la risposta può essere utile a tutti anzichè solo a chi l’ha chiesto
    Rossella “Salve, lavoro in una farmacia in cui non è stata fatta la sanificazione, vorrei delle delucidazioni in proposito”
    Riportiamo dal Protocollo del 14 marzo 2020 tra il Governo e le parti sociali:
    4-PULIZIA E SANIFICAZIONE IN AZIENDA
    l’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli
    ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago
    • nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali,
    si procede alla pulizia e sanificazione dei suddetti secondo le disposizioni della
    circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute nonché alla loro
    ventilazione
    • occorre garantire la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere,
    schermi touch, mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti
    produttivi
    • l’azienda in ottemperanza alle indicazioni del Ministero della Salute secondo le
    modalità ritenute più opportune, può organizzare interventi particolari/periodici
    di pulizia ricorrendo agli ammortizzatori sociali (anche in deroga)

    Quindi Rossella, la procedura di sanificazione, che richiede alcune ore e l’assenza di persone nei locali, è da svolgersi periodicamente (quanto periodicamente si può chiedere a RSPP di valutarlo nel DVR, nelle zone dove ci sono molti contagi il rischio è più alto e l’esigenza maggiore) ed è obbligatorio farla subito solo quando ci sia stato nei locali un paziente e/o lavoratore Covid positivo.
    In alcune aziende hanno concordato di farla una volta a settimana , di domenica, a farmacia chiusa, in altre si stanno ancora organizzando e sono in ritardo, nelle farmacie private come al solito ci sono 16mila realtà diverse, e purtroppo anche su quello come sui DPI ci sono in giro offerte serie e altre meno serie, ma tutte con liste d’attesa.
    Invece è obbligatorio comunque in questo periodo che ogni datore di lavoro garantisca in ogni caso pulizie quotidiane di tutti gli ambienti, le superfici, le postazioni di lavoro e gli oggetti d’uso con prodotti adatti a eliminare la contaminazione virale.

  • Daniele says:

    Avete qualche circolare o comunicato da opporre a un miserabile pezzente di proprietario che pretende di venderceli al doppio di quello che lo paga lui come se fossimo dei clienti?
    Posso scaricarlo da qualche parte.
    La locale associazione padronale dei proprietari di farmacia interpellata qualche giorno fa continua a sostenere che non c’è alcun obbligo.

    • redazioneblog says:

      Questo è davvero molto grave, e contravviene la legge sulla sicurezza sul lavoro. Scommettiamo anche che la locale associazione padronale abbia dato questo parere a voce, guardandosi bene dallo scrivere una cosa del genere. Dacci qualche ora e troviamo un volantino informativo da diffondere.

      • Daniele says:

        Aggiornamento, in data odierna l’associazione dei proprietari ci ha inviato numero 29 mascherine chirurgiche (per 6 dipendenti, neanche 5 a testa).
        Forse per una settimana saremo coperti.

        • redazioneblog says:

          Volantino informativo servito, te l’abbiamo trovato, l’hanno fatto in Toscana. Può servire a tanti altri colleghi, l’abbiamo condiviso sulla pagina FB, scaricabile in pdf a questo link https://is.gd/qmiSsV . Per fortuna ci sono provincie con RLS molto attivi che condividono informazioni utili e semplici da usare, anche per chi ha meno formazione specifica. Salute e sicurezza sul lavoro sono diritti fondamentali a cui in questo periodo siamo diventati più sensibili, perchè tutti quelli che stanno lavorando per garantire i servizi essenziali in periodo di emergenza Covid sono a rischio contagio, e i farmacisti più di altri perchè sono il presidio sanitario più accessibile sul territorio per chi ha i primi sintomi. E comunque ogni giorno in una farmacia entrano centinaia di persone. Essere ben informati è sempre il primo strumento per difendersi. Il sindacato serve a questo

          • Daniele says:

            L’ho stampato è appeso in bacheca.

          • redazioneblog says:

            Bravo! Poi raccontaci se cambia qualcosa

          • Daniele says:

            Ho scaricato il modulo dal web per la consegna dei dpi ai lavoratori mi sono preso una FFP2 da quelle destinate alla vendita ho annotato giorno data firma etc è l ho appeso al muro.
            Ovviamente messo di fronte al fatto compiuto non ha avuto il coraggio di dire niente, dopo qualche giorno anche gli altri hanno fatto come me.

          • redazioneblog says:

            Allora ti è servito! Bene. L’importante è il risultato

  • Giuseppe says:

    Purtroppo ancora oggi i titolari pensano piu’ a fare marketing
    (FACENDO ENTRARE LA CLIENTELA ALL’INTERNO DELLA PROPRIA FARMACIA) che contenere il virus,lavorando a porte chiuse.La pelle è la Nostra.
    N.B. SIAMO IN PRIMA LINEA SENZA DISPOSITIVI DI PROTEZIONE E CON IL CONTTRATTO SCADUTO DA 9 ANNI.
    GRAZIE FEDERFARMA!!!!

  • Massimo says:

    Ciao Adalisa, su un sito italiano per farmacisti ho trovato due prodotti: copri mascherina e plexiglass da bancone, spero possa essere di aiuto: https://www.

    • redazioneblog says:

      Ciao Massimo, questa è una pagina sindacale, non facciamo pubblicità a niente per principio. Adalisa tra l’altro racconta di lavorare nella GDO, quindi non può ordinare i plexiglass, non ne ha l’autonomia. I DPI, come le spiegavamo nella risposta, sono a carico del datore di lavoro che ha anche la responsabilità di procurarseli. Lei cercava qui un contatto per tutela sindacale, no un venditore di plexiglass. Grazie comunque del suggerimento del link, speriamo fosse disinteressato, visto quanti distributori di dubbia affidabilità di Dispositivi di Protezione girano in questo periodo in tutte le pagine che si occupano in qualche modo di farmacie e farmacisti.

  • Adalisa says:

    Prego essere contatta.
    Sono una farmacista che lavora in una farmacia della gdo.
    A tutt’oggi le mascherine con filtro fpp2 sono state a mio carico.
    Non è stata ancora effettuata sanificazione.
    Non c’è cambio di aria.
    Non abbiamo plexliglas sul banco

    • redazioneblog says:

      Ciao Adalisa. Scrivici in privato dal modulo nell’area contatti e raccontaci di più se vuoi che proviamo a darti una mano. I DPI per legge li deve fornire il datore di lavoro, come deve prendere tutte le misure organizzative utili a prevenire il contagio. Se non lo fanno, ti potresti rifiutare di lavorare e come te gli altri colleghi. Se lavori nella GDO quantomeno non sei da sola. Parlatene

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