13 luglio 2019

Lunedì 15 luglio nuovo incontro per la trattativa contrattuale delle farmacie

Lunedì 15 luglio ci sarà un nuovo incontro per esplorare la possibilità di andare avanti nella trattativa del rinnovo contrattuale Federfarma.

Dopo qualche mese di riflessione, in cui diverse voci anche esterne al tavolo si sono espresse riguardo al progredire faticoso della trattativa di rinnovo, la parola torna alle delegazioni trattanti.

A martedì per gli aggiornamenti, speriamo che ci siano novità positive

 

19 commenti

  • Stefano says:

    Buongiorno volevo sapere qualche novità sull’incontro di pochi giorni fa , grazie

  • Maurizio says:

    Siete fantastici!!!

  • Paola says:

    Buongiorno.
    Dato che la trattativa tra le parti non sortisce il risultato sperato, non è pensabile un coinvolgimento del Governo?
    Mi riferisco, in particolare, al nuovo Ministro della Salute, Speranza di LeU, che dovrebbe essere sensibile alla condizione dei lavoratori e alle situazioni di palese lesione della loro dignità e dei loro diritti.

  • daniele says:

    buongiorno a tutti… forse michele è stato un po polemico e provocatorio pero ha ragione…colleghi noi siamo degli operatori sanitari obbligati ad aggiornarci annualmente perche operatori sanitari, sul territorio in alcune zone e situazioni siamo anche piu di operatori sanitari spesso quando il medico non c’e o non è reperibile e veniamo trattati e quindi pagati da commessi…non per offendere nessuno…ogni lavoro ha la sua dignità ma se permettete vi sembra giisto che il cassiere alla conad o altro supermercato abbia lo stesso mio contratto???intendo un contratto in ambito commerciale e non sanitario?vi sembra giusto che jn qualsiasi lavoratore ospedaliero tipo OSS o anche figure minori ha un contratto sanitario e noi che dispensiamo medicine spesso anche senza una diagnosi perché siamo il primo salvagente sul territorio non abbiamo nessun riconoscimento nel farlo?qui non si parla di 80 o 100 euro in più al mese qui si tratta dare alla nostra categoria la giusta collocazione lavorativa e di restituire la giusta dignità ormai persa e in mani spesso a titolari ignoranti forse neanche laureato perche eredi da generazioni…pero vi chiedo…secondo voi FEDERDARMA (giuridicamente sindacato dei titolari di farmacia) potrà mai permettere in rinnovo del contratto dei farmacisti e quindi seppur poccolo anche un eventuale aumento dello stipendio dei farmacisti se sono poi loro stesso a doverlo poi dare ai loro dipendenti???mah ho i miei dubbi

    • Benedetta - Fiafant says:

      Cari colleghi, vanno bene tutte le lamentele sul mancato rinnovo, ma con la favoletta del contratto commerciale basta!
      Il contratto delle farmacie è solo per le farmacie, è un contratto da professionisti tanto da riconoscere il grado di quadro a tutti i farmacisti con almeno due anni di esperienza, e comunque il contratto della sanità privata non è meglio del nostro anzi e per giunta non viene rinnovato da 12 anni (infatti hanno scioperato in tantissimi il 18 giugno e sciopereranno di nuovo il 20 settembre). Il contratto del commercio è solo quello applicato da alcune catene di parafarmacie e dai corner GDO. Il contratto delle farmacie come quello degli studi professionali è un contratto dei servizi.
      E comunque Daniele, se il sindacato dei datori di lavoro è Federfarma, è con loro che bisogna trattare il contratto. Le voci esterne al tavolo possono essere di sostegno, ma difficilmente far svoltare le situazioni

  • Roberto says:

    Ormai un altro anno è passato ma di rinnovo non se ne parla….ora mi chiedo e vi chiedo cosa bisogna fare? Scioperare?Io proporrei prima di trovarci tutti a Roma (casa mai di domenica )per vedere quanti colleghi ci tengono veramente al rinnovo…se però aimé saremo quattro gatti allora non lamentiamoci più… forse è quello che ci meritiamo… saluti a tutti

  • Cristina says:

    Ma la contrattazione va avanti?Possiamo sperare?

  • Farmacista incavolata says:

    Senza sciopero non otterremo nulla, non è più sostenibile una situazione simile

  • Carmine says:

    Comunque credo che siamo Se no ultimi ma quasi con il contratto fermo ormai a quasi 7 anni!

  • Michele says:

    Ricordate il mega sciopero dei camerieri di ristorante, culminato con il rinnovo e il miglioramento del loro CCNL?
    E l’altrettanto proficuo, grande sciopero dei dipendenti di autofficina meccanica?
    Entusiasmante anche la discesa in piazza dei dipendenti di saloni estetici, fu un trionfo!
    Impossibile dimenticare poi la grande, compatta mobilitazione dei dipendenti di impresa edile che esito’ in un insperato, fantastico risultato per la categoria.
    Come dite??
    Non ricordate alcuno di questi eventi?
    Ah già, forse perché non se ne è mai verificato nessuno e le condizioni di lavoro di tutte quelle categorie Dio solo sa quali siano, a tutt’oggi, Anno Domini 2019.
    Mmhh.. E cosa hanno in comune quelle categorie, più tante altre, con la nostra, di farmacisti dipendenti di farmacia privata?
    Vediamo:
    -Siamo tutte categorie di masochisti ai quali piace lavorare senza il rispetto del proprio contratto?
    -Siamo tutte categorie di pusillanimi che non hanno il coraggio di scioperare?
    -Siamo tutti “bravi solo a lamentarci ma inermi quando si tratta di agire”?
    -Siamo tutti così tirchi e pavidi che non versiamo la quotarella mensile ai nostri rappresentanti, loro si, esperti e coraggiosi?
    O forse…
    O forse, guarda caso, l’aspetto principale che abbiamo in comune è la frammentazione in microrealtá a conduzione familiare, in un paese senza diritto del lavoro, senza controlli, senza sanzioni?
    E allora secondo voi quante probabilità ha la nostra categoria di organizzarsi e riuscire in un intento che praticamente non è mai riuscito a nessuno in Italia, nelle nostre stesse condizioni “ambientali”?
    Questo numero di probabilità non va neanche ipotizzato, basta vedere cosa si è ottenuto finora: la mortificazione di una figura chiave della sanità italiana.
    Chiedo solo una cortesia: prima di rispondermi con le solite giaculatorie sterili del tipo: “smetti di pontificare e vieni in prima fila/delega concretamente/fai qualcosa di fisico” fatevi/facciamoci un esame di coscienza e diciamoci cosa avete/abbiamo ottenuto finora, e se è il caso di continuare così e nel frattempo di mettere a tacere i rompiscatole come me con le solite inutili accuse di immobilismo. Accuse ampiamente e preventivamente rimandate al mittente tramite gli esempi di cui alle prime righe, sulle quali invito a riflettere una volta per tutte.

    • redazioneblog says:

      Michele, a parte il rispetto che bisognerebbe avere per le condizioni di lavoro degli altri che non sarebbe opportuno prendere in giro, possiamo invitarti a riflettere anche noi, sulla proposta tua? Se le condizioni fossero quelle che descrivi, cosa proponi di fare? Rassegnarci a peggioramenti ulteriori delle condizioni di lavoro? Non rinnovare mai il contratto?
      Le categorie di cui parli comunque hanno tutte contratti in vigore perchè recentemente rinnovati, anche con scioperi e mobilitazioni, tranne i lavoratori dei centri estetici. Il contratto del turismo (o “camerieri di ristorante” come li chiami tu) è stato rinnovato 10 giorni fa, se non ricordiamo male con 100 euro di incremento retributivo al quarto livello

      • Michele says:

        Chiariamo subito una cosa: io non ho minimamente preso in giro alcuna categoria. Forse qualcun altro ha preso e continua a prendere in giro i lavoratori, non certo io, che sto dalla parte dei “presi in giro” (non sto accusando nessuno, se qualcuno si sentirà toccato risponda alla propria coscienza, non a me).
        Detto questo, aggiungo: fantastico, mi state implicitamente dando ragione. Perché se è vero, come dite, che quelle categorie di lavoratori hanno dei contratti in vigore, alcuni addirittura rinnovati da poco e con miglioramenti salariali significa proprio ciò che ho detto io: che la strada per rinnovare contratti e progredire non sia, per categorie del tipo “microrealtá a conduzione pressoché familiare”, quella dei paventati e utopistici scioperi, dato che nessuno ne ha mai visto essere proclamati dalle categorie citate. Evidentemente occorre spingere in altro modo, ma come?
        Io penso che l’opinione pubblica e i media debbano essere finalmente portati a conoscenza delle reali condizioni del farmacista dipendente. Perché se è vero che tutti sanno che, ad esempio, nel settore edile e in quello del turismo ci sia alto rischio di sfruttamento, forse ben pochi si aspettano che ciò avvenga anche nei confronti dei “dottori tanto bravi e gentili” delle farmacie sotto casa.
        Quindi ribadisco la mia posizione: ad oggi, per noi, un aspetto ineludibile per iniziare a sbloccare la situazione è portare a conoscenza di tutti la nostra reale situazione.
        Ciascuno nel proprio ruolo comunichi con i migliori mezzi che ha a disposizione: corto raggio, social network, media locali e nazionali.
        Dobbiamo necessariamente creare consapevolezza nell’opinione pubblica.
        Penso che a nessuno farà piacere sapere di essere servito, consigliato, seguito nel proprio percorso di salute e benessere da professionisti demotivati, frustrati, con sempre minore passione per il proprio lavoro.

    • Daniele says:

      Ma tu hai paura a fare uno sciopero per le ritorsioni (Inesistenti) del sciur padrun?
      Ce n’è di gente senza dignità a sto mondo…. e nella nostra ridicola categoria la percentuale va alle stelle!

  • Luciana says:

    E il nostro contratto..questa notte wuello dei medici e noi ???

  • Roberto says:

    Buondì
    L’incontro tenutosi lunedì ha smosso qualcosa o siamo ancora in una fase di stallo?

  • Marco says:

    Mi domando perché nelle farmacie non viene erogata una indennità di vacanza contrattuale per compensare parzialmente il mancato aumento salariale atteso da quasi 80 mesi?

  • Carmine says:

    Speriamo sia la volta buona….

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