19 febbraio 2019

anteprima episodio 7

Ieri 18 febbraio a Roma si è svolto l’incontro previsto tra Federfarma e le organizzazioni sindacali dei lavoratori per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro delle farmacie private.

Dovrebbe arrivare domattina il comunicato unitario di Filcams Fisascat e Uiltucs  in merito allo stato della trattativa, lo pubblicheremo qui appena possibile.

In attesa del comunicato ufficiale delle strutture nazionali con i dettagli, qualche anticipazione e un commento (della redazione).

Ci riferiscono di un incontro complesso, con una dialettica piuttosto vivace su alcuni punti .

Nonostante il diffuso malcontento dei lavoratori delle farmacie private riguardo alle loro condizioni contrattuali, e anche l’invito fatto già qualche mese fa dalla FOFI a Federfarma a fare presto a trovare un’intesa sul rinnovo del contratto per venire incontro alla “perdurante situazione di disagio dei farmacisti collaboratori “,

dopo sei anni esatti dalla scadenza 

pare che il percorso di valorizzazione anche economica del lavoro e di consolidamento dei diritti fragili che i sindacati dei lavoratori chiedono da tempo a Federfarma sia un percorso ancora assolutamente faticoso da portare avanti.

Dal nostro punto di vista di lavoratori del settore pensiamo che per gestire il cambiamento del contesto normativo e sostenere la sfida dei capitali al sistema della titolarità professionale sarebbe più utile pensare di investire nella formazione, nella valorizzazione professionale di tutti gli operatori, nell’incremento di ruolo sanitario, nella gestione della cronicità e nei servizi, invece che continuare a parlarne nei convegni e poi continuare a pensare più che altro a come ridurre il costo del personale in rapporto al numero di ore lavorate.

 

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8 commenti

  • Stefano says:

    Siamo i laureati meno pagati è un dato di fatto e abbiamo molte responsabilità, la soluzione non c’è l ho purtroppo, forse per troppi anni non siamo.stati tutelati e ora adeguare le mancanze è molto difficile, spero che si riesca ad arrivare ad un compromesso
    Grazie e buon lavoro

    • redazioneblog says:

      Ci permettiamo di smentirti. Indagine del 2013 sui redditi dei professionisti in Italia (professioni ordinistiche e non). Se sei curioso di sapere come stanno gli altri, buona lettura
      http://www.casaportale.com/public/uploads/15802-pdf1.pdf
      Dopodichè, nel mal comune è meglio organizzarsi per aumentare il gaudio, impegnandosi collettivamente per cambiare lo stato delle cose. E’ quello che proviamo a fare anche con questo blog

  • Stefano says:

    Siamo i laureati meno pagati è un dato di fatto e abbiamo molte responsabilità

  • Maurizio says:

    E’ semplice, se siamo professionisti non possiamo essere inquadrati con un contratto del commercio, e se siamo commercianti non possiamo essere inquadrati con un contratto professionale. Il contratto attuale deriva da quello del commercio con opportune modifiche studiate per abbattere notevolmente i costi mascherando il tutto con una parvenza di professionalità. Sono stati abili a prenderci in giro i nostri cari Titolari. Mia moglie era una commessa per una nota azienda, inquadrata con una contratto del settore del commercio. Non potete neanche lontanamente immaginare quante differenze ci sono tra il nostro contratto e quello del commercio. Esempio ore di permesso maturate al mese, noi 3,33 lei 8,66. Buoni pasto superate le 4,5 ore continuative di lavoro, neanche lontanamente menzionati nel nostro contratto. Fondo Est come assicurazione sanitaria, abilmente sparito nel nulla. Ancor più grave, tutela della malattia lunga per soli 180 giorni superati i quali i nostri titolari possono licenziarci. Straordinario pagato non al 20% o 30% in più se festivo ma al dal 30 al 50% in più nei festivi. Limite nello straordinario a 16 ore mensili e 200 annuali e non come avviene nella maggior parte delle farmacie senza alcun limite. Mediamente io finisco le mie 250 ore annuali a giugno e da luglio a dicembre le restanti 250 compaiono come premio produzione. Una situazione questa che vede la connivenza nell’illecito pure dei commercialisti che preparano le buste paga. Inquadramento a diversi livelli con possibilità di crescita e quindi uno stimolo costante a produrre e lavorare sempre meglio nel contratto del commercio, non come nel nostro che partiamo già al primo livello all’inizio della carriera per chiuderla al primo super. I termini di preavviso che vedono un farmacista dover aspettare 90 giorni per andar via da una farmacia contro i 15 di una commessa. Ditemi voi quale azienda aspetta 90 giorni un dipendente? E’ chiaro che il tutto è studiato per risparmiare pure i soldi del tfr, perché se decidi di cambiare farmacia il titolare della nuova ti aspetta per 10-15 giorni, i due mesi e mezzo rimanenti li risarcisci tu dipendente al tuo vecchio titolare, che abilmente te li decurta dal tfr dovuto, e nel calcolo non ci sono solo i 2 mesi di stipendio, ma risarcisci anche la quota di tredicesima, quattordicesima, ferie, permessi e ex-festività. Per cui a te pagano un mese per 1450 € circa, ma quando se li riprendono te ne scippano circa 1900 al mese. Grandi, sono troppo forti!!! Per non parlare della retribuzione che vedeva una differenza nella paga base tra il mio primo livello e il quarto livello del contratto del commercio di soli 150€. Vergognoso, se consideriamo che ci sono cinque anni di studi che ci separano tra la carriera di una commessa e quella di un farmacista. Detto questo, cari Titolari, che vogliamo fare? Ci inquadrate come commercianti o come professionisti? Il limbo conviene solo a Voi, a noi ci massacra. E’ un contratto da schiavi né da commercianti, né da professionisti.

    • redazioneblog says:

      Le differenze con il contratto del commercio le conosciamo, Maurizio, ma appunto il contratto del commercio NON è il nostro contratto di riferimento, le farmacie hanno i loro due contratti specifici a seconda che siano a titolarità pubblica o privata. Quelli vogliamo migliorare attraverso la contrattazione. Se vuoi dire cose a Federfarma comunque puoi andare a scriverle sul sito di Federfarma, qui siamo tutti lavoratori dipendenti coi tuoi stessi problemi contrattuali!!

    • Benedetta - Fiafant says:

      Maurizio, la lezione teorica è chiara (anche se personalmente non la condivido tutta) ma mi pare la domanda fosse sulla pratica.
      E’ inutile comunque cercare di riscrivere e migliorare le regole se poi ognuno consente al suo titolare di non rispettarle. Il commercialista che fa le buste è un suo consulente, tu da parte tua puoi rivolgerti quando vuoi a un sindacato per informazioni o tutela,
      anche tramite questo sito (ti fanno una breve consulenza e poi ti inviano alla Filcams della tua provincia). Prova! Il contratto del commercio con cui lavora tua moglie è ben più sindacalizzato di quello delle farmacie private…sarà un caso che sia più solido? Io non credo

  • Stefano says:

    Buongiorno, la nostra paga base dovrebbe essere raddoppiata per avvicinarci allo stipendio medio dei laureati e dei paesi europei, nonché per le responsabilità che abbiamo, oltre ad essere una figura di riferimento e fiducia per tutti i cittadini

    • redazioneblog says:

      Buongiorno, Stefano, buona idea! Ma a parte la dichiarazione di massima, hai idee anche sul come? Lo stipendio dei laureati in Italia comunque è mediamente sconfortante, non capiamo bene a chi ti riferisci.

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