06 marzo 2018

Cronache dalla trattativa Federfarma, episodio 5

Ieri 5 marzo si è tenuto il programmato incontro tecnico sugli aggiornamenti alle nuove normative che Federfarma propone di inserire nel contratto nazionale a modifica dell’articolato precedente.

Sostanzialmente le parti hanno fatto una ricognizione che consenta nell’intervallo che separa dal prossimo incontro (programmato per il 24 aprile) di elaborare  una formulazione dei riferimenti normativi , specie in materia di mercato del lavoro , per giungere ad un articolato condivisibile da tutti.

Il panorama occupazionale e quello normativo sono molto cambiati in questi anni, e i cinque anni trascorsi dalla scadenza del rinnovo economico 2011  e i quasi dieci passati dall’ultimo rinnovo della parte normativa, in assenza di confronto costante tra le parti sulle criticità, per le resistenze dell’associazione datoriale, non aiutano adesso a trovare velocemente soluzioni condivise sui molti punti da dirimere.

 

 

 

29 commenti

  • Giuseppe says:

    So che non c’entra con l’argomento Rinnovo del contratto ma per me dover sborsare oltre 700€ all’anno per l’ENPAF senza aver diritto a niente in cambio è un FURTO INACCETTABILE. E’ in corso una qualche iniziativa per eliminare questo balzello assurdo?

    • redazioneblog says:

      Abbiamo partecipato al tavolo Enpaf sulla riforma del regolamento previdenziale, ma non c’è accordo tra le diverse componenti della professione che pagano ad Enpaf con pesi diversi e aspettative diverse. La rappresentanza oltretutto è molto frammentata, tranne quella dei titolari di farmacia. Questo è uno dei problemi principali in tutti i contesti.

  • Luca says:

    Meno male che dopo 10 anni di lavoro presso una farmacia, dove ero totalmente schiavizzato sono riuscito a cambiare lavoro. Ccnl chimico farmaceutico. Un altra vita.

  • Marco says:

    Non trovo nessun cronaca riguardo all’episodio 6 del rinnovo contrattuale. C’è stato l’incontro? Come è andato?

  • Antonio says:

    Sì sa niente del 24 aprile ?prossimo incontro? Grazie Antonio

  • Davide says:

    Non c’è nessuna notizia riguardo all’incontro del 24 aprile?

  • Carlo says:

    Buongiorno, ci sono notizie riguardo l’appuntamento del 24 aprile?

  • Davide says:

    Non ci sono risultati per l’incontro del 24 aprile? Non si trova nulla sul blog e online. Speriamo che almeno al momento della firma di questo benedetto, la vacanza contrattuale che per adesso è di oltre 60 mesi venga adeguatamente rimborsata. Grazie

  • Fabo says:

    Buonasera volevo sapere se ci sono novità in merito all’incontro svolto il 24 aprile e se sono programmati nuovi incontri

  • Grazia says:

    È’ vergognoso questo continuo rimandare.Non c’è alcun interesse al rinnovo di questo contratto.Diciamo la verità!Per spingere ci vorrebbe uno sciopero .
    Ma siamo sicuri che a questo sciopero ci sarebbe una grande partecipazione oppure per paura di ritorsioni (niente ferie….)tutti a lavoro?

    • redazioneblog says:

      Rinnovare un contratto significa trovare punti di equilibrio condivisi tra le richieste delle diverse parti (datori di lavoro / lavoratori) rappresentate dai sindacati al tavolo (Federfarma / Filcams CGIL, Fisascat CISL, UILtucs). Non è mai facile. Come si legge nelle interviste a chi fa parte della delegazione trattante, per ora ci sono distanze forti su punti chiave . E’ importante e necessario arrivare a un buon rinnovo, che migliori le condizioni economiche e normative di chi lavora in farmacia.

  • George says:

    se non vogliono cercare soluzioni adeguate per il rinnovo del contratto dei farmacisti collaboratori proclamate lo sciopero dei dipendenti…vediamo senza dipendenti come portano avanti la farmacia…uniti si ottiene sempre..

  • Antonio says:

    Buona sera quando prevedete la chiusura di questa trattativa?il 24? O dopo l ‘estate Grazie Antonio

  • Carmine says:

    Completamente d’accordo ma purtroppo non abbiamo un sindacato forte .

  • Fabio says:

    Confrontate lo stipendio del Farmacista con quello di altri professionisti…….è ingiusto e a dir poco vergognoso.
    Spesso siamo l’unico punto di riferimento dei pazienti abbandonati e disorientati.
    Entriamo sempre 5 minuti prima al lavoro ed usciamo sempre 5 minuti dopo.
    ( 5 minuti per 4 volte al giorno= 20 minuti al giorno.
    20 minuti al giorno per 5 giorni= 100 minuti a settimana.
    100 minuti a settimana per 4 settima =400 minuti al mese.
    400 minuti al mese per 12 mesi = 4800 minuti all’ anno
    4800 minuti sono 80 ore di lavoro………all’ anno).
    Contratto scaduto da anni……….VERGOGNA
    Rinnovare questo contratto subito con un aumento dello stipendio
    Rimborso spese carburante, incentivi, premi……..

    • Cinzia says:

      Magari fossero solo 5 minuti! Si timbra ma solo per scalare 15 minuti se entri un minuto dopo, mentre se non fai almeno 16 minuti in più ad ogni uscita niente straordinario….ecc.ecc.ecc. Fanno di noi quello che vogliono senza considerare la nostra professionalità, tutto è dovuto e qualsiasi di più non è riconosciuto. E ci dobbiamo sentire anche i lamenti su quanto gli costiamo, come se fosse colpa nostra, ma nessuno si pone il problema di come facciamo a sopravvivere. Un single senza altre entrate sopravvive, fa una vita di rinunce. È’ veramente umiliante! Siamo in Europa ma siamo tra i meno pagati. I rinnovi di contratto puntualmente arrivano dopo anni dalla loro scadenza. Dopo 34 anni di lavoro guadagno quello che dovrebbe al massimo guadagnare un neo laureato. Che vergogna!!!

      • Cinzia says:

        Giustamente la redazioneblog scrive ” Categoria non considerata adeguatamente perchè da sempre poco organizzata, al contrario dei titolari”. Niente di più vero! I titolari sono arrivati anche a chiudere per sciopero e noi?

  • George says:

    vergognoso attendere tutti questi anni per un rinnovo sacrosanto di contratto..i farmacisti devono ottenere l’inquadramento da sanitari non commessi..dato che si parla di salute e di gente laureata…fare tutti questi incontri per il rinnovo sembra assurdo…nuove percentuali sugli straordinari…adeguamento paga oraria..ferie e permessi da usufruire ,non solo quando dice il titolare…riposo domenicale e festivo ad eccezione per il turno…limite alle ore di straordinario settimanale…per una volta fate bene il lavoro di sindacalisti…regolamentazione dell’ENPAF non si sa quanto uno accumula durante il periodo lavorativo..perchè non posso ritirarmi la somma prima di arrivare alla pensione come tutti gli altri enti assicurativi professionali..fate presto non è più rinviabile il contratto..

    • redazioneblog says:

      I farmacisti in farmacia non hanno mai avuto un inquadramento da commessi, sono assunti da subito come professionisti al primo livello (a stipendio pieno anche se neolaureati apprendisti under 29) e dopo due anni di esperienza nel settore maturano la qualifica di quadro e la relativa indennità. Questa fissa del contratto da commessi è uno dei falsi problemi su cui spesso qualcuno devia la discussione. Per il rinnovo servono tanti incontri perché ottenere migliori condizioni di lavoro nel contratto che si fa con Federfarma non è più facile né più automatico che per te ottenerle dal tuo titolare. P.S. l’ENPAF non viene neanche nominata nel contratto nazionale, è un altro tavolo.

  • Luigi Alberto Galardi says:

    Personalmente credo che il panorama lavorativo sia cambiato in modo molto veloce e il contratto, già vecchio, debba considerare tante cose nuove che tengano conto dei cambiamenti. Due cose fra tutte. La flessibilità di orario, Molte farmacie ormai fanno un orario continuato 7 giorni su 7. Occorre secondo me tenere duro sulle aperture domenicali pretendendo una maggior retribuzione per chi deve lavorare spesso tutte le domeniche, mentre si tende sempre di più, da parte dei titolari, a considerare la festa come un giorno normale. Un’altra cosa interessante potrebbe essere quella di puntare sulla qualità. Conosco colleghi che hanno approfondito molto alcuni temi e sono diventati esperti in Naturopatia, Counselling, comunicazione o hanno approfondito determinati argomenti facendo corsi, spesso costosi, che fanno salire comunque il livello delle loro abilità professionali. Credo che anche un tipo di formazione del genere, spesso non formale ( non universitaria, intendo, ma spesso equivalente ) debba valere ai fini della considerazione professionale e di conseguenza della retribuzione.

  • Matilde salvago says:

    Non capisco perché nessuno parla di contratto sanitario visto che siamo farmacisti e non commessi.

    • redazioneblog says:

      Perchè con le chiacchiere non si va da nessuna parte. I farmacisti sono inquadrati come professionisti e dopo due anni come quadri. I commessi in farmacia sono quelli senza laurea (detti anche coadiutori).

  • Luci says:

    Perchè non inserire nel contratto una indennità di trasporto che altri conratti di lavoro hanno,perchè è ben diverso lo stipendio di chi lavora a due passi dalla farmacia rispetto a chi invece deve affrontare un viaggio di dieci venti o più chilometri con relativa ingente spesa ….almeno!!! visto che il nostro potere di acquisto é diventato inesistente ,gravando sul già penso stipendio , anche tasse provinciali,regionali,comunali e altro….e parlo a nome di farmacisti dipendenti che, come me,sono non considerati adeguatamente, annullati ,pur essendo laureati e sempre professionali.

    • redazioneblog says:

      Perchè nel contratto si inserisce quello che delle richieste collettive la delegazione trattante (sostenuta dai lavoratori e dalla loro eventuale mobilitazione se nella trattativa ci fossero difficoltà) riesce a contrattare con l’organizzazione datoriale. Un tavolo di contrattazione non è un menu a la carte dove “potremmo mettere anche questo, visto che altri ce l’hanno”. Nel contratto a noi pare che ai lavoratori delle farmacie private manchino cose un po’ più urgenti del rimborso benzina. Anche Fiafant quando sottolinea più specificamente i bisogni dei farmacisti non titolari parla di riconoscimento professionale riferendosi a incrementi di paga tabellare, di indennità sui servizi e di maggiorazioni legate ai turni disagiati, non di buoni benzina. Sei la prima tra tutti i farmacisti che siamo e che conosciamo a sottolineare l’aspetto dei trasporti. Fossimo più uniti, abituati al confronto tra noi per far emergere le esigenze più condivise e anche capaci di farci vedere tali dai titolari, esercitando qualche forma di pressione, sarebbe comunque più facile ottenere qualunque cosa. Che parlano a nome dei farmacisti bistrattati ce ne sono mille, che ci mettono la faccia e un po’ di attivismo sempre troppo pochi. Categoria non considerata adeguatamente perchè da sempre poco organizzata, al contrario dei titolari . Stiamo crescendo piano. Partecipa.

  • Luci says:

    perchè non inserire una indennità di trasporto ,dal momento che è ben diverso lo stipendio di chi lavora a due passi da casa da chi invece ha come minimo dieci,venti kilometri e più…con conseguente spesa di trasporto che non è minima …dal momento che il potere di acquisto dello stipendio è diminuito in modo esagerato .Inserendo altresi varie tasse regionali e provinciali e comunali…..e qui mi fermo :categoria di noi dottori farmacisti dipendenti dimenticata e annullata….e mai considerata adeguatamente…

  • Rosalba says:

    Speriamo che il nuovo contratto arrivi presto….io attendo novità soprattutto per quanto riguarda la fruibilità dei riposi e delle ferie ….ultimamente è diventato un problema ….vorrei che ci fossero più controlli in questo senso …perché e’ vero che in Italia ci sono i furbetti del cartellino ..ma ci sono anche i dipendenti di farmacia che entrano prima per aprire e chiudono sempre dopo ..perché c’è gente ..e per fare qualche giorno di ferie devono fare domanda in carta bollata!!!!!Fate qualcosa almeno per far valere i nostri diritti…..grazie

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