20 febbraio 2019

Cronache dalla trattativa Federfarma episodio 7

Comunicato sindacale unitario Filcams CGIL, Fisascat CISL, UILtucs

Lunedì 18 febbraio scorso a Roma alla presenza delle rispettive delegazioni si è tenuto l’incontro tra Federfarma e Filcams, Fisascat e Uiltucs. Le organizzazioni sindacali hanno ricordato le tappe del confronto svoltosi nel corso degli incontri precedenti, argomentando sul perchè con il rinnovo del contratto sia indispensabile, anche in considerazione del tempo trascorso dalla scadenza del precedente, rispondere con un incremento economico adeguato; al contempo, a fronte della trasformazione del settore, è stato ribadito quanto sia utile per tutti rinnovare il contratto collettivo nazionale di lavoro come strumento condiviso di gestione del cambiamento delle normative e del contesto. Occorre inoltre rispondere alla professionalità del settore e introdurre elementi di welfare (come la sanità integrativa), già presenti da tempo in altri settori.

L’associazione datoriale, lamentando le conseguenze delle modifiche normative degli ultimi anni sui risultati economici e sul futuro di molte farmacie, pur condividendo la necessità di arrivare ad un rinnovo per adeguare l’articolato contrattuale ormai datato, ha ribadito decisamente le sue richieste riguardanti l’estensione della flessibilità e la riduzione dei permessi, come strumenti necessari (dal proprio punto di vista) per la gestione di orari di apertura più ampi che in passato. A giudizio di Federfarma, queste disponibilità costituiscono la condizione per affrontare il rinnovo del contratto.

Le organizzazioni sindacali pur approfondendo con un’ampia discussione tutti i temi posti al tavolo, hanno manifestato la loro difficoltà rispetto alle reiterate richieste dell’associazione datoriale riguardo a questi due argomenti.

L’incontro si è concluso con la conferma reciproca di distanze significative e la necessità di ulteriori riflessioni per entrambe le parti. Nel frattempo le Organizzazioni Sindacali predisporranno una iniziativa pubblica sul valore del lavoro in farmacia, che porti l’attenzione su professionalità, formazione, servizi, responsabilità dei collaboratori di farmacia.

 

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67 commenti

  • matteo says:

    prossimo incontro?

  • Maurizio says:

    Possibile che siate tutti miopi? Il rinnovo del CCNL dipendenti farmacie private è legato al rinnovo della remunerazione della ricetta da parte dello Stato. Così come Federfarma tarda a sedersi al tavolo per rinnovare il nostro contratto, alla stessa maniera lo Stato nella figura del Governo tarda a sedersi al tavolo del rinnovo della remunerazione. Anzi, il Governo in maniera del tutto autonoma ha deciso di tagliare fuori dal discorso Federfarma e tutti i farmacisti e rinnoverà il contratto di remunerazione senza una controparte. Cosa pensate che accadrà? Migliorerà la remunerazione delle farmacie in uno Stato che ha debiti senza confronti e che sono anni ormai che ha iniziato un trend di tagli alla Sanità come noi tutti abbiamo potuto riscontrare? E se ci saranno cambiamenti in negativo nella remunerazione della ricetta, come pensate che si comporteranno i nostri Titolari? Ci aumenteranno gli stipendi e ci daranno permessi e ferie oppure provvederanno, di conseguenza, a tagliare sul personale e a stringere fino all’inverosimile. La realtà è questa. Lavoriamo tutti in un settore che è profondamente in crisi. In più stanno arrivando i Capitali, e senza un contratto dei dipendenti forte, che sposti la figura del dipendente dal concetto di commesso specializzato a quello di professionista della Salute verremo schiacciati dal modo di ragionare delle multinazionali: produttività e risparmio. E’ inutile che vi affanniate a cercare una soluzione. Non ce n’è. Stiamo per essere travolti dagli eventi. Se i titolari fossero persone intelligenti avrebbero rinnovato il nostro contratto nel momento stesso in cui si erano affacciate le Multinazionali. Era l’unico modo di arrestarne la marcia perché una azienda che rileva una farmacia che conta 6 dipendenti da pagare a 1300 euro netti al mese non si pone alcun problema con le cifre di fatturato prodotte oggi dalle farmacie. ma se la stessa azienda rilevava la stessa farmacia con 6 dipendenti pagati 4000 euro netti al mese ci pensava due volte prima di fare il passo. Ma pagare il proprio dipendente 4000 euro netti significa, per i nostri cari Titolari, perdere una notevole parte di redditività. Conviene loro? No che non conviene perché alle brutte loro venderanno alle multinazionali, intascheranno qualche milione di euro, che sistema loro e le loro generazioni future, e dei loro dipendenti chi se ne frega. Questo per dire che il Titolare casca sempre in piedi, siamo noi dipendenti che stiamo per prendere una tranvata epocale. Aspettate Gente, aspettate che la soluzione sta arrivando! La soluzione è che una volta entrati i capitali gli interlocutori con lo Stato per riformare la remunerazione diventeranno pochi. Alle multinazionali poco interessa delle ricette perché lo sanno che ormai il vero guadagno delle farmacie è su tutto il resto. A quel punto in cambio di una remunerazione bassissima chiederanno di poter effettuare tagli sul personale, come? Adottando il sistema Farmacia come è nella gran parte del mondo, ovvero all’interno dei propri negozi avere tre-quattro farmacisti al massimo, per coprire i turni e poi assumere tutti commessi. Per cui le 18000 farmacie presenti sul territorio nazionale assumeranno circa 50000 farmacisti. per gli altri ci sarà la casa. Di 200000 dipendenti che siamo i tre-quarti verranno eliminati come fanno le aziende quando tagliano un ramo. Ecco quale è il nostro futuro. Chi può scappi. Non esiste nessuna lotta.

    • redazioneblog says:

      Boh, Maurizio, esprimi numerose certezze non si capisce bene fondate su che cosa. Per quello che ora si vede del comportamento delle multinazionali che gestiscono farmacie in Italia, alcune da vent’anni e non da ieri, fanno esattamentte l’opposto: zero commessi e assumono solo farmacisti. Un rinnovo di contratto in cui lo stipendio netto passasse da 1300 a 4000 euro al mese comunque sarebbe in grado di distruggere l’equilibrio economico di qualunque settore, allora sì che vedresti riduzioni di personale drammatiche, con o senza rinnovo della remunerazione.
      p.s. Non esiste nessuna lotta se non la fai.
      p.p.s. Da dove prendi il dato sui 200mila dipendenti? Ci risulta che già ora siano circa la metà, di cui circa 70mila farmacisti

    • Cristina says:

      Buon giorno la farmacia dove lavoro sta per essere trasferita in centro commerciale con un sostanziale cambiamento d’orario e abitudini.Qualcuno ha dei consigli o suggerimenti magari per esperienze personali?

      • Benedetta says:

        Ho lavorato diversi anni nella farmacia dentro un grande centro commerciale. Gli orari sono diversi dallo standard 9-13/16-20, perchè prima di tutto fanno orario continuato quindi più orari a fasce, ma con le coperture dei turni più alte durante i fine settimana perchè in genere c’è più afflusso di clientela. Si fanno meno ricette specialmente di SSN e si vende più parafarmaco, la cosmetica, gli integratori e OTC/SOP. Alcuni obbligano tutti i negozi e anche i servizi a non chiudere prima del centro intero, quindi potresti trovarti anche a fare le 22 pur lavorando in una farmacia che non fa i notturni. Idem i festivi, aprire sempre o quasi, anche fuori guardia farmaceutica. Provate a concordare una rotazione regolare sui turni disagiati (perchè ce ne sono!) tipo : ciascuno non fa più di tre chiusure a settimana, o ricaviamo in orario a tutti un intero fine settimana libero a tutti a rotazione, etc.
        al di là di queste possibili contrattazioni organizzative, ricordate comunque che il lavoro domenicale e festivo nel CCNL Federfarma SE NON SIETE DI GUARDIA NON E’ OBBLIGATORIO. Questa consapevolezza aiuta a contrattare 😉

    • Farmacista incavolata says:

      Rispondo al commento del collega Maurizio, vorrei farti notare che l’aumento salariale di cui stiamo parlando si aggira sui 200 euro e forse anche meno, dal momento che i titolari vendono le farmacie con cifre che superano il milione di euro, escludo le piccole farmacie, ed inoltre molte hanno aperto un sito ecommerce, che seguono i dipendenti nei tempi morti, non vedo il bagno di sangue che hai prospettato, i signori titolari si adegueranno ad un minor guadagno come succede nelle realtà commerciali, in Germania gli stipendi ammontano a 4000 euro, qua non succederà mai

  • Roberta says:

    Buongiorno ma anche per organizzare questa manifestazione pubblica ci vuole così tanto tempo? Se non pressate voi, figuriamoci se Federfarma si sente in qualche modo intimidita a tal punto da rinnovare il contratto. Di questo passo andrò in pensione che si discuterà ancora di questo rinnovo…

    • redazioneblog says:

      La Filcams CGIL ha partecipato due giorni fa all’evento Fiafant a Cosmofarma sul lavoro nel settore con le nuove normative che stanno modificando il contesto, noi c’eravamo, e a guardare la platea ci pare che comunque tengano d’occhio quello che diciamo e facciamo nei contesti pubblici e in quelli professionali. All’evento Fiafant con Filcams si è parlato anche del necessario rinnovo dei CCNL, e di quali priorità ci siano in materia. Per organizzare un’iniziativa unitaria delle tre organizzazioni sindacali ci vuole l’accordo e la volontà operativa di tutti, è un po’ più complicato e sicuramente più lento. Comunque domani ci sarà un coordinamento unitario (Filcams, Fisascat, Uiltucs) di delegati e strutture nazionali, può darsi che ne usciamo con più certezze in merito all’iniziativa pubblica e sul prosieguo delle trattative in generale.

  • Paola says:

    Buongiorno.
    Il tempo passa e nulla succede.
    Questa via si è rivelata fallimentare, perché insistere?
    Perché il sindacato non promuove un’azione davanti a un giudice, che verifichi se davvero la retribuzione di un farmacista dipendente, laureato e abilitato, è adeguata alla quantità e qualità del suo lavoro? Questo dice la Costituzione italiana e se il contratto collettivo non è più in grado di assolvere a questa funzione, è ora che ciò venga stabilito in un’altra sede.
    Perlomeno sarebbe un’iniziativa nuova diversa e smuoverebbe la controparte che, oggi, sta irridendo noi tutti, lavoratori e sindacato.

    • redazioneblog says:

      Insistiamo perchè il ruolo dei sindacati è la contrattazione, Paola. Quando non funziona, si esercita il conflitto, ma non in tribunale, si fa con uno sciopero o un’altra forma di protesta pubblica. Se invece ritieni più opportuno provare a fare una vertenza sulla base della Costituzione, puoi tranquillamente farlo tu, non si capisce perchè lo debba fare un sindacato, e tantomeno noi della CGIL (a cui immaginiamo tu non sia iscritta, peraltro).
      Confrontandoci nel contesto del sindacato confederale anche con altri professionisti ordinistici e altri laureati sottopagati (in questo paese che ha pochi laureati specie nelle scienze hard, e quei pochi non li valorizza), sappiamo bene come esistano situazioni che sono clamorosamente inique anche più di quella dei farmacisti dipendenti e che non sono comunque risolvibili per la strada che suggerisci tu, ad esempio quella degli avvocati, ma conosciamo anche dei chimici magari col dottorato che fanno analisi ambientali complesse inquadrati al terzo livello del contratto degli studi professionali, con retribuzione lorda 200-300 euro più bassa della nostra.
      Come ti spiegavamo già sotto un altro commento in cui suggerivi la stessa cosa (21 gennaio, sotto l’articolo sull’episodio 6), se tu invece sei convinta della strada che torni a proporre qui, niente ti vieta di provarci. Non è che avere una laurea abbia una correlazione lineare obbligata con la retribuzione, da riuscire a dimostrarlo in tribunale poi. Nel caso tu voglia provarci, ti auguriamo buona fortuna! e ricordati di pagare adeguatamente quel povero avvocato, che lavora a partita IVA, dichiara mediamente 15mila euro annui lordi e oltre le tasse poi ci si deve anche pagare tutti i contributi.
      Noi invece crediamo nel sindacato e nella contrattazione collettiva ed esercitiamo quella (compreso mettere la faccia nelle mobilitazioni), non “iniziative nuove e diverse” quanto prive di sostanza e di prospettiva.

      • Paola says:

        Come ritenete.
        Tuttavia, alla prova dei fatti, a dimostrarsi “priva di sostanza e di prospettiva” è stata, ed è drammaticamente tuttora, proprio la contrattazione.
        Quanto ai riferimenti a chi sta peggio di noi, laureati vari sottopagati, o partite iva sfruttate, francamente non consolano nessuno e non costituiscono nemmeno argomenti a favore della vostra tesi.

        • redazioneblog says:

          Se non sei convinta della nostra posizione, prova a sentire un avvocato, e vedi se ti dà speranze di vittoria.
          I contratti sono per l’appunto contratti, cioè si contrattano tra controparti. Se non ti convince il confronto “politico” della nostra situazione con quella di altri laureati non certo pagati meglio, prova a informarti sul serio da un legale sulla vertenza che ci suggerisci, e poi facci sapere.

          • Alice says:

            La contrattazione non è una via facile Paola, con una controparte forte come Federfarma e con troppi colleghi come te, mai disposti a partecipare ma sempre prodighi di consigli e auspici utili solo a dividere e scoraggiare. Se Federfarma si può permettere certi comportamenti è anche perchè sa che siamo divisi, e che c’è chi lavora costantemente sulla sfiducia per i sindacati che stanno al tavolo per noi. Chi ti ha risposto secondo me non voleva consolarti, tentava di ricondurti nel mondo reale e contemporaneo in questo paese. Conosci solo farmacisti? A chi ragiona così forse piacerebbe il salario minimo per legge, 9 euro l’ora lordi per tutti e ciao, in cambio però delle ferie e della malattia (quelli stanno nei contratti, tocca scegliere!).

          • Benedetta says:

            Paola, visto che vieni qui a prendere in giro la contrattazione, immagino tu abbia chiaro il concetto di rapporti di forza. Il tuo titolare è iscritto a Federfarma? E tu a quale dei tre sindacati dei lavoratori sei iscritta, a sostegno del loro potere contrattuale?

          • Paola says:

            Mi spiace,
            il mio intento non era quello di sfiduciare il Sindacato (cui sono iscritta, per adesso), ma di prendere atto che la strada perseguita fino ad ora è stata un fallimento e quindi bisogna tentare altro.
            Il Sindacato dispone di altre vie, se volesse provare a percorrerle; il ricorso all’autorità giudiziaria è già stato utilizzato, proprio dai Sindacati, in altre vertenze, per altre categorie ed ambiti.
            E’ chiaro che il singolo farmacista non è nella posizione di avviare un contenzioso contro il proprio titolare, con cui lavora fianco a fianco; diverso sarebbe se lo facesse un’organizzazione sindacale, a cui verso ancora il mio contributo perché, di fronte ad un risultato desolante, valuti veramente tutte le opzioni possibili.
            Spiace anche constatare che, se non si è assolutamente allineati, si ricevano auguri di salari minimi a 9 euro lordi o accuse di presa in giro.
            Ad ogni modo non disturberò più la conversazione tra chi sa come si fa e valuterò se mantenere la mia iscrizione.
            Auguri sinceri

          • redazioneblog says:

            Alice, Paola (e Benedetta!) il confronto tra noi dovrebbe servire a creare coesione e organizzare azioni di pressione sulla trattativa, non a dividerci. Su una cosa Alice ha sicuramente ragione: ce ne sono già abbastanza in giro che lavorano alle divisioni interne tra i collaboratori e sulla loro scarsa aggregazione. Per favore, NON FACCIAMOLO QUI. La CGIL è una struttura in cui si esercita costantemente il confronto democratico tra posizioni anche profondamente diverse sulle scelte da prendere, e nessuno insegna niente a nessuno, figuriamoci su un blog. Non vi scaldate così tra voi. La controparte è quella di là dal tavolo cioè Federfarma, ed è ben coesa.
            Sei iscritta al Sindacato ma quale, Paola? La CGIL ? In che territorio? Partecipi ai coordinamenti? Ne vogliamo parlare a voce di come fare a rinnovare il contratto e di come potresti partecipare invece che fare vertenza?
            A proposito, hai mai fatto una vertenza? Seppure appoggiato dalla struttura sindacale e dagli avvocati, una vertenza su elementi della retribuzione la fa sempre il lavoratore personalmente (o tanti lavoratori insieme). Non potrebbe farla la struttura sindacale in linea di principio, va fatta su buste paga vere

  • Roberta says:

    A quando l’iniziativa pubblica per informare le persone della nostra triste condizione di professionisti sanitari quando serve (es. analisi sangue con possibile rischio biologico) e sguatteri professionisti quando si tratta di riconoscere tale professionalità con stipendio adeguato?

    • redazioneblog says:

      Ciao Roberta, l’iniziativa pubblica essendo unitaria la stanno organizzando le tre strutture nazionali insieme. Intanto noi del blog con Fiafant saremo a Cosmofarma, e anche la Filcams parteciperà a un workshop sul lavoro in farmacia e le nuove normative, chiunque dei colleghi voglia incontrare il sindacato è benvenuto

  • Carmine says:

    Bla bla

  • Carla says:

    C’è qualche notizia in merito all’incontro avvenuto a Firenze lunedì scorso 11 marzo?

  • Piero says:

    Buongiorno redazione ,voglio iscrivermi al sindacato.Sono della prov. di NUORO ex Ogliastra, abito a Tortolì’,Potete suggerirmi un contatto a cui rivolgermi? Grazie e buon lavoro.

    • redazioneblog says:

      Ciao Piero. Se vuoi ti diamo in privato il numero di cellulare della Segretaria della Filcams CGIL di Nuoro, si chiama Domenica Muravera. Se poi vuoi organizzare qualche riunione con lei e i colleghi sardi che lavorano in farmacia nella tua zona fatecelo sapere, magari qualcuno di noi viene ad aiutarvi. L’indirizzo della categoria è filcams.nu@tiscali.it

  • Piero says:

    sono della prov. di Nuoro.E’ previsto qualche incontro nella mia prov. oppure in sardegna?

  • Antonio says:

    Quando ci sarà il prossimo incontro Grazie antonio

    • redazioneblog says:

      Non l’abbiamo pubblicata perchè non è stata fissata un’altra data.

      • Carla says:

        E come mai non è stata fissata un’altra data?

        • redazioneblog says:

          Hai letto l’articolo, Carla?

          • Carla says:

            Sì, ma una data dovrebbe comunque essere fissata per rispetto dei farmacisti che lavorano in queste tristi condizioni. Il rinnovo non può più aspettare, sulla pelle di chi lavora.

          • redazioneblog says:

            Il rispetto delle nostre tristi condizioni di lavoro è non dare disponibilità a peggiorarle in cambio di un modesto aumento di stipendio (ma con più flessibilità e meno permessi, come chiedono i titolari), e chiedere invece ancora di valorizzare la professionalità che ci viene richiesta ogni giorno. Alle condizioni proposte, a noi pare che non aver fissato una nuova data sia dignità. Un rinnovo al ribasso è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno. Federfarma si deve prendere la responsabilità pubblica di quello che chiede(tanto) e di quello che offre (poco).

          • Carla says:

            Noi siamo nel bene e nel male nelle mani del sindacato. È ora di muoversi velocemente, e’ dal 2012 che aspettiamo, una vergogna.

          • redazioneblog says:

            Appunto. Dopo sei anni un rinnovo al ribasso, una vergogna. Muoversi, ma per dare una direzione diversa alle cose.

          • Cristina says:

            Io non voglio avere velocemente un contratto peggiore di adesso, tu sì? La vergogna è tutta di Federfarma! Ci vogliono pagare meno possibile e far lavorare quando gli fa più comodo, ma dispensiamo farmaci, cazzo! Non è uguale a vendere magliette. Io non vorrei cinquanta euro di più in busta paga se significano peggiorare gli orari

  • Piero says:

    Tutta la vicenda amara del non rinnovo contrattuale che va avanti da sei anni,i primi 5 in cui la parte datoriale neanche si e’ seduta al tavolo delle trattative e l’ultimo di 5 o 6 riunioni più’ o meno allargate ,ci deve far riflettere molto profondamente, razionalmente e senza lasciarsi andare a inutili soluzioni,la calma e’ importante,cerchiamo di essere superiori a queste provocazioni.A maggior ragione visto adesso anche la proposta di diminuire i permessi.Bisogna riflettere sul perché questo sta avvenendo,perché c’e’ uno stallo cosi’ lungo e si propongono soluzioni assurde.Il perché e’ solamente uno:noi come controparte non abbiamo nessun peso,e la parte datoriale lo sa e disumanamente persegue le sue logiche,perché noi non abbiamo diritto,secondo loro,ad avere una vita decente oltre fuori la farmacia.Ritorno al punto che ho già affrontato in altri miei commenti:il succo e’ l’unione fa la forza,noi dobbiamo diventare una forza per avere peso.Io chiedo a voi colleghi della redazione,visto che sicuramente si arriverà alla proclamazione di uno sciopero,di chiedere ai tre sindacati di non avere tanta fretta(tanto qualche mese in più……);prima bisogna trovare un sistema per fare rete:secondo voi tramite gli ordini o la fofi si possono in qualche contattare i colleghi(io avevo proposto una informativa accompagnatoria al bollettino di pagamento dell’ordine) ;se e’ no,si può scrivere alle testate giornalistiche sollevando questo nostro problema in modo che più colleghi possibili siano informati della nostra comune problematica contrattuale; inoltre anche organizzando in questo blog un censimento dei colleghi che lo visitano e che siano disposti a un eventuale sciopero, per testare(oserei dire le primarie che oggi vanno di moda) la partecipazione .Poi chiedere anche il supporto dei ministri competenti.Qualcuna di queste strade sara’ percorribile?Ditemi voi, si o no? Se si facciamo quelle possibili, diamoci il tempo che serve.Perché secondo me proclamare uno sciopero senza verificare (almeno anche a grandi linee)se c’è possibilità’ di successo,potrebbe essere un fallimento e allora che il contratto resti così come e’ adesso o si rinnovi senza il nostro peso per sfinimento morale e materiale non avrà più grande importanza,sarà forse un colpo <mortale< per le nostre aspettative.Perciò se vogliamo lasciare finalmente un impronta nel rinnovo contrattuale ,non mettiamoci molta fretta e coinvolgiamo le tre sigle sindacali in questo percorso.Noi farmacisti dipendenti (come tutti gli esseri umani) abbiamo tutti una nostra storia,i nostri problemi familiari, isolamento e soggezione quando si lavora da soli con il titolare ,più facile confronto e aggiornamento quando si lavora con altri colleghi.Penso soprattutto ai colleghi più giovani che hanno ancora poca dimestichezza col nostro mondo e sulle regole contrattuali.Insomma le problematiche sono sicuramente tante e alla scarsa informazione di molti colleghi ( ma non perché non ci si vuole informare, ma perché neanche ci si pensa all'inizio del periodo lavorativo) si aggiungono le paure che molti giustamente hanno di perdere il posto di lavoro e le ritorsioni varie, insomma tutto ciò porta molti colleghi a non conoscere neanche che la situazione che si e' creata potrebbe portare a uno sciopero.Però se qualcuna delle possibilità che ho esposto prima si può realizzare,sicuramente più colleghi verranno a conoscenza delle nostre (sue) problematiche contrattuali e cosi' potremo avere più forze.secondo me solo dopo questi passi o altri che i propongano si può pensare a un serio programmato sacrosanto, sciopero.voi cosa ne pensate?

    • redazioneblog says:

      Piero, perdonaci: i lavoratori di farmacia privata probabilmente hanno poco peso come controparte di Federfarma proprio perchè troppi di loro pensano che i contratti si rinnovino da soli o per intercessione della FOFI , dell’opinione pubblica o del Ministro della Salute. L’opinione pubblica, la FOFI e le istituzioni possiamo cercare di coinvolgerli come ingombranti spettatori con l’iniziativa pubblica (ed è quello che stanno facendo i sindacati), ma la partita del rinnovo contrattuale sarà sempre una trattativa sindacale, e i sindacati per tanti farmacisti sembra siano entità astratte ed estranee, che devono fare la battaglia da soli, senza coinvolgimento dei lavoratori, che stanno a guardare come se non fossero una delle due parti. Il sindacato siamo noi. Il sindacato si fa, non è un tutor. Le sigle sindacali che sono al tavolo non sono “da coinvolgere nel percorso”, sono il percorso. Sarebbe l’ora che tutti quelli che aspirano al rinnovo del contratto ne acquisissero consapevolezza. La forza ai sindacati in una trattativa la dà la partecipazione e la pressione dei lavoratori coinvolti. Questo blog è uno strumento che possiamo organizzare per fare rete, e i sindacati confederali comunque hanno sedi in tutte le province, basta andarci. La Filcams collabora con Fiafant, stanno organizzando incontri sul contratto nelle province più grandi e dove i colleghi chiedono di farli. Tu di che provincia sei? Organizziamo un’assemblea anche nella tua provincia? Ci vuoi aiutare a fare rete?
      Riguardo allo sciopero, nessuna delle tre organizzazioni sindacali per ora ha espresso l’intenzione di proclamare uno sciopero, ma invece programmano un’ iniziativa pubblica nazionale unitaria che faccia un po’ parlare i giornali di questa vertenza e che coinvolga le istituzioni e le associazioni professionali di farmacisti non titolari. Sarà che il mondo delle farmacie e chi ci lavora dentro e i suoi umori li conoscono meglio di quel che pensi tu…

  • Daniele says:

    Ma perché Federfarma dovrebbe rinnovare il contratto se le ripercussioni che patisce dopo sei anni di mancato rinnovo sono pari a zero?
    Chi non ha gli attributi necessari nemmeno per rivendicare il proprio diritto è giusto che faccia la fame!
    Gli spazzini guadagnano molto più dei farmacisti ed è giusto così, quelli sono uniti e lottano: che si provi a lasciarli 6 anni senza contratto e ci fanno affogare tutti nella spazzatura.

  • Maurizio says:

    Veramente credete di poter scioperare senza avere nessuna ripercussione e/o ritorsione sulle vostre permanenze nella farmacia? E in virtù di questo veramente credete che ci sarà partecipazione attiva di tutti i dipendenti o della gran parte? Basta guardare la partecipazione a questo blog,. A memoria, dovremmo essere circa 60000 farmacisti dipendenti in Italia, in questo blog ci saranno circa 200 persone che partecipano alle discussioni. Non ci credo che siete così miopi.
    Viviamo in un mondo di subdoli e viscidi, nel quale qualsiasi cosa viene mascherata col perbenismo o addirittura giustificata come buona azione per la comunità. Vi faccio degli esempi per chiarire il concetto così vediamo chi di voi si ritrova in questo mondo.

    Al cliente con ricetta mutualistica quale domanda facciamo tutti perché obbligati a farla: “Originale o Equivalente?”. Nella testa del cliente passa il messaggio: “ma che brava persona il farmacista che mi propone di risparmiare a discapito del suo incasso”. Ma cosa si cela dietro questa domanda? La realtà è esattamente l’opposto, vengono spinti gli acquisti dei generici perché lo sconto all’acquisto sugli originali è il 31% circa. Per gli equivalenti si parte da un 40% che con sconto merce arriva fino al 50-60% circa.

    Perché se dispongo di 60 pezzi di uno spray per il naso ordinati alla casa produttrice, e di 1-2 pezzi di pari prodotti di altra marca ordinati al grossista intermedio in cassettiera, io farmacista devo spingere il prodotto in quantità maggiore? Il tutto accompagnato da un: “Signora prenda questo che è più efficace”, che convince il cliente che tu stai proponendo una cosa per il suo bene, ma la realtà è che cerchi di riempire le tasche del tuo titolare.
    O ancora, vi capita mai di dare prodotti che dovrebbero passare con ricetta bianca liberamente, siano essi benzodiazepine o un semplice paracetamolo 1000. Che bravo il farmacista che me le da senza ricetta, è il commento della gente. La realtà è che la ricetta è una limitazione al libero commercio, per cui se ti viene il cliente che ce l’ha, buon per lui, se non ce l’ha va bene uguale, l’importante è fare uscire i pezzi.

    La pianta organica passa nella testa della comunità come un mezzo che assicura il servizio farmaceutico su tutto il territorio, non è un sistema che consente di limitare il libero mercato e la concorrenza. Tant’è che alle varie proposte di liberalizzare il mercato loro rispondono lanciando la riflessione che ci sarebbero zone del Nostro Paese che rimarrebbero scoperte dal servizio perché per logica chiunque aprirebbe in zone densamente popolate. La realtà è tutt’altra perché se voi ci pensate gli unici macellai, pizzicaroli, ecc. li troviamo solo nei paesini ormai, sono spariti dalle grandi città, quindi vuol dire che anche nei paesini vi è margine per aprire una farmacia e per tirarci fuori uno stipendio e sicuramente dopo una eventuale liberalizzazione state sicuri che ci sarebbe qualche farmacista che si accontenta di quel margine. Eppure viscidamente Federfarma lancia il messaggio state attenti a proteggere l’attuale servizio farmaceutico perché è perfetto così.

    Potrei continuare all’infinito tirando fuori argomenti che evidenziano quanto siano subdoli e viscidi nelle risposte i nostri cari Titolari, sempre pronti a difendere il loro interessi e la loro posizione di casta mascherandola come bene comune della comunità.

    Il tutto serve a dirvi, che se il linguaggio che parlano è “il subdolese” e “il viscidese”, con gli stessi modi bisogna operare per farli riflettere.

    Esempio, invece di scioperare provate a pensare di individuare sul calendario 3 giorni (magari a inizio mese), nei quali tutti i dipendenti mandano un certificato di malattia. In questo modo non è uno sciopero, crei un disservizio, desti anche l’interesse dell’INPS che si vede arrivare 60000 richieste di malattia contemporaneamente da un intero settore. E in più porteremmo l’argomento all’attenzione dell’opinione pubblica, ne parlerebbero televisioni, media e social. Dal punto di vista legale, come dipendente sei apposto, non puoi temere nessuna ripercussione, perché almeno la malattia, finora è tutelata da contratto.

    Riflettete!!!

    • redazioneblog says:

      Rifletti tu. Noi proponiamo (come deciso dall’ultimo coordinamento sindacale unitario) un’iniziativa pubblica senza sciopero, per portare l’attenzione su un paio di aspetti non evidenti al pubblico del nostro lavoro, e che secondo noi è opportuno sottolineare, un po’ per chiederne il riconoscimento, un po’ per agire sulla reputazione di Federfarma. Il bene pubblico della comunità è un valore per tutti, in farmacia si lavora per garantirlo ogni giorno, ma il tavolo del contratto nazionale non è un convegno, si contratta tra rappresentanti dei datori di lavoro e rappresentanti dei lavoratori, e a noi interessa migliorare le condizioni dei lavoratori che ogni giorno impiegano professionalità al servizio dei cittadini senza che questo sia adeguatamente riconosciuto.
      Alcuni commentatori -e non noi- spingono per una proclamazione di sciopero.
      Secondo te invece fare sciopero no per paura delle conseguenze, ma un falso certificato medico invece sarebbe una forma di mobilitazione per il rinnovo del contratto? Roba da matti! Il tuo medico di famiglia lo hai avvertito? Commetterebbe due reati (e tu pure, oltre a un illecito disciplinare enorme). Riflettici con lui, sulla fattibilità della tua proposta.
      Le battaglie si fanno a viso aperto e prendendosi le proprie responsabilità. E mentre chi sciopera quando sciopera esercita un diritto costituzionale, chi manda un certificato di malattia nelle modalità che hai in mente tu verrebbe sanzionato e anche giustamente. Lui e il medico.
      Comunque su questo blog saranno 200 i commentatori ma in meno di un anno e mezzo sono state circa 200 mila le pagine viste, non proprio pochissime in un settore da 70mila lavoratori dipendenti. Ci hai fatto venir voglia di fare un articolo sui numeri di questa pagina, forse è il momento di farlo. Se per ora sembrano incerti sulla possibilità di una mobilitazione collettiva, sicuramente i collaboratori di farmacia dimostrano qui una grande attenzione all’andamento della trattativa contrattuale, oltre a un livello elevatissimo di frustrazione per le condizioni contrattuali già poco gratificanti e spesso non rispettate.

      • Cristina says:

        Facciamo le persone serie!!! Per una volta invece che inventarsi sempre un’altra cosa proviamo a stare tutti dalla stessa parte e a farci vedere tutti insieme, che Federfarma è sempre compatta quando deve chiedere, lo dici anche tu Maurizio… e poi tiri fuori un’idea surreale!!!
        Stiamo al merito e vediamo di sputtanarli un po’ in quell’ipocrisia del vendere al mondo un servizio altamente professionale fatto da laureati sanitari pagati e trattati come cassiere (col massimo rispetto per le cassiere, non facciamo lo stesso lavoro). Se vuoi vendere un servizio altamente qualificato o stai tu titolare al banco a farlo oppure paghi me come una dottoressa che fa un servizio altamente qualificato

    • Michele says:

      Non ingeneriamo confusione nei clienti/pazienti che dovessero leggere queste pagine: il farmacista è obbligato per legge a proporre al paziente il farmaco equivalente a minor prezzo.
      Se poi ciò si traduca anche in un maggior margine per la farmacia vuol dire che per una volta ci guadagnano contemporaneamente “sia il cliente che il negoziante”.

      In un altro commento ho proposto di far pubblicare su organi di stampa nazionale un comunicato chiaro e duro sulla nostra situazione lavorativa.
      Pare invece che le delegazioni stiano preparando un’iniziativa di tipo diverso ma comunque senza indire scioperi. Aspettiamo di conoscerne i dettagli.

      In ogni caso credo che l’aspetto che più
      tocchi da vicino la sensibilità dei titolari di farmacia sia quello economico.
      Bene.

      Nell’opporsi ad un adeguamento dignitoso del nostro ccnl, e sovente nel rifiutarsi anche di riconoscerci tutti i, seppur minimi, diritti del ccnl in vigore, i titolari stanno arrecando un danno economico ai dipendenti.
      Benissimo.

      A questo punto un’ulteriore e parallela forma di protesta che ciascuno di noi può fare ogni giorno è quella di limitare al massimo, al banco, tutte quelle iniziative, legittime ma superflue, volte all’aumento del valore dello scontrino medio e del numero di pezzi per cliente.

      Ciascuno di noi sa come fare.
      Se vogliamo, siamo perfettamente in grado di far ridurre gli introiti in maniera molto più pesante di quanto loro possano nei nostri confronti fare con l’atteggiamento di chiusura delle trattative.

      Pensano di guadagnarci ad avere dipendenti sottopagati, frustrati e demotivati?
      Quei tanto adorati soldi che i titolari risparmiano sulla nostra pelle possiamo fare di tutto per lasciarli nelle tasche dei clienti, i quali li spenderanno più volentieri presso altri canali competitor. Ogni giorno.

      I titolari pensano di “darci da mangiare”, ma forse non sono in grado di calcolare che chi ci permette di mangiare, sia a noi che a loro, è solo il cliente.

  • Dominique says:

    Ho fatto il rappresentante sindacale per molti anni e vorrei dirvi la mia. I sindacati nazionali (FILCAMS, FISACAT, etc) sanno benissimo quali sono le condizioni lavorative ed economiche dei farmacisti collaboratori ma, pur non essendo più portati alla ‘guerra santa’ (tendenzialmente optano per il salvataggio della ‘capra e dei cavoli’), difficilmente proclameranno uno sciopero nazionale integrale dei farmacisti dipendenti e sapete per quale motivo? Non vogliono fare una brutta figura! E su questo hanno perfettamente ragione. Lo sciopero è l”estrema ratio’ e, se proprio deve esser usato, deve aver successo.
    La colpa è di tutti noi! Fin quando non ci sarà una VERA coesione d’intenti, non si otterrà nulla! Se i sindacati proclamassero uno sciopero nazionale (e dovranno farlo), tutti i farmacisti dipendenti devono assolutamente aderire, anche coloro che hanno condizioni migliori. Solo in questo modo si può far comprendere, alla controparte, che il braccio di ferro è reale!

  • Binex says:

    La mia idea è questa: finché non chiuderanno o venderanno tanti piccoli titolari di tante piccole farmacie, finché non verrà liberalizzato il settore togliendo il numero chiuso e finché non entrerà nel settore sul serio la grande distribuzione acquisendo tante piccole farmacie e tante di tutte le restanti, trasformando questo settore da uno medieval/corporativo ad uno veramente industriale e di libero mercato, non sarà possibile fare nessuna vera contrattazione, se non una sempre al ribasso per i dipendenti e di mantenimento di alcuni antiquati privilegi per i proprietari.
    La professione di farmacista è diventata mediamente una a così basso valore aggiunto, grazie a rendite di posizione e privilegi corporativi in primo luogo dei titolari, che solo l’ingresso pieno in un regime di libero mercato potrebbe dare una mano ai farmacisti dipendenti, sia dal punto di vista salariale ma, soprattutto, dal punto di vista dei rapporti di lavoro complessivi all’interno delle farmacie, rapporti che tra negazioni frequenti e di fatto di diritti contrattuali, lavoro in nero o parzialmente tale ed assoluta improvvisazione imprenditoriale, rendono questi rapporti di tipo premoderno, poco chiari e assai frustranti.

    • Sandro says:

      Lavoro in un’azienda di farmacie gestita da una catena. Non è il paradiso dei farmacisti dipendenti, sai? Nè della professionalità. Più che altro libero mercato, ecco. E ricordati sempre di promuovere il prodotto della settimana

      • Binex says:

        Nelle farmacie “normali” è lo stesso ma con aspetti peggiori. Mai provato una farmacia gestita dal padroncino di turno la cui moglie figura tra i dipendenti ma passa al lavoro una mezz’oretta ogni tanto e magari insulta qualche dipendente? Dove fai straordinari non pagati? Dove usi la tua auto per portare qualcosa a casa dei clienti e meglio se fuori orario? Dove hai un contratto di 24 ore e ne lavori 32/36, le 6/8 in più pagate in nero e poco? Dove devi dare per forza omeopatia in certe situazioni (altra faccenda scandalosa secondo me). Dove ecc. ecc. Chi vuole può aggiungere qualunque altra nefandezza. Nelle grandi catene, a quanto ne so, vengono almeno rispettate le regole formali, da altre parti no.

        Se hai tempo prova ad approfondire il concetto di “libero mercato”, magari su buoni libri, e vedrai che non è quella cosa che viene perlopiù spacciata come tale in Italia.

        Poi ci sarebbe il discorso più generale della professionalità e qui è inutile nascondersi dietro un dito: il farmacista che sta dietro un banco è solo un tipo di commesso addetto alla vendita di prodotti di prezzo medio-basso, in grandissima parte vecchi e/o di scarsa innovazione (quando non proprio inutili, al limite del truffaldino, come l’omeopatia) ed è perciò retribuito di conseguenza, soprattutto se non ha forza contrattuale (che puoi avere solo se hai forza di mercato). Puoi essere anche laureato ad Harvard ma se vendi affettati alla Esselunga verrai pagato per quello. La laurea però potrebbe aprire la porta ad altri tipi di professionalità, specie in grandi aziende di tipo chimico-farmaceutico o simili molte delle quali sì che producono e vendono prodotti innovativi che però ormai transitano in farmacia solo tramite i DPC. Oppure, questo per i giovanissimi, bisognerebbe semplicemente laurearsi in altro, prendere una laurea di quelle più richieste e, di questi tempi, magari spostarsi all’estero. Ma qui il discorso diventa troppo lungo…

        • sandro says:

          Sui buoni libri che ho letto stai tranquillo. Ho ripreso in senso ironico la tua aspirazione al libero mercato perchè la mia azienda fonda la fidelizzazione della clientela sul volantino degli sconti e sulla formazione commerciale di noi farmacisti, un po’ come se davvero vendessimo affettati. Non ti senti valorizzato neanche dai soldi del premio di produzione se credevi di aver preso una laurea sanitaria, come credevo io, e invece poi il premio te lo guadagni col prodotto della settimana e a condizione della disponibilità domenicale per le aperture fuori turno di guardia. E l’omeopatia viene spinta parecchio anche da noi . Però hai ragione sul fatto che questi almeno rispettano le regole formali più della maggior parte dei titolari. Tra avere un direttore di farmacia che è un dipendente di una multinazionale col livello appena più alto del mio o avere lì il padrone e la moglie isterica c’è comunque una grande differenza. Lo svantaggio della catena però è che se ti spostano ti possono spostare dall’altra parte della città, cambiandoti sostanzialmente i ritmi di vita

  • Luca says:

    Dopo 10 anni di onorato servizio in farmacia privata , a 1350 euro netti al mese ce l ho fatta!!!!!! Sono riuscito a cambiare lavoro , finalmente!!!!!! E poco importa se nel Tfr la mia titolare mi ha levato 4 mila euro per non aver dato 90 gg di preavviso ma solo 7. Il giorno in cui le ho detto ” ho trovato finalmente un lavoro gratificante almeno dal punto d vista economico quindi mi licenzio” è stato il giorno più bello della mia vita! Lei sapete cosa mi ha risp?” bene! Oggi aiuti il magazziniere fare le scadenze! Ed io ridendo” no cara le scadenze le fai fare a tuo figlio” posato il camice e me ne sono andato. Penso di averle restituito tutto….permessi non dati …ferie non date….ore di straordinario non retribuite….ve la faccio breve….ora lavoro come farmacista per un azienda che si occupa di monodose negli ospedali…..1900 euro netti in busta che diventano facilmente 2200 con repe notturne e straordinarie….ok non ho la 14ima ma amen ho buoni produzione a gennaio di 1000 euro. Ora finalmente c siamo! Vi auguro buona fortuna e in bocca al lupo.

    • redazioneblog says:

      In bocca al lupo anche a te, Luca! Ci sono tanti modi per migliorare le proprie condizioni di lavoro, uno è la contrattazione collettiva, un altro è costruirsi una carriera. Buon per te. Noi continuiamo a voler fare anche contrattazione collettiva. L’industria farmaceutica in cui sei andato a lavorare è un settore molto più sindacalizzato delle farmacie e si vede bene dalle differenti condizioni contrattuali.

  • Benedetta says:

    Ma che cosa promettente scoprire oggi che ci sono così tanti colleghi pronti alla mobilitazione attiva! Finalmente! Anche qui sul blog dei delegati della Filcams CGIL finora la maggior parte dei commentatori che lavorano nelle farmacie private a titolarità professionale considerava poco fattibile uno sciopero, invece sotto questo articolo e sotto il post su FB pare che con le ultime proposte datoriali finalmente si sia innescata una reazione per rivendicare tutti insieme la dignità del nostro lavoro.
    Era l’ora!!! #farmacistiorganizziamoci !
    Intanto per la riuscita dell’iniziativa pubblica, facendola più partecipata ed evidente possibile, e poi facendo crescere la condivisione tra tutti i colleghi per vedere se davvero la proposta di organizzare uno sciopero può avere i numeri per essere efficace. Non bastano dieci facinorosi sui social a essere indicativi sulla possibile riuscita di uno sciopero, ma comunque sono un indizio di clima. Bene così.

  • Daniele says:

    L’unico strumento in mano dei lavoratori per ottenere il rinnovo è lo sciopero.
    Non si fa? Allora dimentichiamoci il contratto

  • Paolo says:

    Leggendo il comunicato sindacale viene da rammaricarsi se non quasi da rassegnarsi… In realtà l’esito del confronto era già preannunciato da tempo e probabilmente questa fase di stallo durerà molto a lungo. L’unica soluzione per uscirne in tempi brevi sarà quella di assecondare le richieste di federfarma ( al ribasso naturalmente) ed ottenere in cambio quello che hanno da proporci (loro). Un monologo contrattuale!!! Se le cose dovessero andare diversamente, me lo auguro ma ci credo poco, i prossimi rinnovi contrattuali si trasformeranno in imprese epocali. Il problema non è nel rinnovo del contratto il vero stallo è nell’occupazione e nella prospettiva lavorativa del farmacista. Lavoriamo per aumentare i possibili ruoli che il farmacista potrebbe ricoprire ( educatore sanitario, farmacista nelle case di cura, nutrizionista e cosi via) e cerchiamo di contrastare questo binomio forzato farmacista-farmacia. In questo modo i titolari saranno in cerca di personale piuttosto che rifiutare manodopera lavorativa in eccedenza e saranno costretti a trattare bene i propri dipendenti per mantenerli nella loro impresa piuttosto che vederli fuggire verso situazioni lavorative più gratificanti. Il contratto lavorativo non sarà più il massimo dell’ambizione e delle tutele, ma il minimo da cui partire per ricevere di più.

    • redazioneblog says:

      Uno dei problemi del rinnovo del contratto è la situazione del mercato del lavoro dei farmacisti che ne peggiora anche la precarietà oltre che tenerne basse le retribuzioni, su questo siamo d’accordo con te. I sindacati si occupano prevalentemente di contrattazione con le associazioni datoriali, non hanno il potere di cambiare il contesto. Riguardo al riordino delle professioni sanitarie i farmacisti sono rappresentati dalla FOFI, che parla a nome dell’intera professione. Era anche stata presentata proprio dai vertici FOFI qualche anno fa una proposta di legge che proponeva di ampliare nella direzione che dici la spendibilità della figura del farmacista tentando di migliorare la proporzione tra domanda e offerta di lavoro all’interno della professione, ma è finita in un cassetto per quel che se ne sa.
      Riguardo invece al rinnovo del contratto, tra quello che Federfarma offre e quello che chiede ci sono tutte le distanze che l’articolo racconta e dopo sei anni dalla scadenza soluzioni al ribasso sono fortemente problematiche da immaginare.

  • Roberto says:

    Il tema è la flessibilità secondo Federfarma…cosa vogliono che ci trasferiamo direttamente con tutta la famiglia in farmacia notte e giorno….robe da matti… i

  • redazioneblog says:

    NOTA DI POLICY DELLA PAGINA
    I commenti contenenti insulti verso Federfarma verranno rimossi dal moderatore e non pubblicati, o pubblicati rimuovendo gli insulti.
    Questo è e deve rimanere uno spazio di discussione e uno strumento per fare rete e organizzarsi per migliorare le nostre condizioni di lavoro, non per sfogare istinti di pancia mascherati dietro un nickname. Chi ha voglia solo di postare insulti può andare a farlo con il proprio account FB sulla pagina di Federfarma e non sulla nostra, così ognuno si prende le proprie responsabilità in chiaro.
    Per quanto ci riguarda, continueremo a rimuovere nella premoderazione i commenti che non siano compatibili con una civile discussione e con le normative in materia di diffamazione online. Non è censura, è tutela legale di questo spazio.

    • ercole mammi says:

      non e’ un insulto bensi’ un complimento!
      piu’ flessibili di cosi’?!!!!!!!!!!!
      basta prese in giro!!!!
      Organizzate una protesta con 2 giorni di sciopero e poi vediamo cosa si verifica

      • redazioneblog says:

        Ci sono campagne sulla reputazione che fanno più male di uno sciopero, Ercole, a chi vive di percezione di qualità del servizio offerto. Le strutture sindacali insieme ai delegati che hanno partecipato al coordinamento intanto hanno deciso di organizzare un’iniziativa pubblica ma niente vieta a chi parteciperà di spingere per far dichiarare poi anche uno sciopero. Le mobilitazioni sindacali di solito sono progressive.
        P.s. sei uno di quelli dai cui post abbiamo dovuto rimuovere gli insulti, sì. e sai che erano insulti.

        • Ercole says:

          In cosa consisterebbe questa iniziativa pubblica?
          Immaginate quando all’apertura di farmacia al mattino il titolare si trova al banco da solo a dover affrontare la fila con dieci clienti (anziché stare seduto comodo per ore a fare la contabilità e amministrazione in ufficio) e i farmacisti a scioperare per i diritti cui spetta loro!
          Ma quale flessibilità e flessibilità????!!Non prendiamoci in giro!!Ma se si sta pure il sabato e la domenica e pure non remunerati perché costretti a recuperarli! Per non parlare di quando ci si ammala che bisogna prendere ferie e non malattia!!! Ma dove siamo!!!
          Ci vuole rispetto e non soltanto dal punto di vista della professione ma soprattutto a livello umano!! I doveri vanno rispettati e i diritti no???? Bisogna che Cossolo si occupi seriamente di questa cosa!! Titolari di Farmacia Mettete mano al portafogli se volete offrire alla clientela tremila servizi con personale oltretutto ridotto anziché far finta di nulla e remunerare i farmacisti con salari di dieci anni fa(quando i servizi erano la metà di quelli attuali)!!!!!!!

          • Ercole says:

            Per non parlare delle ferie, che vanno prese obbligatoriamente solo in estate e solo quindici giorni!!!!

          • redazioneblog says:

            Sul contratto nazionale però è scritto tutt’altro, Ercole. Di giorni di ferie ne hai 26 l’anno e ne scali 6 per ogni settimana che prendi. Quindi se fai solo due settimane di ferie estive te ne avanzano altre due abbondanti. Che fine fanno? Come sarebbe che prendi ferie quando sei malato? se vai dal medico e ti fai fare il certificato con invio all’Inps il titolare che ti fa? E’ inutile riscrivere le regole se poi dai la libertà al tuo titolare di derogarle completamente. DiVittorio, che organizzava sindacalmente i braccianti agricoli per la CGIL più di settant’anni fa, gli insegnava a rivendicare la propria dignità anche non togliendosi il cappello davanti al padrone. Se sei tu che gli svendi i tuoi diritti per quieto vivere, nessuno può cambiare da fuori questa situazione. E neanche il rinnovo contrattuale la cambierebbe in sè.

          • redazioneblog says:

            L’iniziativa pubblica è una proposta unitaria delle strutture sindacali nazionali, non abbiamo dettagli organizzativi, per ora. Appena sapremo, pubblicheremo.

  • ercole mammi says:

    Federfarma questo e’ puro sfruttamento!!!!! Ci state prendendo per il culo da anni a nostre spese! VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    SCIOPERIAMO!!!!!! SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAA

  • Anna says:

    Appoggio e condivido ogni richiesta e rivendicazione dei colleghi che lavorano in farmacia. Ricordo che molti colleghi lavorano in parafarmacia: anche di questi si ricordi il sindacato, specialmente quando sono esclusi anche da questo iniquo obsoleto sistema che è il contratto per farmacie, inquadrati in contratto al commercio , vergognosamente in livelli di gran lunga inferiori alla mansione svolta, che non tengono nemmeno conto dell’esborso per l’iscrizione all’albo e per l’enpaf.
    Occorre ricordarsi anche di coloro che lavorano per la GDO, spesso sfruttati oltre misura.
    Se fra colleghi purtroppo vige il livore e il senso di superiorità, ne prenda atto il sindacato e intervenga a favore di tutta la categoria.
    Anche un po’ alla volta.

    • redazioneblog says:

      Sì, parliamone! Abbiamo scritto un articolo di recente proprio sulle condizioni contrattuali di chi lavora nelle parafarmacie e il problema del livello di inquadramento. Però non conosciamo colleghi farmacisti che facciano attività sindacale nella GDO (giusto un paio nelle Coop, ma lì hanno un loro contratto nazionale che è già migliore di quello del commercio ed è stato anche rinnovato due giorni fa). E lì non valgono tutte le storie del titolare vicino e della paura. Se ci sono colleghi che sono disposti a impegnarsi in questo, ci piacerebbe molto saperlo, perchè ci possiamo aiutare a vicenda. La CGIL prova a ricordarsi di tutti, ma se partecipi riesce meglio. Non si può fare una battaglia al posto dei diretti interessati, il sindacato non è un’entità astratta che interviene dal cielo, è una cosa concreta che si fa collettivamente dal basso tutti insieme, anche un po’ alla volta. Tu lavori nella GDO, Anna?

  • Benedetta Mariani -Fiafant says:

    Il contratto di lavoro nelle farmacie private è scaduto da sei anni pieni. Avrebbe dovuto essere rinnovato due volte. Per anni Federfarma non ha neanche voluto sentirne parlare, con un’arroganza fuori dal comune. Con la nuova dirigenza invece la discussione sul rinnovo del contratto è stata aperta, ma tendenzialmente al ribasso.
    E da più di un anno va avanti faticosamente perchè di fatto chiedono molto di più di quanto siano disposti a dare.
    Questo è insultante per la professionalità che ci viene richiesta ogni giorno, e le competenze sempre aggiornate (a nostre spese), le responsabilità e l’attenzione, la pazienza, il sorriso. E le notti, e le domeniche, e i festivi. Fino a qualche anno fa solo per i turni di guardia, e allora ci stava, era il ruolo da professionista sanitario. Ora invece ci si chiede più flessibilità e meno permessi per farsi concorrenza sugli orari di apertura estesi senza aumentare il personale e pagando meno possibile le ore chieste in più nei periodi di picco di lavoro. E senza flessibilità, niente rinnovo del contratto. BASTA!
    Parliamone, ma parliamone forte, anche fuori, coi cittadini, rendiamo visibile questa vertenza contrattuale. Vogliamo il rinnovo del contratto ma vogliamo mantenere regole sull’orario che ci consentano anche di organizzare le nostre vite oltre il lavoro (la maggior parte dei farmacisti che lavorano in farmacia oltretutto sono donne), e vogliamo che quelle regole poi siano anche rispettate (ci sono ampi riscontri che non sia così dappertutto).
    A nome di Fiafant chiedo ai colleghi di organizzarsi, appena sarà pubblicata la data, per partecipare all’iniziativa pubblica che la Filcams sta costruendo con Fisascat e Uiltucs. Se vogliamo il rinnovo di quel contratto ora ci vuole partecipazione attiva, #farmacistiorganizziamoci !

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