26 novembre 2020

E’ il turno delle farmacie

Ieri è stata inviata unitariamente da Filcams CGIL,  Fisascat Cisl e UILtucs la lettera ai Ministri della Salute e del Lavoro, con richiesta d’incontro, sullo stallo dei rinnovi contrattuali delle farmacie.

Qui il link all’articolo che ne dà notizia oggi sul sito della CGIL Collettiva.it

I lavoratori dipendenti di questo settore e i sindacati che li rappresentano chiedono un segnale d’attenzione alle condizioni contrattuali e di sicurezza in cui abbiamo svolto e stiamo svolgendo tutto il lavoro così importante di questi mesi complicati, in cui le farmacie e chi ci lavora dentro hanno avuto un ruolo chiave nella tenuta della sanità territoriale e dell’assistenza ai cittadini, con un carico di lavoro enorme e contratti di lavoro inadeguati anche perchè non rinnovati da troppi anni.

Qui la lettera inviata oggi ai Ministri della Salute Roberto Speranza e alla Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo

Qui il link al comunicato stampa della Filcams CGIL

 

 

 

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8 commenti

  • Michele says:

    È stato firmato il rinnovo del Contratto collettivo nazionale dei lavoratori non medici della sanità privata.
    Dopo 14 anni di attesa, 100mila lavoratori avranno più garanzie e più diritti.
    Il rinnovo del contratto è stato sottoscritto da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl con le associazioni Aris e Aiop.
    L’incremento medio mensile è pari a 154 euro. Ma non saranno le associazioni datoriali a mettere mano al portafoglio.
    Il differenziale rispetto alla sanità pubblica sarà infatti colmato con i contributi delle regioni e dello Stato che si faranno carico per il 50% dell’aspetto economico del rinnovo.

    È chiaro?

    Perché noi farmacisti dipendenti non potremmo chiedere e ottenere altrettanto? Perché i nostri Datori non dovrebbero appoggiare questa soluzione, adottata per i dipendenti della sanità privata?

  • Andrea says:

    Secondo la circolare di ieri, pare che adesso possiamo fare il test sierologico. Questo ovviamente per valorizzare il nostro ruolo ed allinearlo a quello degli altri paesi europei. Dove però lo stipendio è molto più alto del nostro. Il nostro contratto resta ridicolo e fermo da 10 anni. Quello che viene intascato facendo il sierologico va al titolare, il rischio va al dipendente. E Cossolo continua a bloccare tutto, insistendo che sono in crisi. D’altra parte basta vedere cosa prende un titolare di una farmacia media e confrontarlo con quello che prende un dipendente medio, che non potrà mai aprirsi la sua farmacia, e si capisce subito chi è in crisi. Quando dobbiamo erogare nuove prestazioni siamo degli importanti professionisti sanitari, quando ci devono pagare siamo dei commessi.

  • Luca says:

    Ho smesso da un anno di leggere questo blog. Nel mentre ho cambiato lavoro . Dopo un anno speravo fosse cambiato qualcosa e invece nulla. Siamo sempre qui ad elemosinare soldi. Che schifo e che paese del cavolo

  • Luigi Alberto Galardi says:

    Direi che la richiesta d’incontro non ha avuto seguito.

  • cittadino italiano fruitore del servizio farmacie. mauro says:

    non basta la lettera ai ministri occorre mobilitare il personale dichiarandolo in stato di agitazione e di prepararlo allo sciopero.E’ inaudito che dopo 8 anni non si rinnova un contratto in un settore gia’ tanto delicato ma aggravato dal recente coronavirus. Fino ad adesso che si è fatto ?

    • redazioneblog says:

      Che dopo quasi 8 anni dalla scadenza del contratto questa situazione sia inaudita siamo d’accordo, sfondi una porta aperta.
      Fino ad adesso, dalla fine del 2017, si è fatta una trattativa di rinnovo difficile, Mauro, difficile per tanti motivi di contesto e per alcuni motivi sostanziali legati all’atteggiamento che tiene Federfarma, il sindacato dei titolari di farmacia, nel tavolo di contrattazione con noi sindacati di quelli che in farmacia ci lavorano (motivi sostanziali davvero, sulla direzione di questo rinnovo, che noi chiediamo acquisitiva di retribuzione e diritti, e loro continuano a proporre restitutiva di entrambi)
      Ma tu (che molto probabilmente non sei un cittadino ma un collega, per noi puoi scegliere di chiamarti anche Topolino quando commenti qui, ma…) tu sul serio pensi che i collaboratori di farmacia privata, che nella storia non hanno MAI aderito in percentuali significative a uno sciopero per il contratto (vedasi l’ultimo proclamato il 6 maggio 2016, contratto scaduto da 3 anni, Federfarma latitante dai tavoli, collaboratori ugualmente latitanti dalle piazze) aderiscano tutti a uno sciopero ORA durante la pandemia, mentre sono un servizio così essenziale per i cittadini? Non è facile scioperare quando lavori ogni giorno a fianco del tuo titolare, tanti colleghi hanno molte riserve su questo. I farmacisti delle farmacie comunali scioperano più serenamente perchè lavorano in aziende più grandi, non a conduzione familiare, ma comunque non ritengono sia il caso di proclamare scioperi in questa situazione. Anche per un sindacato poi, dal punto di vista di prendersi la responsabilità di dichiarare uno sciopero adesso, non sarebbe mica semplice. I cittadini non capirebbero. Non è il momento di interrompere il servizio, se davvero vogliamo ragionare come i professionisti sanitari che tanto predichiamo giustamente di essere.
      Si cerca visibilità per il nostro problema in altri modi, sulle difficoltà del nostro rinnovo contrattuale, compreso chiedere questo incontro ai Ministeri competenti, ma lo sciopero secondo noi non è il più adatto nè al settore nè al momento. I colleghi iscritti e quelli che nei diversi contesti partecipano alle nostre iniziative ci chiedono questo. Tu sei un collega? Sei iscritto alla CGIL? Hai partecipato alla discussione da qualche parte (coordinamenti, assemblee etc)?

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