20 novembre 2020

Fiafant a Farmacistapiù 2020, domenica mattina ore 9

Da venerdì a domenica si terrà (online , vista la situazione generale di questo 2020)  l’edizione annuale di Farmacistapiù, il convegno dove ogni anno le diverse componenti della professione si confrontano sul presente e sul futuro.

Quest’anno 2020 è stato per tutti noi complicato, e ricco di elementi di novità che come Associazione sentiamo il bisogno di affrontare col sindacato con cui collaboriamo da anni (la Filcams CGIL) e che ci rappresenta nelle trattative  coi sindacati dei titolari delle farmacie,        ma anche con un’associazione rappresentativa dei cittadini utenti delle farmacie (Federconsumatori) e con tutti i colleghi che vorranno connettersi al nostro piccolo convegno, domenica mattina alle 9.

Secondo noi non possono continuare a chiedere a chi lavora in farmacia nuove mansioni, tutte non caratteristiche della professione sanitaria per cui ci siamo laureati ma di altre (inoculare i vaccini, fare i test sierologici, fare i tamponi, tutte mansioni che in questo momento hanno un rischio maggiorato per l’operatore e prevedono un contatto ravvicinato e materiale col paziente che tipicamente non è nostro ambito),

senza che da nessuna parte, nè a livello territoriale nè nazionale,              ci siano Protocolli condivisi specifici per il settore tra datori di lavoro e lavoratori riguardo alla salute e sicurezza di chi lavora (classificati da Inail per le caratteristiche della mansione svolta “ad alto rischio” di contagio Covid già nel documento tecnico del mese di aprile),

senza che a nessun livello siano stati presi impegni cogenti e condivisi riguardo alla tutela della salute dei lavoratori (abbiamo visto protocolli regionali in cui il camice bianco purchè chiuso proteggerebbe dal rischio biologico mentre si fa il prelievo per il tampone, come se un camice bianco di cotone -non certo monouso- oltre che un simbolo professionale fosse un campo di forza di un’astronave di Star Trek),

senza rinnovo contrattuale dopo 5 anni (Assofarm) o addirittura quasi 8 (Federfarma ) dalla scadenza dei CCNL,

senza parlare di assicurazione sanitaria per noi (che la chiediamo da tre rinnovi) e senza che le aziende di cui siamo dipendenti si facciano carico neanche dell’assicurazione per la responsabilità civile/ rischio professionale (in Assofarm sì, in Federfarma no).

Non basta un corso di formazione, per quanto siano autorevoli i promotori, per abilitare un sistema a nuove mansioni serve discuterle ai tavoli preposti, in cui i lavoratori del settore hanno pieno titolo di pretendere il coinvolgimento, per trovare soluzioni che siano accettabili per tutti e quindi condivise, senza dimenticarsi di chi quelle mansioni nuove dovrebbe farle assumendosene tutti i rischi alle condizioni decise da altri.

Discuteremo questa nostra posizione con il nostro sindacato a cui chiediamo di continuare a rappresentarla, e con Federconsumatori per capire il punto di vista che potrebbero avere i cittadini utenti su queste ipotetiche novità.

Siamo professionisti sanitari e come tutti in questo momento complicato dobbiamo assicurare il nostro contributo alla tenuta del sistema sanitario territoriale, ma per quello che ci compete e in sicurezza, e prima possibile con il riconoscimento contrattuale di tutto il lavoro fatto in questi mesi con contratti nazionali scaduti da troppo tempo.

Ci vediamo domenica mattina a Farmacistapiù!

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