26 febbraio 2018

Flessibilità e contratto , intervista a Filcams su Farmacista 33

Venerdì è uscita su Farmacista 33 un’intervista (leggila qui in versione integrale) a Massimo Mensi, capodelegazione trattante della Filcams CGIL al tavolo del rinnovo del contratto Federfarma , con un approfondimento sulla discussione in atto.

Il 5 marzo la trattiva dovrebbe entrare nella fase negoziale, e sulle trasformazioni avvenute e in corso nelle farmacie dall’ultimo rinnovo sarà necessario trovare nuovi punti di equilibrio. La Filcams sottolinea come la latenza prolungata delle relazioni sindacali non abbia aiutato a risolvere gli elementi critici, e che alcuni fatti recenti come il licenziamento della delegata sindacale di PharmaNovara dimostrino come ci siano temi molto sensibili per entrambe le parti come il lavoro domenicale, e come nella mancata chiarezza ci sia chi prova a fare forzature della regolamentazione vigente.

Riguardo ai temi posti in trattativa (adeguamenti a variazioni normative/ gestione degli orari e flessibilità / welfare aziendale ) ci sono punti di vista che sono in partenza profondamente diversi tra sindacato dei datori di lavoro (Federfarma) e sindacati dei lavoratori (Filcams /Fisascat /Uiltucs). Sulla gestione della flessibilità Federfarma non ha presentato i dati di utilizzo dell’orario multiperiodale che i sindacati avevano chiesto per approfondire le criticità di gestione che l’associazione datoriale aveva dichiarato di avere.

Il sondaggio sulla flessibilità che la Filcams ha messo online dal nostro blog e i cui risultati vengono citati nell’intervista è stato quindi per noi uno strumento per far emergere nella discussione le storie e il punto di vista dei lavoratori sulla gestione della flessibilità dei loro orari . E ci sembra che al di là della distribuzione delle percentuali di risposta che ci pare riportino abbastanza fedelmente situazioni che ben conosciamo, citando Mensi “si evince che nella realtà il panorama della gestione della flessibilità degli orari nelle farmacie private è piuttosto articolato. Circa il 12% di chi ha risposto riferisce che la sua flessibilità è programmata nell’anno secondo il dettame contrattuale, un altro 15% invece riporta di svolgere al bisogno lavoro straordinario retribuito, mentre per il 16% l’orario rimane costante a 40 ore in tutte le settimane dell’anno. Il dato che risalta più evidente tuttavia è che il 51% si dichiari nella situazione di gestione più estrema della flessibilità, “faccio ore in più al bisogno con poco preavviso, e recupero quando decide il titolare”, elemento di cui non possiamo non tenere conto nella discussione “ , siano  interessanti anche le testimonianze raccontate nei commenti , che raccontano di farmacie sottoorganico, ferie non concesse, lavoratori a rischio di burnout per turni ripetutamente oltre il limite.

Il bisogno di riconoscimento professionale è anche bisogno di rispetto per le condizioni di lavoro. Con la liberalizzazione degli orari di apertura delle farmacie , gli orari di chi ci lavora hanno spesso subito un peggioramento netto, ma se nel commercio è un problema seppur grave di conciliazione tempi di vita e di lavoro e di incremento dello stress lavoro correlato, nelle farmacie diventa oltre a questo anche un problema di percentuali di errore di dispensazione del farmaco, che con la stanchezza dell’operatore rischiano di aumentare, con annessa responsabilità penale e civile che è personale anche oltre la 40 esima…. 45esima….. 48esima ora lavorata, e mette inutilmente a rischio la propria condizione professionale e la salute pubblica.

Secondo questa redazione ci potremmo cominciare a interrogare anche nei contesti professionali se far lavorare un collaboratore con turni come quelli raccontati dai colleghi nei commenti al nostro sondaggio non sia anche una violazione dell’articolo 18 del Codice Deontologico.

 

 

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2 commenti

  • Antonella says:

    La mia situazione è questa. Farmacia medio piccola in città con un titolare e due collaboratrici. L’ orario è comunicato alla sera per la mattina così come le aperture extra non previste dal calendario dei turni.
    I permessi vengono imposti. Attualmente in sotto organico a causa di malattia grave di una collaboratrice. Ignorata la possibilità di una sostituzione di malattia di 3 mesi. L’altra collega è costretta a straordinari senza riposo.

  • Benedetta-Fiafant says:

    Riguardo alla flessibilità, quello che ho visto raccontare nei commenti qui dai colleghi non è diverso da quello che ci raccontano quando chiedono in privato informazioni o tutela negli uffici Filcams . Ci sono titolari (purtroppo pare che non siano la maggioranza) che investono nello staff di collaboratori, farmacisti e non, che è la vera struttura portante del livello di servizio e di redditività di una farmacia. Investire nel personale significa organici adeguati e formazione. Invece tanti altri tendono a risparmiare proprio su questo, mentre magari rifanno gli scaffali dell’area espositiva, e per aprire tutte le domeniche spremono i collaboratori facendoli lavorare più di 50 ore a settimana, invece che pensare ad esempio ad assumere un giovane collega come apprendista (che come costo del lavoro con gli sgravi contributivi sarebbe molto conveniente pur guadagnando lo stipendio regolare) creando occupazione e rispettando la dignità del lavoro di tutti. Fiafant ritiene assolutamente plausibile il possibile richiamo all’articolo 18 del Codice Deontologico del farmacista, quando si fanno lavorare i collaboratori a certe condizioni.

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