26 Settembre 2021

Ma non è un contratto sanitario….

Disclaimer: per prevenire equivoci, il presente articolo e le opinioni in esso espresse sono una responsabilità che ci prendiamo come Redazione di Farmacie.blog, come contributo informativo ai colleghi che vogliono capirne di più per orientarsi nella discussione che in questi giorni ferve nei farmagruppi social, senza che questo rappresenti in alcun modo un posizionamento politico o un intervento nel dibattito attribuibile al sindacato di cui facciamo (sempre orgogliosamente) parte.

“Se non è il contratto sanitario non lo vogliamo” vediamo scritto su FB in questi giorni da parte di alcuni colleghi, e considerato il percorso tra tavolo di trattativa, le lettere ai Ministri della Salute e del Lavoro, le assemblee sindacali pubbliche online dopo cena, e le piazze torride di fine giugno (in cui c’eravamo noi che crediamo nella rappresentanza dei sindacati confederali a esporci) per strappare a Federfarma i punti di avanzamento che noi vediamo in questo rinnovo, ci sentiamo di dare un contributo di approfondimento che aiuti a chiarire un paio di punti che troppo spesso vediamo confusi ad arte, forse solo per superficialità o per la completa inesperienza nella contrattazione.

Il contesto normativo La legge sulla farmacia dei servizi, datata 2010, ha aperto molte possibilità a prestazioni sanitarie di prima istanza in farmacia, l’autoanalisi, la telemedicina, e durante la pandemia nell’emergenza sanitaria le nostre mansioni professionali sono state via via ampliate con interventi normativi successivi, dall’autoanalisi che non è più autoanalisi prevedendo ora un ruolo attivo del farmacista, ai prelievi coi tamponi nasali, all’inoculo dei vaccini anti Covid. La dispensazione del farmaco era già comunque un atto sanitario (vedi Codice Deontologico), così come il farmacista era già riconosciuto dalla legge a tutti gli effetti come professionista sanitario. Il tema che alcuni ora portano avanti è “il passaggio dal contratto del commercio a quello della sanità”, facendolo sembrare una faccenda molto semplice, che non si verifica per una presunta mancanza di volontà della rappresentanza sindacale confederale dei collaboratori. La farmacia eroga il servizio essenziale della dispensazione dei farmaci sul territorio, in Convenzione (scaduta da anni) con il SSN, ma la sua classificazione Ateco come attività economica è 47.73.10, “commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati”. Il farmacista dunque è un professionista sanitario che lavora in un negozio, per quanto specializzato, e manca un riferimento giuridico che classifichi la farmacia come struttura pienamente sanitaria. Il quadro normativo non è a disposizione delle parti al tavolo contrattuale. Il contratto comunque non è, non è mai stato e non sarà stavolta il “contratto del commercio”, è sempre e solo il contratto delle farmacie, che descrive pienamente queste strutture e chi ci lavora dentro, con un sindacato datoriale che rappresenta solo titolari di farmacie. Lo CNEL lo classifica tra i contratti del commercio solo per la classificazione Ateco del luogo di lavoro farmacia. Se l’evoluzione della farmacia italiana nei prossimi anni confermerà il ruolo strategico che le farmacie e i farmacisti hanno avuto nell’assistenza sanitaria sul territorio nel corso della pandemia, può darsi che il cambiamento di classificazione della farmacia sia alla portata, e di lì potrebbe discendere il cambiamento di classificazione del contratto di lavoro. Al momento comunque nessuna forza politica propone o porta avanti un cambiamento del quadro normativo in questa direzione.

La sanità, ma quale? Nell’ipotesi in cui la farmacia venisse classificata come struttura pienamente sanitaria, sarebbe comunque una struttura erogatrice di servizi, come sono già adesso gli studi medici, le cliniche odontoiatriche, i laboratori di analisi (tutti codici Ateco che iniziano con 86., il codice delle strutture sanitarie), e non una struttura con ricoveri (anche se qualcuno ci scherza, ogni volta che ci danno da fare un nuovo servizio, che “prima o poi ci faranno fare anche i ricoveri!”). Il contratto di lavoro della sanità privata, a cui alcuni guardano, ha come campo di applicazione le strutture di degenza e riabilitazione, cioè le cliniche, e l’inquadramento che ha il farmacista in quel contratto riguarda mansioni diverse da quelle che si fanno in una farmacia, più simili a quelle del farmacista ospedaliero, così come la struttura della retribuzione, le indennità, la gestione dei turni e degli orari. E’ anche utile ricordare che contratto della sanità privata (Aris/Aiop i sindacati datoriali) è stato rinnovato nel 2020 dopo 13 anni dall’ultimo rinnovo.

Ma quindi cosa cambierebbe col passaggio al contratto sanitario? Un contratto si fa tra le parti, e la parte che rappresenta i datori di lavoro nelle farmacie è e rimane Federfarma, non Aris o Aiop. Difficile immaginare che Federfarma accetti di applicare un contratto nazionale fatto da altri soggetti contrattuali che gestiscono strutture e staff completamente diversi, rinunciando alla propria autonomia. Se cambiasse la classificazione della farmacia in struttura erogatrice di servizi sanitari, sempre i titolari di farmacia ci dovrebbero pagare gli stipendi, e sempre con Federfarma andrebbe scritto il contratto nazionale di lavoro. E per firmare un accordo contrattuale non basta una piattaforma bellissima dove chiedere “tutto quello che ci meritiamo”, bisogna poi trovare mediazioni tra le parti che entrambe considerino accettabili, oltre che misurare quando necessario anche i rapporti di forza, che si concretizzano nella partecipazione attiva alle iniziative sindacali e non col numero di contatti su Facebook.

E quindi, ora? Ora le farmacie hanno avuto la remunerazione aggiuntiva per il 2021-2022, e anche su pressione del Ministero della Salute, più volte interpellato dai nostri sindacati, finalmente si è arrivati a concludere l’Ipotesi di accordo 2021/2024, che al di là del discusso

  • aumento tabellare (che comunque viene erogato tutto a inizio vigenza, per un aumento mensile di 80 euro, nel triennio 3600 euro, al livello base del collaboratore)

inserisce anche

  • il nuovo inquadramento Q2 per il collaboratore responsabile in autonomia di almeno un servizio o che coordina i servizi (7000 euro di aumento nel triennio, cioè 80+70 = 150 euro al mese),
  • i 2 euro per ogni vaccino come incentivo aggiuntivo alla paga oraria (che per la prima volta remunerano l’atto professionale),
  • l’assistenza sanitaria integrativa che colma una carenza del nostro welfare (Emapi copre solo i grandi interventi, giammai una visita specialistica, e comunque è solo per i farmacisti e non per tutti quelli che lavorano in farmacia),
  • i Comitati Covid e l’Osservatorio nazionale, che colmano un’altra lacuna sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Chi in questi giorni commenta “se non c’è il passaggio al contratto sanitario meglio nessun rinnovo” forse non si rende conto che si ripartirebbe dal medesimo contesto normativo, con la stessa controparte e senza avere niente di nuovo in mano, con un contratto scaduto nel 2013 e Federfarma che dichiarava “Vi diamo 80 euro di aumento in tutto, ma via le 40 ore di permessi, per tutti” (posizione che hanno mantenuto al tavolo fino a un paio di mesi fa).

Anche la FOFI si è interessata di questo tema riguardo al contratto, e rilevando il bisogno di riconoscimento espresso dai collaboratori ha dichiarato recentemente di aver commissionato ad alcuni giuslavoristi uno studio sulle possibilità di un eventuale passaggio a un contratto sanitario, comunque “nell’autonomia delle parti, e nella sostenibilità per le farmacie”, ma in vista di una contrattazione futura e non di quella attuale, considerata la complessità dell’eventuale percorso. Per ciò che riguarda questo rinnovo invece, dopo il presidio sindacale fatto il 23 giugno davanti a Montecitorio e ricevuto dal Presidente FOFI On.Mandelli, anche lui come il Ministro della Salute (sollecitato nuovamente dalle lettere dei Prefetti che avevano ricevuto gli altri presìdi) ha spinto sulle parti per una rapida e positiva conclusione della trattativa, coerente con l’attuale momento e le attuali possibilità di miglioramento delle condizioni di lavoro. Secondo noi, lo diciamo ancora una volta, questo rinnovo contrattuale va guardato con attenzione da noi collaboratori, per valutarlo con la testa e non con la pancia, e valorizzato per gli elementi nuovi che sono stati inseriti riguardo alla valorizzazione della professionalità che chiedevamo da anni (il livello Q2 e la prima remunerazione diretta di un atto professionale) e per gli strumenti contrattuali (Commissione inquadramenti e Comitati Covid/Osservatorio) che danno la possibilità di costruire in prospettiva, con un lavoro sindacale costante e operativo da ora al 2024 che richiede partecipazione attiva da parte di noi collaboratori, tramite i nostri sindacati che prendono parte a questi tavoli.

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48 commenti

  • Paola says:

    Risultare nel quadro q3 e rifiutarsi di erogare servizi (prenotazioni cup, autoanalisi attivazione tessera sanitaria ecc) nella farmacia in cui si lavora, si può mettere a rischio il proprio posto di lavoro?

  • FIRENZE-TOSCANA says:

    Ho dovuto chiamare l’ufficio che prepara le buste paga per alcuni chiarimenti.

    In merito alla qualifica Q2 mi è stato riferito che soltanto un collaboratore che lavora in una grande farmacia e che coordina il lavoro di altri 3 dipendenti ha ottenuto questa qualifica q2. Nessun altro, in attesa che siano definiti meglio i requisiti per il Q2.

    La mia domanda è questa: ridefinire meglio il quadro Q2 sarà completato con il prossimo rinnovo di contratto?

    Auguri di buone feste a tutti i farmacisti

    • redazioneblog says:

      No il Q2 esiste già in questo contratto ed è definito, poi nel prossimo potrebbe essere modificato dopo il lavoro della Commissione. Quello che dice quell’ufficio paghe è che hanno preso in considerazione solo il Q2 che fa il coordinatore dei servizi, e non quello che li fa in autonomia. Ci piace poco

  • Andrea says:

    Rispondo a Paola Toscana. E’ chiaro che l’ereditarietà di una concessione governativa, cioè il fatto che i titolari si passano di padre in figlio la farmacia, è alla base della situazione in cui versano i farmacisti dipendenti. In base a questa regola il figlio di un titolare che si laurea in 15 anni diventa il capo di un laureato con 110 e lode che però non avendo il papà con la farmacia non potrà mai mettersi in competizione con l’ereditiere, chiamiamolo così. Alla faccia della meritocrazia! La soluzione sarebbe o dare le farmacie a numero chiuso ai più bravi (con un regolare concorso come per tutte le altre concessioni statali), oppure liberalizzare le farmacie. Siccome però federfarma usa tutta la sua potenza per difendere i propri privilegi di casta, ai farmacisti dipendenti non resta che accettare lo stipendio ridicolo che si trovano e la prepotenza dei Cossolo di turno, semplicemente perché non possono fare altro. Il mio consiglio ai giovani, dopo più di 20 anni da dipendente, è quindi semplicemente questo: non studiate farmacia o ctf se non avete il papà con la farmacia.

  • Paola-Toscana says:

    Rispondo a Fede8811. Secondo me in ogni lavoro ci sono discussioni da affrontare, sia che si lavori in una farmacia privata che si lavori in una SSN.

    E ci sono due tipi di discussioni: quelle collettive democratiche sindacali, e quelle sul proprio posto di lavoro che sono individuali e più faticose perché possono creare attriti.

    A chi inizia il suo nuovo lavoro io invece consiglierei di chiedere, per esempio, se si fanno puntualmente delle riunioni per confrontarsi; così ha modo di capire se, prima o poi, potrà esprimere il suo parere.

    Secondo me la concessione governativa delle farmacie ai privati andrebbe rivista.

    • Andrea says:

      Vi chiedo come mai non sono le farmacie Comunali, che per statuto non devono persuguire un utile, ad aumentare in maniera significatica gli stupendi dei collaboratori. La risposta è che i bilanci non lo permettono, la farmacia ha perso tutti i farmaci innovativi e remunerativi e deve vivere per il 50 per cento sul parafarmaco profumi calze ecc.., questo per me rimane il principale problema del sistema. Non e colpa solo dei titolari, soprattutto dei piccoli rurali e delle urbane disagiate.

      • redazioneblog says:

        Il sistema ha subito vent’anni di tagli alla spesa sanitaria territoriale, non c’è dubbio. La dpc, la diretta, la genericazione per scadenza brevetti di tanti principi attivi molto usati. Ma negli stessi vent’anni ai farmacisti collaboratori è stato chiesto un aumento di mansioni, e un moltiplicarsi di competenze in direzione dei servizi. Con la pandemia poi! sierologici, tamponi, vaccini. Come il Governo ha riconosciuto alle farmacie il loro ruolo strategico durante la pandemia approvando la remunerazione aggiuntiva per il 2021 e 2022, altrettanto secondo noi vale per i collaboratori

  • Paola-Toscana says:

    Rispondo a Fede8811. Secondo me in ogni lavoro ci sono discussioni da affrontare, sia che si lavori in una farmacia privata che si lavori in una SSN.
    E ci sono due tipi di discussioni: quelle collettive democratiche sindacali, e quelle sul proprio posto di lavoro che sono individuali e più faticose perché possono creare attriti.
    Ad un giovane che inizi il suo nuovo lavoro consiglierei di capire se esiste in quella attività un vero lavoro di squadra. Per esempio può chiedere se si fanno puntualmente delle riunioni per confrontarsi.
    Mi è capitato con il mio ex-titolare di discutere su una preparazione: 0,5mg+0,5mg = 1mg.
    Giusto?
    Ebbene, lui urlava che invece doveva pesare 0,10mg. Non ce l’ho fatta a convincerlo. Ho dovuto desistere. Mi domando in tutta la sua vita che razza di preparazioni abbia fatto.
    Tanti nostri titolari di farmacia sono presuntuosi e non amano confrontarsi con nessuno.
    Mancano dei controlli più frequenti.

  • Fede8811 says:

    Con questa trattativa andata – a quanto pare – a “buon” fine, siamo di fronte all’ennesima beffa per i collaboratori di farmacia privata. Avrei preferito rimanesse in vigore il vecchio CCNL, perchè se questo è il risultato che siamo in grado di ottenere come categoria ci meritiamo 2€ lordi a vaccino somministrato, e io penso sia così: il sistema farmacia è marcio proprio per colpa di noi collaboratori, che siamo prontissimi a sbraitare su internet contro i titolari cattivi ma sempre pronti a obbedirgli senza fiatare, che ci lamentiamo delle sempre nuove incombenze amministrative che ci vengono appioppate salvo poi eseguirle regolarmente, che vendiamo profumi e smalti, che togliamo la polvere dagli scaffali, che facciamo “la mezzoretta” in più tutti i giorni per tenerci buono il titolare ecc.
    La verità è che il posto fisso (per chi ha la “fortuna” di averlo), con i nostri 1300-1400 € ci fa comodo, e non siamo disposti a metterlo in discussione nonostante le umiliazioni (come questo rinnovo ridicolo) che ogni giorno subiamo come professionisti. Quindi smettiamola di fare i pagliacci, oppure iniziamo a cambiare atteggiamento.
    Un consiglio per i colleghi più giovani, che non hanno famiglia e non sono “vincolati” al posto fisso: non date ascolto a chi vi dice di riunirvi, di “sindacalizzarvi”, nel sistema farmacia non serve a niente. E’ ampiamente dimostrato che ognuno bada al proprio orticello, che nessuno si esporrà mai per maggiori riconoscimenti/gratificazioni finchè si accontenta di passare scatolette e di vendere profumi per 1300€ al mese.
    E’ una questione soggettiva, è per questo che non può risolversi collettivamente.
    L’unica strada di miglioramento è quella individuale: fate sacrifici e prendete un master, una specializzazione, fate qualsiasi cosa per migliorare il vostro livello per ottenere forza agli occhi dei datore di lavoro, e fatela pesare. Perchè se saprete lavorare bene, e se ne sarete consapevoli, potrete rifiutarvi di fare vaccini e di pulire gli scaffali, perchè quello non è il vostro lavoro. Lo faranno gli altri al posto vostro, quelli che si accontentano di 2€ lordi. Specialmente nel nord italia (in particolare lombardia e soprattutto veneto), dove i collaboratori sono molto richiesti, avrete un grande potere di contrattazione. E almeno finchè siete giovani non rincorrete il posto fisso, una gabbia in cui vi ritroverete intrappolati a lamentarvi.
    Un’alternativa, che personalmente prediligo e che a costo di grandi sacrifici sto mettendo in pratica, è quella di abbandonare il relitto affondante della professione in farmacia privata, e di buttarsi in azienda, nel SSN o in qualsiasi altra parte dove certi rinnovi scandalosi come questo non sono la norma.
    Fate di tutto, ma non vi accontentate e agite per vostro conto, lasciando stare gli sbraiti decennali e inconcludenti dei colleghi.
    L’esito patetico di questa trattativa qualifica la nostra categoria professionale. Complimenti a tutti noi farmacisti.

    • redazioneblog says:

      Fede, il tuo individualismo cinico non ci pare proprio incoraggiante per i giovani colleghi. E comunque noi la pensiamo al contrario, vale la pena alzare la testa tutti insieme e provare a migliorare le condizioni collettive, perchè come dici anche tu la contrattazione individuale è facile se sei giovane, senza vincoli di famiglia e orari, magari con una specializzazione e disponibile a cambiare regione. Ma la vita professionale dura quarant’anni, per l’80% siamo donne e la libera professione a partita IVA o il lavoro di informatori scientifici dal punto di vista organizzativo non è alla portata di tutti e tutte.
      Gli sbraiti decennali sono stati inconcludenti magari anche perchè nonostante gli sbraiti l’attivismo sindacale e la capacità di fare rete o massa critica tra i collaboratori è sempre stata molto scarsa.
      Noi crediamo che la comunicazione online e l’adesione al sindacato confederale più grande, la CGIL, sia l’unica via praticabile per migliorare le condizioni collettive. Serve la partecipazione, #farmacistiorganizziamoci !

      • Fede8811 says:

        Ma perchè l’attivismo sindacale nella nostra categoria è scarso? Non sarà perchè ognuno bada a tenersi stretto il posticino senza far arrabbiare il capo? La sindacalizzazione in farmacia è pressoché impossibile per un motivo molto semplice e pratico: nella quasi totalità dei casi hai il titolare lì davanti, che lavora con te tutto il giorno, e che sarà lì pronto a sentire se ti lamenti, se cerchi di organizzarti con gli altri dipendenti. E’ infattibile, a meno di “metterselo contro” e quindi di mettere in gioco il posticino. Anzi, molti farmacisti nemmeno pretendano si rispettano i propri miseri diritti attuali, figurarsi lottare per acquisirne di nuovi!
        Quello che dite è un controsenso: parlate di vincoli di famiglia e orari, di indisponibilità a cambiare regione, di un lavoro a partita Iva che non è alla portata di tutti/e. In pratica dite che non è possibile mettersi in gioco, che per i vincoli (giustissimi) di famiglia ecc. non si può rischiare il posticino. Però allo stesso tempo dite #farmacistiorganizziamoci! Organizziamoci per far cosa? Per strappare rinnovi patetici che dureranno altri 15 anni, se va bene? In farmacia ognuno pensa per sè, come è sempre stato. Io dico che dobbiamo dirlo, per i colleghi più giovani.

      • Andrea says:

        Ho una farmacia rurale ma sono stato 15 anni collaboratore. Qui al nord non c è il problema del rinnovo del contratto, nel senso che non trovi nessuno per lo stipendio base, figuriamoci i permessi. Sono io che chiedo al collega quando posso lasciarlo solo e assentarmi. Idem chiedo a lui quando gli servono le ferie, io mi regolo di conseguenza. Lo stipendio fisso puo far comodo, essere titolari ha molte altre incombenze anche economiche non trascurabili. La maggior parte delle farmacie sono piccole imprese, non sono tutte in centro a Roma o Milano. Se si vuol guadagnare di piu bisogna spostarsi, in provincia di Venezia d estate danno piu di 30 euro l ora a partita iva, che con il forfettario non sono meno di 25 euro netti. Anche a me sarebbe piaciuto lavorare al sud, il sabato pomeriggio 15 min di auto ero al mare…

        • Fede8811 says:

          @Andrea sono d’accordo con te. Io sono pugliese ma ho lavorato in 5 regioni, tre delle quali settentrionali. Ho avuto la fortuna di avere titolari che, oltre a insegnarmi a lavorare, mi hanno permesso di “affacciarmi” sul mondo della gestione imprenditoriale della farmacia, con tutte le pratiche burocratiche, gli orari invivibili, le tasse e le altre spese da sostenere (che fanno drizzare i capelli solo a guardarle). Essere titolari di farmacia non è facile, e sotto tanti (troppi) punti di vista secondo me non conviene nemmeno. Tra le altre cose, so benissimo che aumentare gli stipendi ai collaboratori spesso è impossibile, proprio perchè come ricordavi parliamo quasi sempre di piccole aziende che tirano avanti solo perchè il titolare si spacca il fondoschiena per 18 ore al giorno. Non è colpa dei titolari se gli stipendi sono ridicoli per un dottore magistrale. Ma rimane comunque il fatto che gli stipendi sono ridicoli, e le incombenze molte, spesso poco attinenti al percorso di studi svolto. Come dicevo in un altro commento, è la professione del farmacista in farmacia che è un relitto che affonda, e non è colpa di nessuno.
          Anch’io penso che per crescere bisogna spostarsi molto, specie quando si è giovani e specie verso nord dove ahimè c’è tutta un’altra mentalità, non solo dei titolari ma anche dei collaboratori. In Veneto tantissimi farmacisti che ho conosciuto lavoravano frequentando al contempo master, corsi di perfezionamento e quant’altro, e pochissimi ambivano al posto fisso in farmacia. In Lombardia uguale. Questo crea posti di lavoro sempre vacanti, sfruttati da giovani farmacisti che iniziano il percorso. Indovinate invece in Puglia e in Abruzzo? Massima ambizione: l’indeterminato. Per ritrovarsi poi dopo pochi anni a fare i commessi sottopagati, con zero possibilità di carriera.

  • valeria says:

    Ciao,mi riferivo al livello Q2 che prenderà 70+80 euro…rispetto ad un direttore che ne prenderà 89…e magari fa vaccini e tamponi oltre a tutto il resto.

  • Valeria says:

    Scusate ma come mai per i Q1 cioè i direttori di farmacia è previsto un aumento di 89,97euro a fronte di 150 euro per i collaboratori?Il gap era già inconsistente prima,ora con questo rinnovo è ridicolo.Non credete che un direttore abbia qualche grattacapo in più e che questo valga un aumento degno di questo nome?

    • Andrea says:

      Magari fossero 150 euro, non saremmo qui a parlarne. Sono 80 euro lordi di aumento per i collaboratori. rispondo anche a Paola (6 ottobre): io lavoro in Veneto.

  • Andrea says:

    Scusate un attimo: gli 80 euro lordi (55 netti) non bastano neanche a coprire l’aumento delle bollette, riguardo ai vari passaggi q1 q2 e compagnia bella è chiaro che il padrone medio (non tutti, quello medio) ti dice “il tuo inquadramento resta uguale, fai quello che ti dico e se protesti ti mando a casa. E se vuoi fammi causa che così dopo lo dico a tutti gli altri titolari e non lavori più”. Resta il vergognoso furto di 9000 euro (80x14mesix8anni di ritardo) ad ogni dipendente. L’avessero fatto a un titolare avremmo assistito a scene da tragedia greca da parte di Cossolo e compagnia. Allora, capisco che è stato ottenuto questo anche perché la categoria nostra non può fare sciopero ed è pochissimo sindacalizzata, però non presentatelo come una vittoria. In realtà Cossolo ci ha bullizzati ancora, senza vergogna come al solito.

    • redazioneblog says:

      Lo proponiamo da anni qui #farmacistiorganizziamoci
      Comunque lavorare da professionisti significa anche farsi rispettare e far rispettare il proprio contratto.

    • Paola says:

      Nella nostra farmacia siamo in tre farmaciste ad erogare servizi per cui tutte e tre ci aspettiamo l’ inquadramento Q2.
      Quando riceveremo il cedolino dello stipendio di novembre, che per me sarà verso il 18 di dicembre, lo sapremo e in quella data ci riaggiorneremo e ci confronteremo su questo argomento.

      Tanto per parlare dei “padroni medi” come li hai chiamati te, l’ ultima volta che mi sono sentita dire, per una cosa deontologicamente scorretta, ASCOLTA! SE NON TI VA BENE QUELLA E’ LA PORTA, è successa più di due anni fa. Ed io ho ubbidito a questo invito. Non per cercare un nuovo posto di lavoro ma per andare ad un sindacato. La mia titolare questo lo sa.
      Per ora, lei e la sua mamma ultraottantenne, si stanno sforzando di essere deontologicamente più corrette ed io questo lo apprezzo.
      Anche questa non è una vittoria perché in questa farmacia ci sono ancora diverse cose da sistemare come ad esempio i bigliettini anonimi lasciati nell’armadietto di uno di noi.
      Queste lotte all’interno di queste farmacie private servono. Servono per noi stessi ma servono anche per gli altri.
      Serve per lasciare un segno a chi è più giovane di me. Di quest’ultima cosa ne sento profondamente la responsabilità.

      Adesso ti faccio una domanda: in quale regione d’Italia lavori?

      • Marco says:

        Paola pone una giusta questione. Il passaggio al livello Q2 per chi esegue ad esempio Tamponi e/o sierologici sarà automatico? O sarà vincolato ad una qualche ‘qualifica’? Per fare i Tamponi infatti che io sappia non vi sono corsi formativi

      • Marco says:

        In merito al passaggio al livello Q2, verranno richiesti dei ‘titoli’? Dato che per sierologici, Tamponi, Cup, spid e altri servizi vengono svolti senza una formazione specifica. O, dal momento in cui uno li fa, i passaggio sarà automatico?

        • redazioneblog says:

          Va riconosciuta una mansione, cioè quello che si fa. E’ buona norma che un sanitario abbia una formazione adeguata a fare bene quello che fa, ma non ci sono titoli specifici

  • Carmine Lamagna says:

    Domanda ma per il personale non laureato? E previsto l’aumento? Grazie.

    • redazioneblog says:

      Certo, l’aumento tabellare è per tutti, come in qualunque contratto. Per il farmacista collaboratore ci sono anche gli elementi economici del riconoscimento del q2 e dei vaccini, ma il rinnovo economico riguarda tutti quelli che lavorano in farmacia. Come ovviamente l’assistenza sanitaria

  • Paola says:

    Io questa ipotesi di contratto l’accetto.
    I miei 5 colleghi della farmacia in cui lavoro sono soddisfatti; loro non hanno mai partecipato agli incontri su zoom e neppure alla manifestazione davanti alla Prefettura svoltasi lo scorso giugno.
    Se venisse proclamato uno sciopero, come forma estrema di protesta, credo che parteciperei solo io.
    Uno sciopero poco rappresentato dalla nostra categoria, che risultato avrà?
    I numeri contano!
    Essere poco sindacalizzati, conta!
    I commenti che ho letto dal 15 settembre fino ad ora su questo blog sono pochissimi – meno di 100- rispetto ai circa 60000 addetti delle circa 18000 farmacie private: i numeri contano anche in questo caso!
    Occorrerebbe un sondaggio più accurato per capire se il malcontento per questo rinnovo fosse davvero preponderante.
    Il mio SI al rinnovo del contratto, comunque , vale per 6 perché io rappresento anche i miei colleghi.
    Mi viene da scrivere: “chi tace acconsente”.
    Però accetto volentieri tutti i commenti contrari al mio perché il prossimo rinnovo del contratto è alle porte: il 31 agosto 2024 non è così lontano.
    Ne abbiamo ancora tante di cose da chiedere a Federfarma!
    Io aspetto con trepidazione il rinnovo del contratto per i nostri colleghi con Assofarm, perché, siccome sono più sindacalizzati di noi, spero che i loro successi potranno essere, un giorno, anche i nostri.
    L’ipotesi di contratto che è stata raggiunta in questi giorni mi è sembrata, a volte, impossibile.
    Non cedere alla soppressione delle ore di permesso, è stata, a parer mio, faticosissima.
    Gli operatori ecologici, gli operai ecc. non hanno una controparte potente come Federfarma.
    Dobbiamo scovare una nuova forma di protesta, oltre allo sciopero, che sia visibile e infastidisca soprattutto i nostri titolari di farmacia, piuttosto che i cittadini.
    Io questo rinnovo di contratto lo accetto.

  • Fulvio says:

    Sono tutte strategie per farci credere che siamo qualificati, ma in cosa? Poi ente bilaterale, commissioni, ecc.
    Quello che interessa è che l’aumento deve essere in linea con quello del costo della vita. Dopo 8 anni le bollette, gli affitti,
    la benzina , la spesa e tutto più caro.
    Interessa che ci sia un maggiore incremento economico non i riconoscimenti sulla carta. Altro che Q1-2-3. Noi abbiamo più spese di 8 anni fa, più mansioni di lavoro, ma circa lo stesso stipendio.
    Piuttosto non si firma.

    • redazioneblog says:

      Caro Fulvio, che spammi questo commento sotto tutti gli articoli, come ti abbiamo risposto di là, con l’incremento del costo della vita, che ai tavoli contrattuali si misura con un parametro chiamato IPCA, avremmo preso 68 euro. In questi anni il tasso di inflazione è stato molto basso, non si calcola a sensazione ma lo fa l’ISTAT con parametri precisi.
      Q2 non è un riconoscimento sulla carta, prende 80+70 = 150 euro di incremento economico al mese, pari a 7000 euro nel corso della vigenza del contratto.
      E anche tutto il resto tipo l’assistenza sanitaria e la remunerazione incentivante per fare i vaccini noi lo vogliamo. E lo vogliono tanti colleghi

  • Alex says:

    Grazie della completa ed esaustiva spiegazione. Spero che saremo sempre di più ad imboccare la “strada in salita” della vignetta, in modo da arrivare più numerosi e compatti in cima alla “collina” del prossimo rinnovo del 2024. Non la ritengo una magra consolazione, ma un monito a migliorare il nostro approccio alle iniziative sindacali, per poter chiedere con maggior forza quello che riteniamo congruo alla nostra dignità professionale.

  • Roberto says:

    L’assistenza integrativa, penso che sia un ottima cosa per noi, un tassello importante che mancava.

  • sandro says:

    A leggere i commenti c’è da mettersi le mani nei capelli. I “colleghi” vogliono la moglie piena e la botte ubriaca, senza conoscere la situazione.
    Tutti a lamentarsi con i sindacati senza farne parte. Chi non è iscritto, ha già deciso di stare fuori dal processo decisionale. Prenda atto della sua scelta ed smetta di lamentarsi.

    E’ stato richiesto un adeguamento di salario alle mansioni? Si sta introducendo il livello Q2
    E’ stato richiesto un aumento? Saranno erogati 80€/mese

    “E la tantum??” Purtroppo bisogna giungere a compromessi, così funzionano le contrattazioni (visto che sono tutti così bravi che non lo sanno).

    Poi, sulla tantum, considerando la fenomenalità dei suddetti colleghi, sono sicuro che saranno in grado di farseli dare in modo autonomo dai propri titolari.

    • Michele says:

      “Chi non è iscritto, ha già deciso di stare fuori dal processo decisionale. Prenda atto della sua scelta ed smetta di lamentarsi.”
      Calma, non funziona proprio così.
      E a questo punto sarebbe anche interessante conoscere il numero di iscritti delle varie sigle.
      Se veramente questo numero è così esiguo come ci si lamenta qui, allora c’è un problema di rappresentatività. Se invece le deleghe sono in numero sufficiente a rappresentare tutti, anche chi non è iscritto al tavolo e magari dissente, allora dovrebbero essere sufficienti anche per fare pressione.

      • Anna says:

        Così gli altri possono continuare a stare su FB a scrivere a Babbo Natale e lamentarsi che non gli porta i regali che meritano

      • Maria Grazia says:

        E com’è che funziona allora? Lo sai che ci sono sindacati che sconsigliano le deleghe in busta paga ma non dicono ai loro iscritti che senza le stesse non si conta e che quindi non si può sedere al tavolo delle trattative? Contiamoci pure, ma contano gli iscritti ufficiali, con le deleghe e la rappresentatività ai tavoli le fanno quest’ultime.

      • sandro says:

        Michele caro, non è proprio così. Da che mondo è mondo si sa che i sindacati si siedono ai tavoli di contrattazione, sta ad ogni lavoratore prender parte attivamente al sindacato.
        Va da sè che il punto non è “quanti sono iscritti al sindacato, perchè se sono pochi non ci rappresentano e se sono tanti non vogliono fare le giuste pressioni” ma “chi non si iscrive al sindacato non si vuole far rappresentare, quindi non ha diritto di lamentarsi poi”.
        In sintesi: il sindacato rappresenta chi della categoria si vuol far rappresentare, di conseguenza chi è iscritto al sindacato ha il diritto di lamentarsi con i propri rappresentanti, non gli altri.

        Poi che la categoria ha problemi di rappresentatività, ce lo diciamo da anni – e le cose non cambiano.
        Da come scrivi, sono sicuro che avrai preso parte agli ultimi presidi. Dimmi, ti sembrava di aver visto tutti i colleghi in piazza? Nonostante la pubblicità social e le assemblee settimanali – anche per non iscritti!

        Sai quanti ne ho visti, negli ultimi anni, strumentalizzare o storpiare la parola “sindacato”, senza sapere nemmeno le basi contrattuali o come funziona la contrattazione? Magari convinti di parlare di condizioni di rinnovo con il ministero della Salute? Prendono di pancia il malessere dei colleghi e giocano con la loro “ignoranza”, portando avanti idee tanto belle (per alcuni) quanto impraticabili, se non dannose. E sai il risultato qual è? Perder credibilità davanti a federfarma; piaccia o no, è con loro che si devono fare i conti.

        A contorno di questo, non dimentichiamo i sindacati “autonomi” che si fanno vivi solo per proprio tornaconti e poi, nel momento delle battaglie, spariscono.

  • Stefano says:

    Il livello Q2 non lo daranno a nessuno o come sempre succede, chi si dà da fare non avrà nulla!! Gli 80 euro sono una miseria diciamo le cose come stanno !!

    • redazioneblog says:

      Se non ti danno il livello, non fare i servizi. Siamo tutti adulti, e pure laureati, se siamo a livello Q. A mansione corrisponde livello. No livello, no disponibilità a fare mansione.

  • Daniele says:

    State cercando di cambiare il piano della discussione eh furbacchioni per non parlare di quanto è una presa per il culo l’aumento di 80 euro lordi senza manco un euro di arretrati!
    Io me ne fotto di avere il contratto sanitario volesse Dio che ci dessero quello degli spazzini che beccano mediamente 1800 euro (buon per loro) esclusi straordinari.
    Parliamo di soldi, basta supercazzole.

    • redazioneblog says:

      La supercazzola del contratto sanitario invece ci pare popolarissima in questi giorni.
      p.s. gli spazzini sono dipendenti pubblici ben sindacalizzati.
      A noi gli stipendi li deve pagare Federfarma, e i rapporti di forza sono quelli che sono. Migliaia di leoni da tastiera e pochi nelle piazze a manifestare

  • Cristina+Marcoleoni says:

    In ogni caso la mancanza di una tantum ed un aumento di 80 euro non mi sembrano decoroso ed in ogni caso l’ introduzione di un nuovo livello non farà che discriminare colleghi che non verranno collocati a quel livello.

    • redazioneblog says:

      Eh sì, dare un livello in più a chi fa i servizi comporta che chi sta solo al banco non prenda quel livello. Differenti mansioni, differenti livelli non è discriminatorio, è un elemento di carriera interna. Chi fa più formazione e quindi poi cose più complesse, guadagnerà di più. Federfarma sul tabellare base non è mai stata disposta a dare di più di 80 euro. Abbiamo ottenuto che fossero tutti subito e non nel triennio.
      Con assemblee e piazze e lettere ai Ministeri competenti ci siamo conquistati tutto il resto che c’è nel rinnovo. In ogni caso, tu c’eri?

      • Michele says:

        “Con assemblee e piazze, ci siamo conquistati tutto il resto che c’è nel rinnovo. In ogni caso tu c’eri?”

        Tradotto:
        “I meriti di questa proposta sono i nostri, che siamo stati presenti, i demeriti sono i vostri, che siete stati assenti”.

        Non me ne vogliate, apprezzo sinceramente l’impegno di coloro ce l’hanno messo, virtuale e reale, ma io credo che IL merito, ovvero quello di arrivare quantomeno, ad oggi, ad un’ipotesi concreta, sia essenzialmente da attribuirsi all’accordo Stato-federfarma sulla nuova remunerazione.
        Era conditio sine qua non.

        • redazioneblog says:

          Puoi tradurre anche più semplice Michele, sempre che dall’italiano sia necessaria la traduzione: fossimo stati di più, e con meno confusione di attori diversi dai sindacati quanto alla rappresentanza, avrebbe potuto essere meglio.
          La remunerazione aggiuntiva ha sicuramente aiutato ad arrivare a meta, e l’interessamento del Ministero della Salute e di FOFI, ma la contrattazione si fa solo al tavolo. Tramite i sindacati. E sul tavolo si preme, quando necessario, tramite le iniziative sindacali, che infatti hanno sollecitato quell’interesse istituzionale.

        • Anna says:

          Invece chi ci ha messo l’impegno e la faccia partecipando al percorso per ottenere il rinnovo e ora vede i colleghi che non ci sono mai stati che si lamentano tanto del risultato …. non la prende tanto bene, sai?
          Tutti bravi a scrivere nei commenti FB la letterina a Babbo Natale con “quello che ci meritiamo”, ma non mi pare che Cossolo abbia barba bianca, panza e costume rosso. Non mi pare proprio !!!
          E quindi i rapporti di forza e le mobilitazioni contano. E lo snobismo che tanti colleghi hanno verso i sindacati veri lo scontiamo tutti. Quando lo capiranno avremo comunque perso un sacco di occasioni.

          • Michele says:

            Si ma qui forse a questo punto bisogna fare chiarezza riguardo a un aspetto di questa discussione inter nos:

            Guardate che nessuno se la sta prendendo contro i nostri sindacati e contro i nostri sindacalisti.
            Ribadiamo per bene che l’unico avversario comune, è la controparte.

            I commenti polemici, più o meno educati e più o meno attinenti, non sono un atto d’accusa verso i delegati.

            Però purtroppo stranamente il tono di questo blog, perlomeno nelle risposte ai commenti, risuona sempre come una sorta di autodifesa, che, quando entra nello specifico finisce per sembrare una sorta di assist a federfarma, quasi una sorta di tentativo di indorarci la pillola.

            Io invece da un blog di questo genere mi aspetterei un approccio più schietto, di questo tipo:
            “Ok colleghi, inutile nascondersi dietro un dito, abbiamo fatto il possibile con i pochi mezzi e i pochi uomini che siamo, l’accordo è quello che è, lo sappiamo, ma di più era impossibile, se la prossima volta ci darete una mano concreta otterremo di piu.”

            Invece ciò che da fastidio è questo continuo tentativo di farlo apparire quasi come una vittoria, quasi dando velatamente, metaforicamente, dei vigliacchi, degli ignoranti e dei poco accorti, a coloro che esprimono un giudizio negativo.

            Il giudizio negativo non è al singolo, che si è impegnato e che va ringraziato, ma all’ipotesi di rinnovo cui si è giunti, che ha soltanto pochi punti positivi. Non è comprensibile negarlo.

          • redazioneblog says:

            Non vi azzuffate, non qui, colleghi.
            Le opinioni sul rinnovo sono varie, a chi esprime parere contrario cerchiamo di spiegare i punti di avanzamento, e anche che con maggior partecipazione sindacale le cose potrebbero migliorare per tutti.
            Qualcuno difende il proprio impegno rispetto a chi non c’è mai stato se non a lamentarsi sui social, o difende l’operato dei sindacati, perchè i tuoi sembrano proprio attacchi, Michele, sì. Non fai altro da quando vieni qui, e sono anni.

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