26 gennaio 2018

SONDAGGIO: Parliamo di flessibilità, raccontaci la tua!

Il tuo orario settimanale:

View Results

Loading ... Loading ...
Tag: , , ,

46 commenti

  • Pharmaddicted says:

    Se solo avessi saputo che dopo 5 anni di laurea magistrale, il mio lavoro sarebbe stato il commesso non mi sarei mai laureato in farmacia. La laurea in Farmacia per i non titolari non ha motivo di esistere proprio, è impensabile dare delle nozioni accademiche totalmente astratte poi quando si va nel mondo del lavoro. Su 38 esami quanti ne servono? Farmacologia e tecniche e forse un po’ di botanica per la fitoterapia, il resto è inutile. Tutto questo sa di truffa autorizzata sia dallo stato che dalle università stesse, non si può frequentare il quinto anno della facoltà di farmacia ed assistere ad un seminario obbligatorio dove viene detto da professori che :
    1. Il lavoro scarseggia e se non sei proprietario fai il galoppino di qualche stronzo a destra e sinistra
    2. Farmacista ospedaliero peggio che andar di notte sono altri 5 anni e poi i concorsi sono bloccati soprattutto al sud
    3.insegnamento nelle scuole? Sappiamo quanto è difficile e che sacrificio ci deve essere ma ad ogni modo la laurea in farmacia ti permette di insegnare non in liceo ma fino istituto o tecnico o agrario materie come chimica, igiene, ecc..
    4. Il quadro sarà sempre più triste in quanto la crisi invadendo questo settore ha reso gli stipendi più bassi e senza speranza di carriera.

    Allora dopo tutto questo mi dite cazzo se è meglio il commesso da Zara che forse diventa responsabile del suo punto vendita dopo 5 anni oppure sta merda de laurea che non fa altro che farti sentire in gabbia, perché non devi far altro che piegarti alle regole del mercato vendendo Puttanate sempre per far fare i soldi a qualche rotto in culo.
    In tutto questo ci si mette pure l ordine che vuole obbligatoriamente un Contributo SOLIDARIETÀ per essere iscritto all albo. Ma chi cazzo vuole essere iscritto all albo? Dopo 5 anni di culo sui libri l unica cosa che fa sto minchia di ordine è darti una spilletta de merda che sembra tipo quelle fatte di cioccolato che si regalano alla befana, un inutile Bollino da auto con scritto che tu sei farmacista ( come se fosse un vanto!!!!), che io non espongo perché ridicolo, e auto eleggere i suoi componenti ogni anno.
    L unica via è per chi si sta laureando in farmacia… Scappare… L alternativa per chi ha già la laurea è prendersene un altra e fare un altra cosa… Per chi vuole morire farmacista c’è la morfina..

    • redazioneblog says:

      Pharmaddicted, e per chi vuole vivere farmacista? Facciamo qualcosa, facciamolo insieme! Noi crediamo che con determinazione e creando coesione tra i lavoratori del farmaco si possa organizzarsi per migliorare il riconoscimento del valore del nostro lavoro, non ci basta dire che la situazione non ci piace, ci interessa cambiarla. La morfina non ci si può mica autoprescrivere!

  • Doctor no says:

    Buongiorno, io lavoro 30 ore settimanali più gli straordinari quando fanno comodo, arrivando a circa 40 ore e piú alla settimana. Le ore in più pagate come straordinario. Sin qui non ci si dovrebbe lamentare se non per il fatto che quando si lavora in più lo stipendio si fa più basso di quello che è. Almeno una piccola soddisfazione economica arriverà mai secondo voi? È un brutto sogno o cosa?

    • redazioneblog says:

      Scusa ma se sei a 30 ore e prendi la maggiorazione del supplementare dalla 31esima e ne fai sempre più di 40, come fa lo stipendio a farsi più basso? Dovresti guadagnare più di un full time

      • Doctor no says:

        Non è molto difficile invece, al lordo si prende di più ovviamente, le tasse aumentano a dismisura invece, ad esempio se riesci ad arrivare a 1700 lo Stato si prende sui 400 euro di tasse…

        • redazioneblog says:

          Se guadagni 1700 euro lordi tra contributi INPS e tasse si superano i 400 euro anche per un full time. E’ la progressività delle imposte, chi guadagna meno paga anche un’ aliquota più bassa

  • ENRICO says:

    La flessibilità non esiste affatto, i titolari aprono in maniera selvaggia e non esiste assolutamente la possibilità per me di poter fare i turni dato che sono l’unico dipendente farmacista…..stipendio da miseria per il lavoro svolto e per le responsabilità della consegna del farmaci, ogni giorno due ore in più…che in una settimana si traducono in 12 ore di straordinario, vita privata azzerata e ferie solo nei mesi decisi dal titolare…..è bello poter aiutare il prossimo ma con queste teste ( dei titolari ) e in questa maniera anche il “Buon samaritano” avrebbe qualcosa da ridire. Cmq al di là di tutto sono sempre e solo i soldi che governano tutto, sempre più profitto richiesto sempre più sacrifici in nome del dio denaro e nel contempo la mission di baluardi della salute pubblica se ne va a farsi friggere….Buon lavoro sempre……

  • Cla says:

    Ancora più flessibilità? Io lavoro in una farmacia privata che è aperta sette giorni su sette, festivi compresi, dalle otto di mattina alle otto di sera. Il mio contratto prevede full time con turno spezzato, distribuito su 6 giorni con giorno libero variabile a seconda degli umori del titolare: sabati sempre lavorativi tutto il giorno, domeniche a casa quasi inesistenti, festivi sempre a lavoro. Lo straordinario non è richiesto spesso, ma non è pagato, viene fatto recuperare quando decide il capo. La ripartizione delle ore viene decisa di settimana in settimana e comunicata la domenica per il lunedì, in ogni caso può subire variazioni dell’ultimo minuto. I permessi non vengono concessi, ma smaltiti esclusivamente quando decide il capo, in genere con molto meno di una settimana di preavviso. Sulle ferie noi dipendenti abbiamo un pochino più di potere decisionale: una massimo due in genere le scegliamo per primi, ma non abbiamo mai l’ultima parola, due le sceglie il titolare ed è già tanto se te lo dice il giovedì per il lunedì dopo. Con ancora più flessibilità dove andremo a finire?

  • Patrizia says:

    Non sono una farmacista ma lavoro da 30 anni in farmacia. Volevo sottolineare la risposta del 3 febbraio da parte della redazione. Contiene alcuni spunti di riflessione veramente importanti e alcune frasi cardine: mettersi in gioco, tutti insieme, concetti base del rapporto di lavoro etc.
    Purtroppo in tutti questi anni di lavoro ho sentito e sento le lamentele dei colleghi ma non ho mai riscontrato la volontà di ridare dignità al lavoro svolto, chiaramente con spirito di corpo ed con una concertazione di intenti.
    ho l’ idea anch ‘ io che l ‘illusione di una effimera titolarità futura o l’appartenza alla categoria non aiuti a comprendere realmente quali sono i reali ruoli da assumere in rapporto di lavoro dignitoso. SIAmo e siete tanti (Laureati e non), dovremmo essere più attivi nel sindacato per poter avere voce in capitolo. Invece siamo sempre un numero esiguo di iscritti.

  • Paolo says:

    dal 2009 lavoro in una farmacia privata. ho cominciato con turni settimanali di 44-48 ore senza riposi settimanali e quando la farmacia era di turno con lavoro di 2 settimane consecutive. poi I titolari, nel 2012 hanno deciso che la spesa per il personale era eccessiva ed hanno ridotto l’orario a 30 ore settimanali (in verità ci hanno comunicato che doveva essere licenziato uno dei collaboratori, e noi dipendenti abbiamo proposto una riduzione d’orario per mantenere il posto di lavoro.

    Attuale distribuzione d’orario

    da settembre 2016 c’è stata un’altra riduzione d’orario a 22,5 ore settimanali con stravolgimento completo dell’orario. infatti il titolare ci ha comunicato che non era più possibile usufruire liberamente dei permessi ne era più possibile pagarli a causa dei bilanci aziendali. in pratica l’orario è ora compreso tra le 15 e18 ore settimanali e le ore mancanti vengono scaricate dai permessi; l’orario è organizzato con entrate ritardate (entrata alle 10 anziché alle 8.30) e mattine e pomeriggi a rotazione : per due settimane consecutive si lavora il pomeriggio( 16-19,30 o 16.30-20) e la settimana successiva si lavora di mattina (10-13). Ciò non permette di completare in nessun modo l’orario con altri impieghi e siamo sempre costretti in caso si impegni a cambi turno, non avendo ore di permesso a disposizione.

    Ferie

    dal 2013 la farmacia non pratica più la chiusura estiva. Due settimane di ferie vengono decise dal titolare, senza possibilità di concordarle e normalmente vengono imposte tra gennaio e febbraio con meno di una settimana di preavviso. Le restanti settimane vengono usufruite d’estate nel periodo luglio- agosto accordandoci tra colleghi ma il titolare decide per primo in quale periodo assentarsi. Nei periodi di ferie siamo costretti a coprire i turni dei colleghi in ferie con ulteriore stravolgimento degli orari. La situazione è disperata

  • Disperata says:

    Diciamo che la situazione è un po’ confusa. Siamo passati da 38 ore a 40, con la stessa paga. Una settimana di ferie all’anno in meno, niente più permessi retribuiti, niente più permessi per visita medica. Orario flessibile in base ai flussi, comunicato al giovedì per la settimana successiva. Lavoriamo 6 giorni su 7. Aperture selvagge e straordinarie, tanto non c’è differenza tra un festivo e un infrasettimanale. Il contratto applicato è in parte quello di Federfarma, non essendo il gruppo firmatario. Lo stipendio è da miseria. Non puoi organizzarti un fine settimana perché dobbiamo essere sempre aperti e hai voglia a coprire tutte quelle ore. Sempre in emergenza perché il personale è scarso. Costretti a rimanere soli con evidenti ripercussioni sulla sicurezza, ma tanto non ci sono i nostri capi dietro al banco nelle giornate buie e solitarie. Apriamo alle 8 chiudiamo alle 20, ma sempre con il sorriso. Peggio di così…
    Da precisare che nel momento di maggiore necessità siamo stati abbandonati da tutti, infatti avete perso quasi tutti gli iscritti, che già erano pochini.

    • redazioneblog says:

      Da quello che ci racconti ci pare di riconoscere le prassi e il clima delle aziende gestite da una certa multinazionale, che ha cambiato applicazione contrattuale qualche anno fa. Non ci dici in quale azienda del gruppo lavori tu, ma dove i lavoratori fanno sindacalmente resistenza collettiva invece che adeguarsi subendo, si insiste ancora a provarci a rivendicare contrattazione dell’organizzazione del lavoro con la RSU, e tutela della sicurezza degli operatori tramite il RLS, con l’impegno delle strutture sindacali territoriali a fianco dei delegati. Ci vogliono i delegati che siano disposti a farlo, anche, mica solo la struttura sindacale esterna. Nessuno conosce meglio di noi che lo viviamo quanto sia problematico in certi momenti e in certi contesti fare il delegato e prendere la parola a nome di tutti o di tanti per esprimere bisogni che l’azienda non vede. Ci sono aziende gestite anche da loro in cui questo ancora succede, ci si prova e si insiste, anche se l’atteggiamento aziendale è lo stesso, con una marcata volontà di spostare risorse economiche dalla retribuzione tabellare a quella di produttività (invece che applicare Assofarm come le altre partecipate, applicano il tabellare Federfarma e in più erogano un premio di produttività non contrattato ma unilaterale ). Ci pare che lo facciano per costringere i farmacisti che lavorano per loro ad aderire al modello “prodotto della settimana in promozione” . Ci dispiace che da voi abbiate sorriso e continuiate ad adeguarvi sorridendo a orari e modelli che vivete con disagio (o con la disperazione che traspare dal nickname che hai scelto ). Fortunatamente altrove c’è chi invece ancora non si rassegna e insiste. Siamo con loro. Insistiamo. Il capitale è già qui da anni a gestire le farmacie, e l’unica forma di tutela possibile della professionalità e delle nostre condizioni di lavoro ci sembra rimanga la via della contrattazione collettiva. Alcuni tavoli sono più difficili di altri, e alcune aziende più abili a fare pressione sui lavoratori o convincendoli della bontà del loro modello estremo o comunque dell’inutilità dell’organizzarsi per contrattarne quanto si riesce. Ma se si rinuncia a farlo, le nostre condizioni non miglioreranno mai spontaneamente. Anzi.

  • Marcello says:

    Il problema principale è che siamo sottopagati!!!! Solo questo.

  • Paolo says:

    Salve, personalmente vorrei far presente la mia situazione in merito alla reperibilità notturna. Il ccnl delle farmacie private prevede un 10% di extra in rapporto allo stipendio di fatto che il farmacista percepisce. Mi ritrovo a fare 8 notti al mese percependo un incremento di soli 120 euro netti. Il servizio che presto richiede non solo un dispendio in termini di tempo ma anche un ingente impegno psicologico che non permette un completo recupero di energie dopo una giornata di lavoro. Non sarebbe possibile migliorare questo aspetto anche in relazione ai colleghi farmacisti che prestano servizio all’interno della farmacia e che vedono riconosciuto il loro impegno con un compenso economico cospicuo? Se cio non fosse possibile perche la reperibilità non può essere considerata lavoro ( anche se recentemente una sentenza della corte europea sembrerebbe confermare la versione opposta) non si potrebbe prevedere un giorno di riposo ulteriore per garantire al dipendente che fa le notti di recuperare in modo ottimale? Grazie

  • Gennaro says:

    Lavoro in un comune di oltre 6000 abitanti e visto che il titolare non c’è mai praticamente mi ritrovo a fare il lavoro per due persone. Nel mese estivo si aggiungono anche gli abitanti di un paese vicino per cui il lavoro diventa impossibile da sostenere considerando che di sfiorano i 13000 abitanti e io sono sempre il solo farmacista al banco. La sera si arriva esausti, svuotati mentalmente, in più lo stipendio è a dir poco una miseria. Nessuna tutela e nessuna gratificazione per noi collaboratori che in sostanza mandiamo avanti il tutto. Il burnout è il minimo in una simile situazione.

  • bologna says:

    Sono circa 12 anni che lavoro in questa farmacia,,, le mie lamentele cadono nel vuoto, ogni tanto si litiga ma poi me le faccio passare. sono unico dipendente il titolare non c’è quasi mai, non pensiate che sia una piccola farmacia si trova in una zona turistica e qualche mese all’ anno stacco alle 23, nonostante tutto lui e’ una brava persona se non fosse per le ferie….. noi facciamo il lavoro piu bello del mondo ….anche se non siamo tutelati in niente…, stipendio basso ferie non pervenute, ecco a proposito quando mi va bene faccio 7-8 giorni di ferie all’ anno diciamo che mi sono a malincuore abituato , buona serata a tutti

    • redazioneblog says:

      Facciamo il lavoro più bello del mondo, ma come lo fai tu è logorante davvero. Le ferie , c’è scritto nella legge, servono al recupero psicofisico del lavoratore, sono un diritto a tutela della tua salute. Se d’estate la vostra è zona turistica , potete concordare che fai un viaggetto a febbraio! Se fai uno stacco adeguato, tornerai più carico e farai meglio il tuo lavoro, di cui già mi pare che il titolare da quel che racconti sia soddisfatto, sennò non ti lascerebbe così tanto tempo da solo. Non siamo tutelati? Non c’è tutela che tenga, quando non ci vogliamo tutelare: ti danno diritto a fruire delle tue ferie la legge europea, quella nazionale e il contratto di lavoro. I diritti non sono pretese o capricci. Ma a non esercitarli si indeboliscono. Hai abituato tu il tuo titolare a pensare che ti può dare solo una settimana di ferie l’anno e sistemare in qualche modo col commercialista la tua busta paga, mettendoci un po’ di soldi. Credi davvero che se tu avessi chiesto una settimana l’ anno di ferie in più (o se una volta tu avessi preso la varicella e mandato due settimane di certificato di malattia) il tuo titolare avrebbe potuto mandare via facilmente un collaboratore così bravo e fidato (tanto che lui possa permettersi da 12 anni di non esserci quasi mai) e ti avrebbe sostituito solo per questo con qualcun altro?

  • bologna says:

    Ancora piu flessibilita’….io lavoro 40 ore a settimana piu straordinari sabato o domenica,non programmati,cioe la sera prima…..ferie quasi non pervenute ho un arretrato ferie di circa 80 giorni.E ogni tanto quando il commercialista sgrida il mio titolare me li paga……

    • redazioneblog says:

      Quello che racconti è proprio quello che si dovrebbe evitare regolamentando meglio la flessibilità nel contratto. Ma se il tuo titolare non rispetta né leggi nazionali né leggi europee sulla sicurezza sul lavoro e tu glielo lasci fare, servirà a poco per cambiare le tue condizioni di lavoro regolamentare qualcosa nel contratto nazionale. Le ferie vanno godute per legge almeno per due settimane l’anno (e anche consecutive se il lavoratore lo chiede, pur non potendo decidere unilateralmente quali) dei 26 giorni a cui hai diritto da contratto, e già adesso per legge le ferie non si possono pagare in corso di rapporto di lavoro. Il commercialista forse non lo sgrida abbastanza o non gli ha spiegato bene che rischia sanzioni dall’Ispettorato del Lavoro. Ottanta giorni sono tre anni interi di ferie arretrate. Per quanto credi di poter andare avanti così?

  • Beppe says:

    Ciao a tutti. Sono un dipendente a tempo pieno di 37.5 ore a settimana, tranne quando abbiamo il turno che arrivo a 52.5 ore e questo avviene ogni 3 settimane, cioè 2 sabati e domenica liberi e poi il turno, non ho possibilità di essere sostituito la domenica e devo anche farmi tutti i rossi che entrano nella settimana di turno. Molti anni fa la farmacia chiudeva per ferie 4 settimane poi un disastro, non si chiude più, mi permettono di prendere 2 settimane e poi per ogni giorno che chiedo una tragedia. I ROL MAI DATI E PAGATI. Devo parlare con qualcuno se potrei ottenerli a fine rapporto o fare qualcos’altro.. Comunque è diventato veramente pesante.. Non saprei una soluzione giusta per risolvere i nostri problemi ma se riusciamo ad alzare le retribuzioni, alzare la percentuale dello straordinario, tipo: oltre le 40 ore settimanali dal 20 per cento al 30 e quello festivo dal 30 percento al cinquanta, i titolari ci penseranno due volte a farci lavorare cosi tanto.. Poi un’alta protebbe essere l’obbligo di prendere tutte le ferie senza piu potercele pagare..Con la flessibilità penso che bisogna avere forza lavoro se no sarà un’altra piaga di sfruttamento per chi è quasi solo.. E poi forza e coraggio.. bisogna lottare.. ciao a tutti.

    • redazioneblog says:

      Ciao Beppe, pare che la tua flessibilità sia programmata (anche se un po’ più flessibile delle regole vigenti), e immaginiamo che se ti lavori tutti i festivi rossi quando siete di turno, quelli ti vengano pagati a straordinario comunque. Invece ci incuriosisce quello che dici di ROL e ferie, perché sembra a parti invertite:
      i ROL se non te li danno e non te li pagano che fine fanno? Che totali residui degli anni precedenti riporta la tua busta paga? Non ci sono altri destini possibili per i ROL oltre che fruizione o il pagamento dei residui non goduti l’anno dopo la maturazione, non te li possono mica azzerare e basta;
      per ciò che riguarda le ferie invece il discorso è un po’ diverso, quelle non godute non sono monetizzabili se non alla fine del rapporto di lavoro, cioè già ora le dovresti prendere tutte, anche se non obbligatoriamente entro l’anno di maturazione (entro 24 mesi però sì!).
      Sì, ne dovresti parlare con qualcuno… noi per esempio ci hai incuriositi tantissimo su come compaiano nelle tue buste paga queste prassi particolari che emergono dal tuo racconto, quando vuoi parliamone 😉

      • Beppe says:

        Grazie per il chiarimento e la disponibilità 👍
        Visto le molte lamentele sul rispetto del contratto da parte dei titolari, commercialisti, ecc(tutto evidente nelle buste paga).. Sarebbe bene farglielo ricordare anche da parte del loro sindacato con qualche bella circolare.. ✌👋

        • redazioneblog says:

          Via via noi facciamo notare e correggere errori nelle buste paga di quelli che ci danno il mandato a farlo (il mandato non è un commento on line senza documentazione, è un atto formale). Quando le buste le fa l’associazione provinciale dei titolari per tutti, qualche volta dalla segnalazione su pochi casi individuali si capisce che bisogna discutere di un errore metodologico che applicano su tutti, e si può anche risolvere per tutti. Quando le fa il commercialista, di solito le fa per una sola farmacia e allora non si può che risolvere un problema individuale o di poche persone. Il loro sindacato (Federfarma) rappresenta loro, secondo te dovrebbe richiamarli a essere più precisi con una circolare? E che interesse ne avrebbe?

          • Beppe says:

            Non parlo di associazioni provinciali titolari..comunque visto che è un blog di discussione dei problemi che abbiamo noi dipendenti e voi vi sedete pure con federfarma nel tavolo delle trattative.. Si potrebbero spendere anche due parole sul rispetto del contratto..sopratutto sulle FERIE

          • redazioneblog says:

            Scusa se abbiamo capito male Beppe, ma se dici il “loro sindacato”, si intende Federfarma.
            La Filcams non si siede “con” Federfarma al tavolo delle trattative,
            ma si siede con la Fisascat e la Uiltucs “davanti a” Federfarma, siamo controparti .
            Per quello è stato messo online il sondaggio, per avere un dato statistico su come viene applicata la flessibilità e poterne parlare più approfonditamente riguardo a come funziona con i meccanismi attuali . Ma tanti dei colleghi che si lamentano nei gruppi Fb, mica poi vengono qui a compilarlo, il sondaggio…. e poi si lamentano di essere poco rappresentati. Riguardo alle ferie, il diritto a fruirle è già tutelato da tutte le leggi.

  • Claudio says:

    Ciao a tutti. Sono claudio dipendente farmacia privata di cernusco sul naviglio. Mediamente lavoro una settimana a 36 ore e quella successiva a 44 ore perche’ lavoro a tempo pieno a sabati alterni. Ogni settimana 4 ore consecutive di recupero.In ogni caso e’ tutto programmato. Qualora avessi bisogno mi posso assentare. Posso programmare le ferie in anticipo. Non piu’ di 2 settimane per volta.Posso programmare i Rol. La condizione e’ che mi alterni con una collega per garantire la copertura.

  • Elisabetta says:

    44 ore settimanali e basta

  • Daccia says:

    La mia situazione, anzi con un po’ di presunzione penso di parlare anche a nome dei miei colleghi, è alquanto ridicola: lavoriamo 6 giorni su 7 (solo perché la domenica siamo chiusi), orario spezzato che varia tipo 8:30 10:30 14/20 e che cambia in base agli umori dei titolari e non alle esigenze della farmacia, comunicato anche la sera precedente; non avendo neanche mezza giornata di riposo. Per non parlare di ferie o eventuali permessi che (se) accolti solo dopo urla e vari ripensamenti vengono confermati la sera precedente del giorno in questione. Insomma una serie di decisioni tutte contro qualsiasi diritto di ogni lavoratore, figurarsi per noi che, solo a parole, siamo considerati dei professionisti.
    Tralasciando logicamente la questione dello stipendio non perché meno importante ma perché talmente imbarazzante da non lasciare spazio a nessuna parola.
    Spero che chi ci dovrebbe rappresentare si batta per noi nelle sedi più opportune.
    Chiediamo solo alle istituzioni competenti di adeguarci agli standard europei.

    • redazioneblog says:

      Il quadro di come funziona l’organizzazione del lavoro nella farmacia in cui stai ce l’ hai fatto molto chiaro.
      Ci chiediamo solo quali siano le istituzioni competenti a cui ti appelli perché ci adeguino agli standard europei.

      • luca says:

        Ci rendiamo conto che tutti i farmacisti dipendenti sono scontenti?non ce ne è uno felice!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! che schifo. Daccia io sono nella tua stessa identica situazione.

        • redazioneblog says:

          Luca da ora in poi te lo chiederemo ogni volta che farai commenti di questa profondità argomentativa, visto che ne fai con una certa frequenza sotto tutti gli articoli: preso atto tutti del fatto che molti collaboratori di farmacia privata raccontano di vivere una situazione lavorativa particolarmente frustrante per motivazioni che vanno ampiamente oltre la retribuzione (e il sondaggio sulla flessibilità l’abbiamo proposto per far emergere questi aspetti, proprio perché ce ne rendiamo conto, e ce ne rendiamo conto perché in farmacia ci stiamo), quindi che vogliamo fare? (Il noi in questo caso comprende tutti gli scontenti della situazione attuale) Aspettiamo che ci salvino i supereroi? O le misteriose istituzioni competenti a cui si appella Daccia? Non ci sono istituzioni competenti a cui appellarsi perché intervengano da fuori. E’ la nostra partita. Il sindacato non è parte terza tra aziende e lavoratori, non è un’istituzione esterna, non è un tutor. E’ una associazione libera e partecipativa di lavoratori che si organizzano per contrattare condizioni collettive di lavoro migliori. Vista la convinzione con cui esprimi il malcontento, se ti vuoi impegnare in qualche modo per provare a cambiare la situazione insieme a noi, ti aspettiamo

          • Daccia says:

            Come possiamo partecipare?

          • redazioneblog says:

            In questo momento per esempio rispondendo al sondaggio, diffondendolo a catena nei gruppi di colleghi , facendo rispondere gli altri, facendo in modo che sia più rappresentativo possibile. Andando avanti, stay tuned. Via via che la trattativa si evolve (e in relazione a come si evolverà), ci saranno altre iniziative di coinvolgimento e probabilmente la FilcamsCGIL organizzerà anche occasioni di discussione. Nel frattempo quando volete o quando ne avrete bisogno, secondo noi l’iscrizione alla CGIL è sempre una buona idea per farle rappresentare meglio i propri bisogni individuali e collettivi, ma sappiamo che per chi non si è mai avvicinato al sindacato spesso quella di iscriversi è una decisione che matura nella partecipazione. Cominciare con un livello di partecipazione minima come rispondere a un sondaggio anonimo (ma se qualcuno volesse provare a giocarci sappiate che è fatto per bene, da ogni IP registra una sola risposta… siamo persone serie) è una via praticabile per qualunque collega.

  • diego says:

    disoccupato

  • farmacistainsoddisfatto says:

    Il mio è un contratto full time, ma sono ben lontano dalle 40 ore settimanali. Considerando le mezz’ore in più che faccio (mattina e sera) credo di lavorare almeno un’ora in più al giorno e quindi 6-7 ore in più alla settimana. Ovviamente non percependo alcuno straordinario.

  • Roberto says:

    Cosa dire siamo alle solite pagliacciate di federfarma che chiede ancora di più flessibilità a 360 gradi(mi riferisco alla stragrande mole di lavoro che continuiamo a fare… magazzino(resi, carico ordini diretti, carico giornalieri ecc) Cup ECG Holter autoanalisi ecc… flessibilità in entrata ed uscita ecc… In più cari colleghi ho lavorato per circa due anni e mezzo in una farmacia ( dove appena approvata le legge monti sulle liberalizzazione degli orari) mi chiesero ulteriore flessibilità arrivando a lavorare sabato domenica mattina e lunedì avendo come giorni di recupero liberi martedì e mercoledì… I miei rapporti interpersonali si erano azzerati completamente finché non ho detto basta… Un ulteriore mortificazione a fine
    mese con l arrivo della busta paga…. La domenica voleva 12.5.euro in più in busta… meno di un caffè al giorno…mi fermo qui.. ci sarebbe da parlare anche dei permessi che sulla carta deve essere il lavoratore a scegliere ma nei fatti è sempre il titolare a scegliere come e quando prenderli…

  • Maurizio says:

    Io faccio una media di 48 ore settimanali. Nella mia storia lavorativa ho sempre finito in anticipo (tra agosto e settembre) il monte ore annuo (250) di straordinario. Nel mese di agosto, causa carenza personale in ferie, sono arrivato a fare in una settimana 72,5 ore. Di quanta altra flessibilità hanno bisogno i titolari? Perchè non si parla del vero nodo della questione? E’ chiaro che con una retribuzione oraria netta di circa €8,50 conviene spremere il personale fino a farlo scoppiare. Mia madre è insegnante e percepisce €21,00 nette l’ora. Lavora 18 ore settimanali e se aggiungiamo scrutini, colloqui, ecc… potrà arrivare mediamente a 22-23 ore settimanali? Porta a casa uno stipendio simile al mio lavorando esattamente meno della metà. Io non dico di retribuire un farmacista con €21,00 nette l’ora, ma almeno con €15,00 come si addice a un professionista. Mia moglie mi chiede un aiuto in casa con una donna delle pulizie. La meno esosa che ho trovato mi chiede €9 l’ora. Io mi vergogno di prendere meno della mia donna delle pulizie. Facciamo da contratto 173 ore settimanali. Moltiplicate 8,50 fanno €1470,00 al mese. Tutto questo con 10 anni di anzianità. Se parliamo di un farmacista alle prime armi lo stipendio scende a €1200,00 circa. Immaginiamo di pagare 173 ore a €15 nette viene fuori circa €2600,00 che dopo dieci anni di lavoro mi sembra un compenso equo per un professionista che studia un percorso di studi duro e faticoso. Parliamo poi della retribuzione dello straordinario maggiorato solo di un 20%. E’ chiaro che in queste condizioni conviene far fare straordinario a bomba al personale. I metalmeccanici percepiscono per un ora di straordinario il 50% in più e sono operai (con tutto il rispetto che si possa dare a questa categoria), non hanno studiato, non hanno investito tempo e denaro per la loro formazione. Chiamiamo le cose col loro vero nome cari titolari. Non chiamateci colleghi (soprattutto alle porte delle elezioni collegiali durante le quali esce fuori tutto ciò che di più viscido e disgustoso un titolare possa essere), siamo schiavi o meglio capre da mungitura.

    • redazioneblog says:

      Gli operai metalmeccanici magari non hanno studiato, Maurizio, ma hanno capito molto tempo fa che per migliorare le loro condizioni alla catena di montaggio e le paghe orarie l’unico modo era chiederlo tutti insieme (investendoci anche quel po’ di denaro della tessera sindacale), e se il padrone non ascoltava uscire tutti insieme dalla fabbrica, perché il lavoro ha una dignità e di quella dignità il rispetto si pretende, anche mettendosi in gioco. Probabilmente studiare nella stessa facoltà e essere iscritti allo stesso Ordine dei titolari ostacola in noi farmacisti la comprensione di questi concetti base su come si fa a ottenere un diritto (e questo sentirsi un po’ uguali, colleghi, quando poi ogni giorno ci dimostra diversi incrementa pure la frustrazione). Il riconoscimento professionale e la conciliazione lavoro/vita sono i temi che poni e ne condividiamo l’urgenza. Come potremmo fare secondo te a ottenere di più nella trattativa coi titolari? Quale strumento di pressione potrebbero usare, a tappeto, i collaboratori? Parliamo anche di questo, che è il vero nodo della questione, che poi determina anche le tabelle retributive e quindi le paghe orarie che conosciamo tutti (comunque dai 9 euro l’ora alla colf solo perché la paghi a nero, Maurizio, perchè nel suo contratto nazionale la paga oraria sarebbe 5,70 lordi più 1,03 euro di contributi , la tua retribuzione oraria lorda invece è un po’ più di 12 euro 😉 ).

    • Valentina says:

      Ho un contratto di 20 ore settimanali 9/13 , circa una volta a settimana lavoro anche nel pomeriggio, due settimane di ferie in estate e per il resto dell’ anno guai a chiederle visto che lavoro part-time pur non essendo stata una mia scelta . Quando prendo una mattinata di permesso mi viene chiesto di recuperare il pomeriggio e ho accumulato tantissimi giorni di ferie e permessi mai pagati. Adesso il mio titolare sta vendendo la farmacia e mi vedo spuntare un neolaureato assunto a tempo pieno..non so che destino mi aspetta..

  • Coccinella says:

    Faccio sempre 41,5 ore settimanali distribuite su 6 giorni, 7,30h con orario spezzato da lunedì a venerdi e il sabato 4h, ovviamente le ore oltre le 40 sono pagate straordinarie.
    Purtroppo però niente flessibilità, se ho bisogno di qualcosa devo usare ferie e permessi!

  • Andrea Passaretta says:

    La flessibilità e disponibilità in un posto di lavoro come la farmacia privata è gioco forza …il problema è l’abuso …ma quando si affronterà il problema vero? Il nostro stipendio da colf! !!

  • Claudia chimisso says:

    La flessibilità oraria per noi delle farmacie comunali è una componente fissa.Devo dire che soprattutto ultimamente, nel tentativo di razionalizzare al meglio i nostri turni straordinari, in azienda si stanno incontrando notevoli difficoltà di interpretazione ed applicazione del contratto…sarebbe auspicabile che al prossimo rinnovo, oltre a mirare ad un necessario adeguamento retributivo, si punti anche ad una semplificazione dell’argomento flessibilità oraria e turni straordinari

    • redazioneblog says:

      Claudia ma le comunali per cui lavori applicano il contratto Assofarm come di norma ? La flessibilità dell’orario è scritta in modo diverso nei due contratti nazionali delle farmacie. Il sondaggio di questa settimana è fatto per capire come viene applicata la flessibilità dell’orario nelle farmacie Federfarma, perché al momento è un tema di quella trattativa nazionale di rinnovo in atto. Comunque nel CCNL Assofarm sull’orario si può anche fare contrattazione aziendale, potreste provare a chiarirlo in un accordo di secondo livello .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *