22 ottobre 2019

Trattativa del contratto delle farmacie private, 17 ottobre

Il  17 ottobre si è svolto a Roma, nella sede nazionale di Federfarma, un altro incontro di trattativa sul rinnovo del contratto nazionale delle Farmacie Private . La riunione si è svolta nuovamente a delegazioni ristrette, su richiesta del sindacato dei titolari di farmacia.

Per aggiornare tutti sul risultato della riunione e decidere insieme sulle prossime iniziative nel merito di quanto emerso, è stato fatta circolare subito dopo  la convocazione di un coordinamento dei delegati sindacali e delle strutture territoriali Filcams CGIL.

Il coordinamento sarà il giorno 5 novembre presso la sede della FILCAMS Nazionale e potrà essere seguito anche in videoconferenza dalle strutture territoriali impossibilitate a presenziare.

Invitiamo alla massima partecipazione. E’ importante discuterne insieme.

Qui l’articolo di Farmacista 33

 

 

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45 commenti

  • Luca says:

    Sante parole Daniele. Ho letto bene tutta la discussione sono pienamente d accordo con te. Purtroppo le tue parole rimarranno vane e buttate nel ”cesso”. Per 10 anni dipendente di farmaci privata quando parlavo di sciopero ai miei colleghi mi guardavano come se fossi venuto dallo spazio……se ci penso ora mi viene persino da ridere. Andate via cercate dell altro , imparate l inglese, io dopo 10 anni ho mandato a cagare la mia titolare( momento più bello della mia vita) ora lavoro per una multinazionale che si occupa di monodosi negli ospedali, con trasferte e bonus arrivo facile a 2200 netti al mese e la mia professione è finalmente riconosciuta.
    Vi auguro il meglio, ma senza lotta di classe non si fa nulla.

    • redazioneblog says:

      Luca, la lotta di classe va praticata ogni giorno, no proclamata e basta. Nel contesto che descrivi tu, cosa cambierebbe con la proclamazione di una giornata di sciopero?

    • Benedetta says:

      Luca, lavoravi ancora in farmacia il 6 maggio 2016, quando Federfarma non voleva ancora aprire la trattativa di rinnovo, a contratto scaduto da più di 3 anni? Fu proclamato unitariamente lo sciopero dei lavoratori delle farmacie, insieme a quelli di altri contratti che non venivano rinnovati. Lo hai fatto quello sciopero? Io c’ero, in piazza, insieme a troppo pochi altri. Dare lezioni (ai colleghi e al sindacato) è facile, mettersi in gioco meno.

  • Farmacista incavolata says:

    Concordo per lo sciopero ,non abbiamo scelta ,lo avevo proposto ma come al solito sindacati e colleghi non hanno preso in considerazione la proposta, dovrebbe fare più paura non arrivare alla fine del mese che scioperare per ottenere un aumento,io lavoro in un ‘altra farmacia ,oltre a lavorare 40
    Ore alla settimana nella farmacia ufficiale,non di sicuro per andare in ferie ,per pagare l’enpaf e l’ordine ,altra battaglia persa ,saremo condannati a pagare la doppia contribuzione ?? Con questi stipendi ? Con lo sciopero i titolari verrebbero a miti consigli ,quante volte la mia titolare si è assentata anche per una settimana,non mi ha neanche nominata direttrice ! Per risparmiare , ovviamente, non capisco perché dobbiamo sottostare a questi sleali comportamenti ,capisco anche i colleghi che lavorano nel sud di Italia e devono restituire parte della retribuzione per non perdere il posto di lavoro ,sembra di rivivere i tempi dell’industrializzazione , io sono arrabbiata ,lo sapete che le cassiere del supermercato hanno l’indennità di cassa ,così i cassieri delle banche ?? Non ho chiesto alle commesse dei negozi ,ma penso che anche loro abbiano l’indennità, la mia indennità speciale quadri è sempre la stessa da quando ne ho maturato il diritto ,una vera miseria ,quali argomentazioni mancano per pensare ad uno sciopero nazionale ???

    • Benedetta says:

      Scusa ma lo avevi proposto dove? E pensi davvero che i colleghi ricattabili quanto racconti (tanto da rendere parte dello stipendio) se la sentirebbero di aderire a uno sciopero? Anche tu del resto quando fai il facente funzione potresti fartelo pagare correttamente, o rifiutarti di farlo, perché non lo fai? Le regole scritte ci sono, prima ancora di cambiarle ci sarebbe da farsele applicare, per veder migliorare le retribuzioni. L’indennità di cassa sarebbe solo una fregatura, e comunque continuo a non capire come mai i farmacisti guardino così spesso alle condizioni di lavoro degli altri con invidia, invece che con solidarietà di classe lavoratrice con tante condizioni e destini in comune. Organizzarsi in un sindacato, meglio ancora tutti insieme in un sindacato confederale come la Cgil, serve a provare a migliorare queste condizioni facendosi forza l’uno con l’altro per far rispettare dappertutto le regole che ci sono nelle leggi e nei contratti, intanto che si contratta per ottenere regole migliori. Per far riuscire uno sciopero servirebbe la mobilitazione di tanti, fisica, in ogni città, fare assemblee, chiamare i colleghi a partecipare. Non vedo questa disponibilità in giro, cara collega Incavolata. Tu sì? Cominciamo dalla tua città invece che da quella di Daniele?

      • Alice says:

        Ma perché non cominciare da esercitare un po’ di conflitto quotidiano con il titolare per farvi pagare il dovuto? A che serve il rinnovo se tanto gli rendete lo stipendio o non vi fate pagare le maggiorazioni di adesso? Sei così incazzata che vuoi lo sciopero e intanto fai il direttore gratis? Ma che logica è?

      • Farmacista incavolata says:

        Proposto ovunque ,anche sul gruppo FB “farmacisti confrontiamoci ” ,mi piacerebbe poter dire alla mia titolare che mi rifiuto di fare il suo vice senza essere nominata direttrice ,mi direbbe che non lo fa ,l’unico modo è cambiare posto di lavoro per avere il medesimo risultato ,io sono per lo sciopero ,non aderisco a sigle sindacali , sarebbe inutile ,continuo a studiare tedesco e se ce la faccio la prossima estate emigro in Germania ,qui è tutto destinato agli extracomunitari ,verrò a fare solamente le vacanze in Italia ,il bel paese per chi non ci vive !

        • Benedetta says:

          Se ritieni che le proposte di mobilitazione si facciano validamente sui gruppi FB, che fare attività sindacale sia inutile come anche aderire a un sindacato, come anche chiedere alla titolare il rispetto di regole che già ci sono, la proclamazione di uno sciopero non servirebbe a cambiare la tua situazione. Fai bene a studiare tedesco. Anche in Norvegia i farmacisti stanno molto bene, e uno su 4 non è norvegese. E per il 70% sono sindacalizzati. La forza del sindacato la fanno i numeri, e il sindacato forte riesce a contrattare condizioni migliori per tutti. Imparerai all’estero. Buona fortuna

          • redazioneblog says:

            Farmacista incavolata, il sindacato sarà anche inutile ma stai sicura che la tua titolare è iscritta a Federfarma. Inutile è incavolarsi dei rapporti di forza se non si partecipa per far pesare la propria rappresentanza

  • nicola says:

    Buongiorno,
    l’unico modo per farsi ascoltare è scioperare ad oltranza ,uniti e compatti.
    Se saremo tutti in piazza chi aprira’ le Farmacie?
    Forse è utopia,ma credo sia l’unica strada per ottenere qualcosa.

  • Michele says:

    Danieluccio, ti faccio presente che non hai risposto a nessuno dei miei quesiti.
    Dato che hai così tanto da insegnare spiegaci un po’ come funziona da voi.

  • Farmacista incavolata says:

    Vorrei capire come partecipare all’incontro filcams in videoconferenza c’è un link ? grazie

  • Maurizio says:

    Grande Daniele concordo pienamente con ciò che dici. Ho sempre detto che siamo una categoria di cani che attendono cadere le briciole sotto la tavola del padrone. La soluzione? Non c’è. La mazzata finale la abbiamo avuta quando tutto è passato in mano ai capitali. Non so se a voi stia capitando, a me si. Sono passato dalla titolarità di un dottore, laureato, a quella della sua prole che per mera fortuna è riuscita a malapena a diplomarsi. Tale prole, che alla tenera età di 40 anni ha passato gli ultimi trenta a ballare la sera e svegliarsi a ora di pranzo l’indomani, si trova a gestire la mia vita di dipendente senza avere la benché minima idea di ciò che stia facendo. Io mi trovo ad eseguire ordini illogici di un figlio di papà, dopo 15 anni di esperienza senza avere la possibilità di ribattere. L’ultima frontiera del titolo di studio è stata buttata giù. Almeno i figli di papà della passata generazione di titolari, un minimo sforzo nel fare qualche esame all’università lo avevano sostenuto, se gli parlavi di aspirina, almeno per sentito dire, sapevano ciò di cui si parlava. Ora è la trionfante affermazione del: “io ho i soldi e tu no, tu sei il mio schiavo”. La nostra professione si è totalmente piegata al dio commercio. Siamo semplicemente commessi, non più collaboratori. La parola collaboratore prevedeva un rapporto di uguaglianza, almeno sulla carta, tra titolare e dipendente. Oggi sei un commesso perché il tuo titolare sta li solo per diritto di successione. La farmacia è quindi solamente un bene immobile come lo è un appartamento o un terreno. La cosa poi che mi manda su tutte le furie è sentire clienti, informatori o agenti di commercio che chiamano il figlio di papà “Dottore”. Io cosa ho studiato a fare? Bastava essere figlio di qualcuno per essere dottore, senza neanche lo sforzo di svegliarti la mattina del giorno dell’esame per farne uno l’anno e laurearti in 30 anni. La soluzione? Licenziarsi o farsi licenziare così recuperi un paio di anni di disoccupazione. Poi si pensa, andrò a raccogliere pomodori o consegnare giornali. Almeno li, chi mi comanda non si fa chiamare dottore e io non sono un collaboratore, ma uno schiavo, in un ambiente che lo da a vedere che esiste ancora la schiavitù, piuttosto che fare il finto collaboratore in un ambiente mascherato e falso.

  • Carmine says:

    Buongiorno vorrei sapere in merito all’ indennità quadri e riconosciuta anche ai maggazzinieri grazie.

    • redazioneblog says:

      L’indennità quadri è correlata alle responsabilità del farmacista. I magazzinieri non diventano quadri per anzianità di servizio, e quindi non gli spetta l’indennità

    • Carmine says:

      Grazie per la risposta comunque affinché non troviamo mezzi tipo sciopero come altri non otterremo mai niente mentre altre categorie tipo autobus ferrovie smaltimento rifiuti etc etc nonostante il loro stipendio sia molto più alto con tanti accessori in più a loro è stato rinnovato. Molto deluso

  • Antonella says:

    Non credo di poter scioperare. Ho ottimi rapporti con la mia titolare, e ho due figli. Vorrei guadagnare di più e vorrei avere la possibilità di mettere l’apparecchio ai denti dei figli a carico dell’assistenza sanitaria contrattuale, come ha fatto mia sorella che lavora in banca. Sono arrivata alla Filcams chiedendo informazioni per la mia seconda maternità, dopo l’ iscrizione mi sono fatta controllare le buste paga e verificato che non mi avevano aggiornato al +12 l’indennità quadri, mi hanno fatto riavere le differenze, ma la titolare quella volta non si è arrabbiata con me, ha dato la colpa a un errore del consulente del lavoro che fa i nostri stipendi e ha pagato senza fiatare. Ma per ottenere il rinnovo del contratto anche se lo vorrei poi non me la sentirei di scioperare!! Ho paura che magari su questo la mia titolare si indispettisca e poi mi metta in difficoltà con gli orari, coi bambini avere sempre lo stesso giorno e lo stesso pomeriggio libero ogni settimana è importante, e anche come si fanno i turni quando tocca alla farmacia.

    • Daniele says:

      Hai paura di scioperare e vuoi il rinnovo del contratto! Da dove esci si può sapere???? È per La gente come te che questa miserabile categoria si merita di morire di fame!!!
      Quando ti mancheranno i soldi per pagare le bollette consolati pensando al bel rapporto che hai con la tua titolare e buona fortuna.

      • Antonella says:

        Sono certa di meritare lo stesso il rinnovo del contratto e non la fame e la pellagra che mi auguri tu. Me lo merito tutti I giorni lavorando per la salute dei cittadini e per il cassetto della mia titolare, non dovrebbe essere necessario fare sciopero

        • redazioneblog says:

          Nessuno al momento da qui sta proponendo di fare sciopero, tranne Daniele che se la prende con tutti perché secondo lui sarebbe l’unico strumento risolutivo, e avrebbe una grande adesione tra i colleghi. Antonella testimonia il contrario, Benedetta l’ha sfidato a provare a cominciare a organizzarlo se ha il polso di una situazione reale tra i colleghi a lui più prossimi.
          Noi aspettiamo il coordinamento del 5 novembre per capire bene la situazione e confrontarci su come proseguire. I segnali non sono tanto buoni, #farmacistiorganizziamoci, ma non necessariamente per uno sciopero. Potremmo anche usare strumenti più fini

          • Daniele says:

            Mi ha sfidato tirando fuori la stupidaggine dello sciopero provinciale per il rinnovo di un contratto NAZIONALE….che sfida!
            illuminami su questi stumenti più fini ….quali sarebbero?
            Io un’idea ce l’avrei, perchè il tuo segretario nazionale quando va in televisione a sfoggiare la maglietta della salute invece di parlare contro il salario minimo o in favore dei porti aperti non inizia a fare il suo mestiere e parlare dei contratti scaduti?

          • redazioneblog says:

            Ne parla spesso dei contratti scaduti, e partecipa alle manifestazioni di chi rivendica i rinnovi, ma se non lo senti come anche tuo segretario magari sei tu che non hai presente tutti gli interventi e guardi solo quello che ti fa comodo. Cerca “Landini rinnovare contratti”, vedrai quante cose trovi. Ma se anche lo dicesse tutti i giorni, il contratto poi bisogna che lo firmi Federfarma

          • Benedetta says:

            Daniele, hai sostenuto tu sulla pagine Fb del blog che basterebbe che lo sciopero riuscisse in poche grandi città. Se nella tua pensi che riuscirebbe, ti dico proviamo, sono disposta a darvi una mano, magari inneschiamo una reazione a catena. Si possono fare anche più scioperi provinciali a sostegno di un rinnovo nazionale, perché no? Basta che riescano.

  • paolo says:

    confidiamo che ci sia un severo impegno per far si che lo stipendio medio di un farmacista collaboratore sia adeguato alle responsabilità ed alle ansie che egli stesso attraversa durante tutta la sua giornata lavorativa. ricordiamo che il farmacista può severamente, in caso di errore, compromettere la vita di un individuo. ragion per cui deve avere un emolumento rapportato quanto meno alla professionalità ed alla diligenza necessaria per adempiere con l’adeguato riconoscimento economico al proprio compito. lasciamo perdere le battaglie sulle ferie, permessi ed altro che difficilmente farebbero breccia sui datori di lavoro. ciò che avrebbero serie difficoltà a non riconoscere è il pagamento dello stipendio anche se alto. è impensabile che ad oggi lo stipendio medio di un farmacista sia quanto quello di un commesso, quanto quello di un operaio non qualificato di fabbrica (con tutto il rispetto necessario verso queste categorie per l’amor di Dio). per di più per svolgere la professione sono obbligatori il pagamento enpaf seppur al minimo pari ad euro 750,00 circa e l’ordine pari a 220,00 circa. dunque quasi uno stipendio per far cosa? semplicemente per lavorare come dipendente. assurdo! non mi risulta che l’operaio, il commesso, il dipendente pubblico debbano sostenere ulteriori spese per essere “lavoratori dipendenti”. occorre battersi sugli stipendi per un aumento forte e non misero nell’ordine dei 2000 euro netti mesili, solo in tal modo sci potrebbe essere soddisfazione tangibile per la categoria.

    • redazioneblog says:

      Ci auguriamo che tu parli anche del tuo di severo impegno, Paolo, perchè succeda qualcosa di anche vagamente somigliante a quello che dichiari di volere per essere soddisfatto dal rinnovo del contratto, e magari dicci anche come penseresti di fare. Babbo Natale non esiste e semmai non somiglia a Federfarma. La battaglia sui permessi, a proposito, la fanno i titolari: te ne vorrebbero dare molti meno nel nuovo contratto.
      Il rispetto per le altre categorie sarebbe rispettare il loro lavoro e le loro retribuzioni, non fare paragoni col malcelato snobismo del laureato che si sente sottoretribuito rispetto a chi per portare a casa gli stessi millecinquecento euro lavora sudando in un altoforno . Tanti laureati in questa Italia che non valorizza le professioni prendono stipendio peggiori dei nostri o lavorano senza contributi da parte del datore di lavoro (vedi gli avvocati, che chiedono una legge per poter diventare anche dipendenti e avere quelli che per molti di loro sono miraggi come retribuzione minima tabellare, contributi anche a carico del datore di lavoro, ferie pagate e malattia etc). Chiediamo con la Filcams a Federfarma un aumento plausibile delle retribuzioni di tutti quelli che lavorano in farmacia, con il riconoscimento delle mansioni più complesse e della formazione postuniversitaria, diritti più solidi su assistenza sanitaria e formazione Ecm, ma le disponibilità date finora da Federfarma al tavolo sono davvero molto scarse, con in cambio richieste pesanti sull’orario. Se tu conosci un modo per fargli cambiare quest’atteggiamento parliamone quando vuoi, e poi magari facciamolo insieme. Intanto con la CGIL tutta stiamo chiedendo anche al governo un taglio del cuneo fiscale sui redditi da lavoro dipendente per avvicinare di più il netto al lordo.

    • Daniele says:

      Gli operai non guadagnano come te ma di più…. e se lo meritano xké è gente che tira fuori i coglioni lotta e si fa rispettare!
      I 2000 netti di cui vaneggi come pensi di farteli dare dai proprietari? Sono proprio curioso.

  • daniele due says:

    Speriamo ci siano notizie positive dall’ultimo incontro del 17 ottobre.

  • Massimo says:

    Credo non ci sia nulla da commentare.
    La situazione parla da sé

    • redazioneblog says:

      Noi invece andremo al coordinamento perchè proprio quando la situazione è difficile c’è bisogno di ritrovarsi insieme e decidere che fare

      • Daniele says:

        L’unica cosa da fare è tirare fuori i coglioni e scioperare, la vostra lotta di classe fatta a colpi di incontri, convegni e seminari è un fallimento su tutta la linea che è servita solo all’associazione padronale dei farmacisti per procrastinare per anni ed anni il rinnovo continuando a pagare professionisti come commessi di discount!
        Detto ciò siete pregati dopo i tavoli di fare un comunicato nel quale rendete pubblico quello che vi siete detto perché pubblico deve essere, capisco che vi vergogniate delle vostra palese inconcludente, ma fatelo lo stesso!

        • redazioneblog says:

          La nostra lotta è fatta con gli strumenti di pressione che si possono usare in un settore dove troppi colleghi non partecipano mai a niente, ma intanto danno contro ai sindacati dei lavoratori (cioè chi porta al tavolo le nostre richieste) mentre regalano spesso ai loro datori di lavoro/padroni la possibilità di violare anche il contratto che c’è, aspettando che li salvino i supereroi. I coglioni non vanno tirati fuori dal sindacato per proclamare uno sciopero, andrebbero tirati fuori dai lavoratori per farlo. E invece tanti colleghi che vengono qui (o negli uffici della CGIL) a raccontare di ferie non date, indennità da richiedere, contratti violati dicono anche che loro non si possono mai esporre in alcun modo per paura delle ritorsioni del loro titolare. Poi ci sono una decina di leoni da tastiera come te che invocano lo sciopero, maledicendo chi non lo proclama (sei anche venuto a insultarci sulla pagina facebook). Hai visto la manifestazione contro enpaf? Migliaia di adesioni online e venti persone in piazza. Uno sciopero così sarebbe come prendere un boomerang nei denti, come effetto sulla trattativa. Riguardo a comunicare i contenuti dell’ultimo incontro, sarà quello che faremo quando la delegazione che ha partecipato alla ristretta ci informerà al coordinamento dei delegati del 5 novembre. Ai titolari sono sicuramente molto più utili quelli come te che sparano al bersaglio sbagliato, cioè noi colleghi che ci impegnamo nell’attività sindacale nel settore, che le tavole rotonde in cui andiamo a raccontare quello che vogliamo ottenere per migliorare le condizioni di lavoro di tutti.

          • Benedetta - Fiafant says:

            Daniele, tocca venire a risponderti anche qui sulle tavole rotonde e i convegni ?
            Noi facciamo quello un paio di volte all’anno, e facciamo attività sindacale tutti i giorni dove lavoriamo, e contrattazioni aziendali e tutela dei colleghi che si rivolgono a noi. Tu a parte insultare noi che fai? e insultare noi secondo te a chi giova, alla causa (che dovrebbe essere) comune del miglioramento delle nostre condizioni o al titolare che non ha voglia di rinnovarti il contratto?

          • Daniele says:

            Io insulti non ne vedo e so leggere abbastanza bene, dire che siete degli incapaci (nel trattare il rinnovo) non è un insulto ma un dato di fatto.
            Fare la vittima del feroce rossobruno per sviare il discorso è molto facile.

          • Benedetta- Fiafant says:

            Daniele caro, credo si parli degli insulti del 9 ottobre sulla pagina Facebook di questo blog, se sei quel Daniele a cui ho risposto io. Non sei nè feroce nè rossobruno, sei maleducato e inutilmente divisivo.
            E invece che contro il sindacato dei titolari che vorrebbe fare un rinnovo del contratto al massimo ribasso, te la prendi forte contro il nostro sindacato quando cerca di esercitare altre leve di pressione piuttosto che lo sciopero, e contro i colleghi e le colleghe che dicono che non se la sentirebbero di aderire a uno sciopero perchè lavorano in piccole farmacie col titolare sempre a un passo.
            In che città lavori? Se credi davvero nello sciopero prova a fare un sondaggio sulla effettiva volontà di adesione a un ipotetico sciopero per il contratto tra tutti i colleghi che conosci. Se i più ti dicono che lo farebbero davvero, chiamami, ti do fin d’ora disponibilità a venire a fare un’assemblea in questa enclave di sovversivi, e poi costringeremo insieme i nostri sindacati a proclamarlo. Uno sciopero si può proclamare anche provinciale, mica solo nazionale. Ah, io semmai mi rendessi conto che uno sciopero ha qualche probabilità di successo nella volontà dichiarata dai colleghi di aderire, avrei canali per convincere i sindacati a proclamarlo davvero perchè sono iscritta da dieci anni e faccio attività sindacale nella struttura della Filcams CGIL, conosco i colleghi che fanno altrettanto, ci impegnamo tutti i giorni in questo, ci siamo conquistati qualche credibilità sul campo, non solo con le tavole rotonde ma con gli accordi firmati e gli scioperi riusciti (nelle farmacie comunali e in quelle della multinazionale che è qui da vent’anni). Tu con gli insulti online arriveresti a poco. Se si vuole che il sindacato ci sia, si comincia a impegnarsi nel sindacato

        • Daniele says:

          Io non sono uno di quelli, le clausole del mio contratto vengono rispettate dalla prima all’ultima e voi mi state privando del mio diritto sancito dalla costituzione di scioperare perché se non lo proclamate voi io non lo posso fare!
          Per quanto riguarda la gente sempre pronta ad abbassare la testa davanti al sciur padrun merita di morire di fame…. di pellagra e io non li considero nemmeno esseri umani punto.

          • redazioneblog says:

            La lotta di classe se la vuoi fare deve essere di massa 😉

          • Michele says:

            Complimenti a Daniele se riesce realmente, come dice, ad ottenere il rispetto di tutte le clausole del CCNL.
            E dico senza ironia che sarebbe interessante sapere:
            1) in che tipo di farmacia lavora (privata? Società privata con direttore? Comunale? Ecc)
            2) se i diritti che gli vengono integralmente riconosciuti lo siano a prescindere da sue lotte, quindi grazie alla magnanimità della proprietà, oppure se si sia dovuto scontrare per farsi rispettare
            3) se anche i suoi colleghi collaboratori godano dello stesso trattamento
            4) cosa farebbe se a partire da domani gli venisse negato, che so, ad esempio il godimento/pagamento dei permessi (andrebbe all’ispettorato del lavoro o quali altre iniziative adotterebbe?).

            In ultima analisi, considerato anche il suo disprezzo per quei colleghi che “chinano la testa nei confronti del sciur padrun” vorrei sapere per quale motivo aspetta che lo sciopero venga proclamato ufficialmente dal sindacato, forse ignora che lo stipendio del farmacista dipendente sia, al di la dei minimi tabellari sindacali, assolutamente negoziabile, in aumento, tra dipendente e titolare? Se è così abile e determinato nel farsi rispettare non capisco come mai non riesca a farsi pagare quanto lui ritiene di meritare, e attenda la proclamazione dello sciopero nazionale.
            Ripeto: senza ironia.

          • Antonella says:

            Ecco, io credo che avere tutte le clausole del contratto rispettate sia una delle cose per cui serve il sindacato, per avere informazioni affidabili sui nostri diritti e come esercitarli. Io ora come ora mi faccio tutto il mese di ferie che mi spetta come è scritto nel contratto, e se ho bisogno di un permesso (esempio per portare i bimbi dal pediatra o stare a casa se sono malati) so come chiederlo. Tante volte non ci sentiamo tutelati perché non conosciamo le tutele che abbiamo.

          • redazioneblog says:

            L’informazione su diritti e doveri e come esercitarli è un pezzo importante anche secondo noi . Serve a poco rinnovare le regole del contratto se poi si lasciano al proprio titolare ampie discrezionalità nell’applicarle. Ci sono il diritto a due settimane di ferie continuate, i permessi per l’allattamento e per le malattie dei figli, le dimissioni per giusta causa, i permessi per le terapie salvavita, ma non conoscerli è come non averli

          • Daniele says:

            Michelino ascolta bene, il rispetto del contratto si ottiene tirando fuori i coglioni consapevoli del fatto che i proprietari non hanno strumenti di ritorsione concreti ma è una cosa che evidentemente tu non sei in grado di fare!
            Se ti fossi degnato di farti uno straccio di cultura sapresti che quel minimo di diritti sociali che ci sono rimasti sono stati conquistati in più di 100 anni di lotte operaie collettive dove ai lavoratori in sciopero veniva sparato addosso, come vedi avevano problemi ben diversi della tiratina d’orecchio del signor titolare.
            Se avessi dato una letta a qualche libro sapresti che il concetto chiave del pensiero politico di Marx( che se avesse letto sto blog avrebbe vomitato) è lavoratori di tutto il mondo unitevi non lavoratori andate uno per uno dal vostro capobottega con il cappello in mano a elemosinare qualche briciola, magari sapresti anche che per avere oggi quel diritto di sciopero che qui dentro viene tanto sfottuto dei sindacalisti veri sono stati torturati a morte durante il fascismo.
            Tutte queste cose dovrebbero spiegartele quei sindacalisti della mutua che bazzicano qua dentro, ma se ne guardano bene.
            Senza ironia: ficcati in una biblioteca e studia!

          • redazioneblog says:

            Daniele, figuriamoci se sfottiamo il diritto di sciopero. Ma va esercitato con saggezza e quando ce ne sono le condizioni, perché a tentare il passo più lungo della gamba si rischia di farsi molto male. Secondo noi al momento non ci sono le condizioni di consenso effettivo tra i colleghi che poi siano disposti a farlo. Se qualcuno vuole dimostrare il contrario, parliamone, ma allora sul serio. Organizza quell’assemblea che ti proponeva Benedetta, se invece che sparare ai sindacati hai voglia di premere per il rinnovo

    • Roberto says:

      Concordo!!!!!

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