02 novembre 2018

Trattativa Federfarma, nessun passo avanti

Nell’incontro del 15 ottobre scorso tra Federfarma e Filcams / Fisascat/ Uiltucs, svoltosi come annunciato, si sono registrate ancora forti distanze sui temi chiave di questa trattativa di rinnovo, nonostante i mesi trascorsi dall’ultimo incontro.

Pur nella comune volontà di rinnovare gli strumenti contrattuali per adeguarli al contesto normativo cambiato, la cristallizzazione della posizione datoriale non lascia presagire una positiva conclusione in tempi brevi. Le Organizzazioni Sindacali  hanno nuovamente sottolineato come ci sia bisogno di valorizzare maggiormente il lavoro e le professionalità in farmacia e di consolidarne i diritti, e che i quasi 6 anni trascorsi dalla scadenza del contratto (!) rendono questo bisogno quanto mai urgente e imprescindibile.

La Filcams a sostegno del rinnovo contrattuale già all’ultimo coordinamento ha preso in considerazione l’ipotesi di organizzare un evento pubblico sul lavoro in farmacia e sulle criticità della sua valorizzazione, che non progredisce da troppo tempo nonostante i cambiamenti del settore richiedano agli operatori sempre maggiori responsabilità e un costante aggiornamento delle competenze, e che i servizi alla salute svolti dalle farmacie facciano parte a pieno titolo del servizio sanitario a cittadini sempre più bisognosi di prossimità sul territorio, anche a fronte del costante incremento della popolazione anziana con cronicità da gestire.

 

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25 commenti

  • Piero says:

    Buongiorno redazione. E’ possibile conoscere i punti sui quali si discute con la controparte da sei anni senza venirne a capo,più che altro sento parlare di richiesta di più flessibilità ma ci sono anche altri punti?Potete elencarli, scusate la mia ignoranza,grazie.

    • redazioneblog says:

      Buongiorno Piero, sei un commentatore costante quindi gli articoli li avrai letti… comunque la trattativa di rinnovo è in atto da poco più di un anno, non è cominciata alla scadenza del contratto, anzi.
      Nei cinque anni precedenti (febbraio 2013- settembre 2017) Federfarma si rifiutava di aprire il tavolo e il Ministro del Lavoro di intervenire, nonostante due richieste unitarie al Ministro da parte dei nostri sindacati. La richiesta che ci fanno di maggior flessibilità degli orari è fortemente problematica secondo noi. Gli altri punti che riteniamo cruciali sono un incremento dignitoso delle retribuzioni tabellari, l’assistenza sanitaria integrativa che chiediamo da un decennio, la formazione.

  • Piero says:

    Buongiorno.Nel mio paese c’e’ la CGIL, e nel 2006 circa,mi sembra di ricordare,io e i miei colleghi organizzammo uno sciopero a singhiozzo nella farmacia in cui lavoriamo e io contattai la CGIL mi iscrissi ,lasciai 50 euro, e rimanemmo d’accordo che in occasioni di scioperi mi avvisassero.Forse una settimana dopo seppi da altre fonti di uno sciopero avvenuto tre giorni prima…..

    • redazioneblog says:

      Buongiorno Piero. Ci pare tutto molto strano in quello che racconti . Come avete fatto a proclamare uno sciopero da soli? La legge sui servizi pubblici essenziali era già in vigore. E pur essendo disposto a fare sciopero ti eri iscritto pagando in contanti, senza delega in busta paga? Comunque sono passati quasi 15 anni, tanto lavoro è stato fatto da allora sulla rappresentanza del lavoro professionale in CGIL, e tanti canali di comunicazione sono nati nel frattempo, potresti riprovare. Chiunque abbia voglia di impegnarsi è il benvenuto.

  • franco says:

    Piero ha ragione.Se non c’é complotto poco ci manca.Se é vero che l’annuncio é stato annunciato da Federfarma perché voi di “farmacie.blog”non l’avete menzionato visto che di rinnovo del ccnl farmacisti se ne parla da molto? E poi come mai si fanno questi incontri in “ristretta”?Dobbiamo aspettarci una trombata?

    • redazioneblog says:

      In tutte le trattative contrattuali ci sono momenti diversi e gli incontri non sono tutti uguali. E come puoi leggere nell’articolo la ristretta l’ha chiesta il sindacato dei datori di lavoro cioè Federfarma. Le cronache dalla trattativa per informare i lavoratori oltretutto le facciamo solo noi usando fonti della Filcams, rinfacciare proprio qui che nascondiamo complotti è surreale. Se ti pare che su farmacie.blog non si dica abbastanza, puoi cercare nei siti dove auspicano qualunque risultato senza partecipare alla trattativa. Magari ci trovi anche il complotto che cerchi

  • Piero says:

    Vorrei chiedere a come ha fatto a sapere dell’incontro dell’incontro dell’8 gennaio.Io non lo sapevo fino ad oggi nonostante quotidianamente ricerchi notizie .Anche a Benedetta e’ sfuggito che nel mio commento del 27 dicembre non ero al corrente della notizia.

    • redazioneblog says:

      Buongiorno Piero. La notizia che l’8 gennaio ci sarebbe stato un incontro in ristretta per fare il punto era stata data da Federfarma il 20 dicembre al Consiglio di Presidenza, ed era uscita su Farmacista33 . Non c’è complotto

  • Matteo says:

    Non si sa niente dell incontro di oggi???

  • Piero Piroddi says:

    Sono il Piero del ” piero e franco ” del 1 DICEMBRE 2018; dice Benedetta della Fiafant che la chiave è essere disposti a partecipare a uno sciopero, certo ma il problema è la drammatica assenza di contatto tra di noi siamo ”dispersi in tante farmacie e veniamo a sapere di uno sciopero ,di una iniziativa,di una manifestazione quando essa e’ già avvenuta e naturalmente con scarsa partecipazione. Si Benedetta non siamo abituati a frequentare Sindacati, abbiamo paura ECC. ECC. Ebbene come si può fare a organizzare una risposta corale e collettiva dei farmacisti non titolari ? Io propongo una SEGRETERIA NAZIONALE DEI FARMACISTI NON TITOLARI,presso la FOFI scindendo l’albo in albo dei titolari e albo non titolari .TUTTI paghiamo annualmente IL CONTRIBUTO ALL’ORDINE (CON QUOTA FOFI).Bene se l’anno prossimo (2019) contestualmente al bollettino di pagamento ogni COLLEGA NON TITOLARE ricevesse anche l’annuncio che presso FOFI c’e’ finalmente’ UNA SEGRETERIA esclusiva PER NOI alla quale ci possiamo rivolgere senza dipendere da altri e CHE CI POSSA CONTATTARE QUANDO VUOLE, sarebbe un bel punto di partenza.E’ una proposta ,chi la condivide tra voi che leggete (PASSATE PAROLA TRA I COLLEGHI che conoscete) perda 10 minuti e se ha una proposta la faccia ma a me basta che dica ” ci sto”e se in molti scriviamo alla fofi rivendicando la nostra esigenza di avere una giusta considerazione (non siamo forse in maggioranza?),una giusta rappresentazione per poterci contattare e essere contattati.Aspetto proposte,consensi comunque commenti ma facciamo qualcosa muoviamoci,anche un altro anno e’ passato,anzi nell’ultimo incontro non si fissa neanche un prossimo incontro nonostante l’improcrastinabilità del caso secondo la fofi. Nessuno si muove per noi, intanto direi se tu Benedetta puoi tramite il sindacato chiedere anche l’interessamento del ministro competente facciamolo…..e intanto io spero che si possa scrivere in massa alla fofi……speriamo in bene…COLLEGHI COLLEGHIAMOCI….fatevi sentire per farci sentire… passiamo parola

    • Benedetta-Fiafant says:

      Io certe volte rimango sconcertata dal velleitarismo, sarà colpa mia. Tu Piero per ACCELERARE il rinnovo del contratto nazionale di lavoro vorresti PRIMA riformare l’organizzazione della Federazione nazionale degli Ordini dei Farmacisti scindendo gli albi …e come? Sul serio, concretamente, come? col mailbombing? Ah. Sottovaluterò la potenza del mezzo, ma … pochissimi non titolari vanno a votare alle elezioni del consiglio del loro Ordine provinciale, gli Ordini provinciali con un/una Presidente che non sia titolare si contano sulle dita di una mano, e tu vorresti che ci regalassero una Segreteria nazionale separata dentro l’Ordine col mailbombing ? Ma per fare che cosa , poi, scusami? L’Ordine è la casa di tutti e ci rappresenta tutti, e sta a noi incrementare sul serio la rappresentanza dei non titolari nei Consigli partecipando, cioè andando a votare ogni tre anni prima di tutto. Ma contratto di lavoro comunque lo tratta Federfarma (cioè il sindacato dei titolari) con i sindacati di chi lavora in farmacia cioè la Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs. La FOFI non c’è. E il Ministro nemmeno.
      Io penso che quella paura dei sindacati (che non mordono) sarebbe l’ora di superarla, Piero, perché l’unica strada per avere un contratto migliore è quella di partecipare di più, anche lì. Usando gli strumenti di contatto, iscrivendosi, andando alle iniziative. Così si creano le reti e si costruiscono stumenti di pressione. Il resto è un’ipotesi velleitaria e/o comunque secondo me il rinnovo contrattuale è più urgente che cambiare l’intero impianto della rappresentanza professionale.
      P.S. Intanto invece i tuoi rappresentanti sindacali non sono nè supereroi che possono fare tutto da soli, nè stalker che ti devono contattare loro prendendo il tuo nome da qualche lista. In che provincia lavori? La CGIL c’è dappertutto. Chiedi un contatto nella tua provincia alla redazione del blog, e cercalo tu

  • franco says:

    Ormai il CCNL farmacisti si avvia al raddoppio di scadenza e tutto tace.IL resoconto dell’incontro del 15 ottobre tra Federfarma e sindacati non promette niente di buono.Piero ha scritto:”se tutti i farmacisti collaboratori fossero uniti”, HA RAGIONE:dobbiamo trovare una via di comunicazione sicura,certa per poterci confrontare e organizzare una risposta adeguata perche’ questo stallo della trattativa e’ vergognoso .Dobbiamo organizzarci e allo scopo invito tutti a proporre una idea ,un meccanismo ,una fattibile soluzione per una comunicazione efficace tra di noi,perche’ questo e’ il punto:siamo slegati,non siamo una forza.

    • redazioneblog says:

      Benvenuto, Franco, questo è un blog tenuto da delegati delle farmacie iscritti alla CGIL. Ti proponiamo di considerarlo una via di comunicazione sicura, visto che è gestita da lavoratori del settore che vorrebbero anche contribuire ad aggregare i colleghi per spingere i tempi dei rinnovi contrattuali (sono da rinnovare sia il CCNL con Federfarma che quello con Assofarm). Anche secondo noi questo è il punto. I sindacati al tavolo sono meno efficaci senza una partecipazione attiva dei lavoratori

      • Benedetta-Fiafant says:

        La scarsa coesione di chi lavora nelle farmacie private, e la percezione di scarsa rappresentanza derivante dalla non consuetudine di tanti colleghi con le strutture sindacali che ci rappresentano, come la Filcams CGIL (con cui invece ha più familiarità chi lavora nelle ex municipalizzate perchè fa da sempre contrattazione aziendale) sono temi che proviamo a affrontare da sempre, ora anche con la partecipazione a questo blog, proprio per avere un canale di comunicazione sicuro che aiuti a creare aggregazione. Io ci credo a #farmacistiorganizziamoci : più siamo uniti, più saremo ascoltati. I sindacati non sono supereroi, li fa forti la partecipazione

  • Marco says:

    Come si può in una farmacia privata scioperare. Il proprietario ha il coltello dalla parte del manico. È già impossibile mettersi in malattia, a meno di cose eclatanti, è un impresa prendere 2 ore di ferie, Si fanno straordinari non pagati, si è completamente in balia dei proprietari e se si prova a dire qualcosa la risposta è quella è la porta, Ne trovo altre cento disposti a lavorare. Certamente non tutti i proprietari si comportano così, ma un’ampia maggioranza si. Le farmacie comunali sono un altro mondo, di diritti. C’è in governo nuovo, un ministro del lavoro che mi sembra più disposto a dialogare del precedente. Penso sia giusto chiedere il suo intervento.

    • redazioneblog says:

      Alcuni commentatori (e non solo qui) invitano allo sciopero, Marco, e come succede sempre ci sono opinioni diverse in materia, ce ne sono tanti che come te raccomandano cautela perché temono le reazioni del proprio titolare, noi crediamo che comunque una qualche forma di coinvolgimento attivo dei lavoratori sia sempre necessaria nel percorso di una trattativa. Nel mondo contemporaneo si potrebbero immaginare anche forme alternative di pressione. Le farmacie comunali comunque sono un mondo in cui per l’ultimo rinnovo del contratto ci furono momenti molto complicati in tante aziende, il mondo dei diritti regalati non esiste, forse te l’ha raccontato chi non ha mai partecipato a una trattativa e non ha mai firmato un accordo. Nelle farmacie partecipate gestite da Admenta (Milano, Bologna, Parma, Prato) ormai viene applicato il contratto Federfarma nonostante alcune vertenze. Il diritto ai rinnovi contrattuali automatici non ce l’ha nessuno. I dipendenti pubblici sono stati dieci anni senza. E secondo te Ministri che non rinnovano neanche alcuni contratti dei loro dipendenti diretti (per esempio dei medici del servizio sanitario nazionale, che hanno fatto sciopero una settimana fa, qui il volantino ) da dieci anni, potrebbero costringere Federfarma a pagare un rinnovo contrattuale a chi lavora in farmacia ? I contratti nazionali sono accordi tra i sindacati dei datori di lavoro e quelli dei lavoratori, nessuno li può imporre, sono frutto di trattativa e del momento che vive il settore a cui si riferiscono. Comunque tutti i tavoli che questo Ministro del Lavoro ha convocato sono stati tavoli di crisi industriali, successivamente a una mobilitazione sindacale forte dei lavoratori coinvolti, con scioperi, manifestazioni e addirittura occupazioni. Così è stato chiesto il suo intervento, nei casi in cui poi è arrivato.

      • ilaria says:

        Anch’io avrei qualche timore all’idea di fare sciopero, ma mi rendo conto che lamentarsi e basta non serve a niente, e che i titolari si fanno forti delle nostre paure. Se vogliamo il contratto bisogna insistere, troviamo un modo

  • Piero e Franco says:

    per ridurre le forti distanze …basterebbe annunciare uno sciopero tra 6 giorni per tre giorni .SE TUTTI I FARMACISTI COLLABORATORI FOSSERO UNITI federfarma si riunirebbe anche di notte. LA DOMANDA E’: COME si puo’ organizzare una risposta corale di tutti i farmacisti dipendenti?

    • Benedetta-Fiafant says:

      Proclamare uno sciopero nelle farmacie, che sono classificate come servizio pubblico essenziale, richiederebbe una procedura un po’ più complessa di quella che proponi tu (voi? Ti chiami Piero e / o Franco?), ma la chiave comunque non è PROCLAMARE UNO SCIOPERO (soggetto: i sindacati che ci rappresentano), ma ESSERE DISPOSTI A PARTECIPARE A UNO SCIOPERO (soggetto: i farmacisti rappresentati), che è una cosa un po’ diversa. Lo dici anche tu (voi?), se tutti i collaboratori fossero uniti! Invece quando uno sciopero venne proclamato nel 2016 non ci fu una partecipazione efficace, eppure il contratto era già scaduto da tre anni.
      Ogni volta che si sonda la disponibilità dei colleghi a forme di mobilitazione, sembra che lo sciopero non sia mai una via praticabile. Eppure lo hanno fatto qualche anno fa i farmacisti delle comunali (io tra loro), lo hanno fatto una settimana fa i medici dipendenti del SSN … secondo me non è l’ essere professionisti che impedisce di fare sciopero, è la scarsa abitudine al frequentare i sindacati, e non aver chiaro che se non si è disposti a rappresentarsi partecipando, non ci si può aspettare che la propria lotta venga percepita come forte per lo sforzo di altri. Non è possibile che succeda.
      La domanda che fai non è nuova. Secondo te come si potrebbe fare a organizzare una risposta corale e collettiva dei dipendenti di farmacia privata? Sia nelle riunioni dell’associazione (Fiafant) che in quelle sindacali (Filcams CGIL) mi è capitato di discutere coi colleghi di forme di mobilitazione e protesta collettiva adatte a questo settore, ma un’idea davvero efficace non l’ho ancora vista venire fuori.
      Parliamone qui. Inventiamocela. E poi mettiamola in pratica come forma di mobilitazione sindacale organizzata, se continua lo stallo

  • Marco says:

    Non c’erano dubbi. Che interesse hanno i proprietari di farmacia a rinnovare un contratto scaduto da 6 anni con incredibili danni a livello economico, compreso versamenti pensionistici più bassi, continuando così a poter schiavizzare a piacimento i dipendenti. Bisogna portare a conoscenza del pubblico la reale situazione dei farmacisti. La maggior parte delle persone pensa sia una categoria di elite. I sindacati dovrebbero anche chiedere l’intervento del ministro Del lavoro e della sanità. Non vedo perché aspettare ancora.

    • redazioneblog says:

      La Filcams ci ha provato, Marco, a sfatare qualche luogo comune sulla categoria, con questo

      video sui farmacisti ,
      ma quanto alle convocazioni ministeriali il contratto poi si deve comunque rinnovare con Federfarma che paga gli stipendi.
      Quando non volevano neanche aprire la trattativa furono chieste due convocazioni ministeriali, ma il Ministero del Lavoro non si mosse.
      Non sarebbe diverso ora

  • Farmacista incavolata says:

    Sono d’accordo! Facciamo sciopero, i nostri colleghi delle farmacie comunali hanno fatto sciopero ed hanno ottenuto l’aumento

  • Ilaria says:

    La cristallizzazione della posizione datoriale sarebbe che ancora ci chiedono più flessibilità ma piangono miseria per darci un aumento decente ?????? Ma siamo professionisti come loro o no????? ma basta parlare di farmacia dei servizi! i servizi li fanno i professionisti, e i professionisti vanno pagati decentemente e trattati di conseguenza! Facciamo sciopero! o se i colleghi dicono che hanno paura a scioperare inventiamoci un’altro modo

    • cristina says:

      sono pienamente d’accordo. I titolari si arrichiscono con il nostro lavoro e 5 euro in piu’ sullo stipendio neanche per idea..

      • ilaria says:

        5 euro in più?? figurati! L’idea che ha il mio titolare di premio è che ogni tanto ci regala un campione gratuito di crema per il viso, lasciatogli da qualche agente delle linee di cosmetica

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