02 novembre 2018

Trattativa Federfarma, nessun passo avanti

Nell’incontro del 15 ottobre scorso tra Federfarma e Filcams / Fisascat/ Uiltucs, svoltosi come annunciato, si sono registrate ancora forti distanze sui temi chiave di questa trattativa di rinnovo, nonostante i mesi trascorsi dall’ultimo incontro.

Pur nella comune volontà di rinnovare gli strumenti contrattuali per adeguarli al contesto normativo cambiato, la cristallizzazione della posizione datoriale non lascia presagire una positiva conclusione in tempi brevi. Le Organizzazioni Sindacali  hanno nuovamente sottolineato come ci sia bisogno di valorizzare maggiormente il lavoro e le professionalità in farmacia e di consolidarne i diritti, e che i quasi 6 anni trascorsi dalla scadenza del contratto (!) rendono questo bisogno quanto mai urgente e imprescindibile.

La Filcams a sostegno del rinnovo contrattuale già all’ultimo coordinamento ha preso in considerazione l’ipotesi di organizzare un evento pubblico sul lavoro in farmacia e sulle criticità della sua valorizzazione, che non progredisce da troppo tempo nonostante i cambiamenti del settore richiedano agli operatori sempre maggiori responsabilità e un costante aggiornamento delle competenze, e che i servizi alla salute svolti dalle farmacie facciano parte a pieno titolo del servizio sanitario a cittadini sempre più bisognosi di prossimità sul territorio, anche a fronte del costante incremento della popolazione anziana con cronicità da gestire.

 

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11 commenti

  • Marco says:

    Come si può in una farmacia privata scioperare. Il proprietario ha il coltello dalla parte del manico. È già impossibile mettersi in malattia, a meno di cose eclatanti, è un impresa prendere 2 ore di ferie, Si fanno straordinari non pagati, si è completamente in balia dei proprietari e se si prova a dire qualcosa la risposta è quella è la porta, Ne trovo altre cento disposti a lavorare. Certamente non tutti i proprietari si comportano così, ma un’ampia maggioranza si. Le farmacie comunali sono un altro mondo, di diritti. C’è in governo nuovo, un ministro del lavoro che mi sembra più disposto a dialogare del precedente. Penso sia giusto chiedere il suo intervento.

    • redazioneblog says:

      Alcuni commentatori (e non solo qui) invitano allo sciopero, Marco, e come succede sempre ci sono opinioni diverse in materia, ce ne sono tanti che come te raccomandano cautela perché temono le reazioni del proprio titolare, noi crediamo che comunque una qualche forma di coinvolgimento attivo dei lavoratori sia sempre necessaria nel percorso di una trattativa. Nel mondo contemporaneo si potrebbero immaginare anche forme alternative di pressione. Le farmacie comunali comunque sono un mondo in cui per l’ultimo rinnovo del contratto ci furono momenti molto complicati in tante aziende, il mondo dei diritti regalati non esiste. Nelle farmacie partecipate gestite da Admenta (Milano, Bologna, Parma, Prato) ormai viene applicato il contratto Federfarma nonostante alcune vertenze. Il diritto ai rinnovi contrattuali automatici non ce l’ha nessuno. I dipendenti pubblici sono stati dieci anni senza. E secondo te Ministri che non rinnovano neanche alcuni contratti dei loro dipendenti diretti (per esempio dei medici del servizio sanitario nazionale, che hanno fatto sciopero una settimana fa, qui il volantino ) da dieci anni, potrebbero costringere Federfarma a pagare un rinnovo contrattuale a chi lavora in farmacia ? I contratti nazionali sono accordi tra i sindacati dei datori di lavoro e quelli dei lavoratori, nessuno li può imporre, sono frutto di trattativa e del momento che vive il settore a cui si riferiscono. Comunque tutti i tavoli che questo Ministro del Lavoro ha convocato sono stati tavoli di crisi industriali, successivamente a una mobilitazione sindacale forte dei lavoratori coinvolti, con scioperi, manifestazioni e addirittura occupazioni. Così è stato chiesto il suo intervento, nei casi in cui poi è arrivato.

      • ilaria says:

        Anch’io avrei qualche timore all’idea di fare sciopero, ma mi rendo conto che lamentarsi e basta non serve a niente, e che i titolari si fanno forti delle nostre paure. Se vogliamo il contratto bisogna insistere, troviamo un modo

  • Piero e Franco says:

    per ridurre le forti distanze …basterebbe annunciare uno sciopero tra 6 giorni per tre giorni .SE TUTTI I FARMACISTI COLLABORATORI FOSSERO UNITI federfarma si riunirebbe anche di notte. LA DOMANDA E’: COME si puo’ organizzare una risposta corale di tutti i farmacisti dipendenti?

    • Benedetta-Fiafant says:

      Proclamare uno sciopero nelle farmacie, che sono classificate come servizio pubblico essenziale, richiederebbe una procedura un po’ più complessa di quella che proponi tu (voi? Ti chiami Piero e / o Franco?), ma la chiave comunque non è PROCLAMARE UNO SCIOPERO (soggetto: i sindacati che ci rappresentano), ma ESSERE DISPOSTI A PARTECIPARE A UNO SCIOPERO (soggetto: i farmacisti rappresentati), che è una cosa un po’ diversa. Lo dici anche tu (voi?), se tutti i collaboratori fossero uniti! Invece quando uno sciopero venne proclamato nel 2016 non ci fu una partecipazione efficace, eppure il contratto era già scaduto da tre anni.
      Ogni volta che si sonda la disponibilità dei colleghi a forme di mobilitazione, sembra che lo sciopero non sia mai una via praticabile. Eppure lo hanno fatto qualche anno fa i farmacisti delle comunali (io tra loro), lo hanno fatto una settimana fa i medici dipendenti del SSN … secondo me non è l’ essere professionisti che impedisce di fare sciopero, è la scarsa abitudine al frequentare i sindacati, e non aver chiaro che se non si è disposti a rappresentarsi partecipando, non ci si può aspettare che la propria lotta venga percepita come forte per lo sforzo di altri. Non è possibile che succeda.
      La domanda che fai non è nuova. Secondo te come si potrebbe fare a organizzare una risposta corale e collettiva dei dipendenti di farmacia privata? Sia nelle riunioni dell’associazione (Fiafant) che in quelle sindacali (Filcams CGIL) mi è capitato di discutere coi colleghi di forme di mobilitazione e protesta collettiva adatte a questo settore, ma un’idea davvero efficace non l’ho ancora vista venire fuori.
      Parliamone qui. Inventiamocela. E poi mettiamola in pratica come forma di mobilitazione sindacale organizzata, se continua lo stallo

  • Marco says:

    Non c’erano dubbi. Che interesse hanno i proprietari di farmacia a rinnovare un contratto scaduto da 6 anni con incredibili danni a livello economico, compreso versamenti pensionistici più bassi, continuando così a poter schiavizzare a piacimento i dipendenti. Bisogna portare a conoscenza del pubblico la reale situazione dei farmacisti. La maggior parte delle persone pensa sia una categoria di elite. I sindacati dovrebbero anche chiedere l’intervento del ministro Del lavoro e della sanità. Non vedo perché aspettare ancora.

    • redazioneblog says:

      La Filcams ci ha provato, Marco, a sfatare qualche luogo comune sulla categoria, con questo

      video sui farmacisti ,
      ma quanto alle convocazioni ministeriali il contratto poi si deve comunque rinnovare con Federfarma che paga gli stipendi.
      Quando non volevano neanche aprire la trattativa furono chieste due convocazioni ministeriali, ma il Ministero del Lavoro non si mosse.
      Non sarebbe diverso ora

  • Farmacista incavolata says:

    Sono d’accordo! Facciamo sciopero, i nostri colleghi delle farmacie comunali hanno fatto sciopero ed hanno ottenuto l’aumento

  • Ilaria says:

    La cristallizzazione della posizione datoriale sarebbe che ancora ci chiedono più flessibilità ma piangono miseria per darci un aumento decente ?????? Ma siamo professionisti come loro o no????? ma basta parlare di farmacia dei servizi! i servizi li fanno i professionisti, e i professionisti vanno pagati decentemente e trattati di conseguenza! Facciamo sciopero! o se i colleghi dicono che hanno paura a scioperare inventiamoci un’altro modo

    • cristina says:

      sono pienamente d’accordo. I titolari si arrichiscono con il nostro lavoro e 5 euro in piu’ sullo stipendio neanche per idea..

      • ilaria says:

        5 euro in più?? figurati! L’idea che ha il mio titolare di premio è che ogni tanto ci regala un campione gratuito di crema per il viso, lasciatogli da qualche agente delle linee di cosmetica

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